mercoledì 23 novembre 2011

Alberi e sogni notturni

17 Luglio 2009

E se lui fosse dallo spirito simile all'Eucalipto, sarebbe un saldo guardiano di feste incantate, dai capelli argentati come le foglie mosse dal vento notturno, dagli occhi del color dei suoi frutti screziati.

O magari, se avesse dentro il Cipresso, sarebbe un solitario osservatore dei luoghi silenziosi, e nel suo silenzio profumato si spanderebbe la sua Bellezza, di un corpo flessuoso dalla capigliatura selvaggia e ribelle, come le sue piccole foglie coriacee.

Potrebbe anche essere un Tiglio gentile, ed allora i suoi respiri sarebbero un miele dolce che inebria il mio cuore, il suo tocco sarebbe gentile e la sua pelle liscia e fresca come la superficie delle sue foglie, e la loro forma a cuore mossa dal vento sarebbe un saluto ed un sussulto gentile che farebbe correre il mio cuore.

Ma, se fosse un Castagno, molto amerei passare le mani sul suo corpo forte, che sembra fermato in una danza lentissima, e d'autunno, i suoi doni sarebbero gocce splendenti celate da ricci d'oro, ed i suoi occhi avrebbero lo stesso color castano, ma ancor più dolce.

Se capitasse un allegro Agrifoglio, allora sarebbe un ragazzo giovane e irriverente, vestito di rosso sgargiante e del verde più verde, e sarebbe un'ebbrezza incontenibile, il ballare con lui in un girotondo, quando tutto intorno la neve luccica ed il bosco tace.

O magari, se avesse in sé la calma benedetta del Grano, con lui e con i suoi mille fratelli, potrei intessere una danza che ha il ritmo del vento, del cielo, del tempo, e del sole.

Se fosse un'Acacia, cullerebbe i miei sogni a primavera, e le sue dita leggere come le foglie novelle sarebbero la più dolce carezza che il mio corpo potrebbe conoscere; il suo volto sarebbe tenero e fiorito, e sempre sorridente ed amabile nella sua fresca bellezza di giovane uomo.

Od ancora, se fosse un Pino, di quelli che col loro ombrello ombreggiano il mare, sarebbe il compagno perfetto di quei giorni assolati, e la nostra nennia sarebbe un canto di cicale.

Potrebbe anche essere Ulivo, ed allora l'argento dei suoi occhi mi farebbe ricordare di splendori antichissimi, od Edera, per potermi intrecciare a lui e lui a me in un abbraccio verdissimo.

Comunque fosse, se avesse in sé ciò che è spontaneo, naturale e reale, soprattutto questo in lui, amerei.

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