mercoledì 23 novembre 2011

Canto degli Innamorati

28 Febbraio 2011
Se mai scappo da te,
è solo per farmi rincorrere giocando.

Se mi avvicino a te,
è perché alla tua Bellezza non voglio resistere.

*

Mai potrò volerti a me distante.
Tu che hai antichi profumi, di primavera,
di resine, di pendii assolati ed umori nascosti.
Di oli e di erba tagliata.
Di piante aromatiche e di muschi.
Di sale e di biondo miele.
O Signora ridente,
che soffi sulla brace ardente del mio desiderio,
che risvegli la fiamma ardente del mio desiderio,
concediti, io ti prego, alle mie braccia
bramose di stringerti.
Di stringere te, la tua carne di fiori e di latte,
le tue cosce di perla,
i tuoi seni granati,
le tue anche scrigno di Piacere.
Tu che sei un giardino di balsamo, ti prego,
o la più bella fra le donne,
apri per me la tua rossa cintura,
recinzione che cinge il tuo Fiore sacro,
rorido di rugiada d’aurora, fonte di flussi nascosti:
di torrenti impetuosi, di fiumi calmi.
Che insieme a Luna versa vita palpitante.
Che è una grotta profonda, inesplorata,
rivestita di aragonite e cristalli bianchi.
Che è una pentola di rame,
in cui cuocete, si narra, pozioni meravigliose,
che destano i morti, che assopiscono i vivi.
Come ti desidero tutta, o Essere di luce di luna,
di stille preziose, di luce di luna.
O Voluttà Fanciulla,
o Fanciulla di Miele!

Mai potrò volere di non essere a te avvinta.
Come bramo il tuo abbraccio Fanciullo Divino,
celeste e di fuoco, come desidero congiungermi a te!
Per te sciolgo la mia rossa cintura,
e con gambe larghe e braccia protese, fremente,
t’invito a salire al luogo dell’Amore.
O Signore
come dire il languore che mi
prende pensando ai tuoi ardori?
Prendimi tu, anche, e potrò mostrarti
come desiderato tu giungi al talamo
incensato, cosparso di boccioli.
Porta a me il tuo germoglio divino,
io lo curerò dolcemente per farlo crescere
ed ergersi forte e rigoglioso,
finché non avrà prodotto i suoi frutti dorati.
E di nuovo, ancora, io sempre
mi curerò del tuo fertile Albero della Vita,
pioppo, cipresso, alto abete.

*

Mai, mai, mai per sempre lascerò
che qualcuno ponga un giogo pesante su noi amanti perfetti.
Mai lascerò strappare la tua Rosa,
Mai lascerò abbattere il mio Albero.
Vieni Sposa Celeste, vieni!
Andiamo a godere l’Amore.

Andiamo Sposo Divino, andiamo!
Andiamo ad amare il Piacere,
che è Sacro, che è dolce,
che è un Rito di Gioia.

Vieni mia amata, amatissima amante,
versa la coppa dei tuoi seni belli fra le mie labbra,
riarse per la sete del tuo corpo flessuoso.

Andiamo tesoro della selva, selvatico, selvaggio,
lascia che io tocchi le tue spalle temprate dal sole,
il tuo petto ampio.

Lascia che il tuo dorso sia appiglio per me, delicata,
per le mie mani sapienti,
che t’infiammano  di più ad ogni respiro.

*

In un giardino ben custodito
in un campo solitario,
in un maggese tre volte arato,
egli è venuto a me, egli,
Virgulto verdeggiante della Terra.
Egli è salito a me, egli,
Meraviglia per gli occhi che lo vedono.
Egli s’è piegato su di me, egli,
Frutto inebriante per la bocca che l’assaggia.
Egli  è entrato a godere del mio giardino ben custodito,
Egli ha colto le mele del mio campo solitario,
Egli ha arato il mio maggese tre volte arato.
Ha colmato col latte delle offerte il mio solco aperto,
in mostra per lui.
Vieni ancora a me, cento volte,
e poi altre cento, e cento ancora,
nel mio giardino,
nel mio campo,
nel mio maggese.
O Amore della Terra del cielo,
siimi sempre accanto, o Giovane avvenente
siimi sempre accanto , o Amore seducente.
A te conducimi seduttore del Cielo,
ché ogni cosa da te è condotta.

*

Se mai scappo da te,
è solo per farmi rincorrere giocando.

Se mi avvicino a te,
è perché alla tua Bellezza non voglio resistere.


Canto in parte ispirato da: Cantico dei Cantici, Gitagovinda di Jayadeva, Il corteggiamento di Inanna e Dumuzi, i componimenti dei lirici greci ed in particolare Saffo e Archiloco, i testi di Dana Leberel, Leda Bearné, Ada D'Ariès, Mario Negri.

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