mercoledì 23 novembre 2011

Canto della Donna Giardino

 5 Giugno 2011


Il tuo Amore, Amico del mio cuore
mi rende un giardino fiorito.
Quando la tenera fanciulla Primavera
già cede il serto fiorito alla fiorente Estate,
io mi ammanto di boccioli fertili e maturi,
e delle ciliege più rosse,
di albicocche di sole,
delle prime timide pesche dell'alba.

Quando tu sei
insieme a me,
io sono il giardino.
Mi sbocciano dentro i fiori dei Tigli
che più spargono i loro aromi d'Amore.
E i baci dolci degli Oleandri
che ornano il verde più scuro di foglia
mi inondano il petto.
Di stelle odorose stillano i Gelsomini,
son carezze al lume di luna.
E i Melograni mostrano, senza vergogna,
le coppe scarlatte di sangue e di miele,
pronte a contenere rubini e granati.
Come i prati di fine Maggio
la mia Bellezza sboccia per te,
Delizia del Cuore,
Signore del Giardino del Cielo.

Porgimi corone di farfalle turchesi
perché possa ornare le chiome.
Cingimi i fianchi di cinture di foglie,
solo per il piacere di vedermi silvestre,
e poi nuda di vento, di nuovo.
Fammi pendenti di semi d'Acero
perché con la brezza possano accarezzarmi.
Vedi, anche così io sento le tue carezze di grazia!
E prendi, prendi ti prego, il mio cuore.
Che me ne faccio in fatti di un cuore non più mio?
Ormai sei tu il suo custode nella notte!

Dio dal Cuore Dorato,
dimmi parole che sono Canti d'Amore,
anzi, non parlare, ma solo esprimiti
con pelle e versi e gesti e caro abbandono,
così ti capirò meglio,
o Fanciullo del Sole!
Avvolgimi in una tela di Splendore
e ad essa, senti, io mi abbandono,
come alla corrente del fiume
che corre vicino alla tua dimora boschiva.

Ti ho cercato nel mondo ma non ti ho trovato.
Ti ho atteso nel tempio e tu sei giunto.
Non abbandonarmi più ora,
perché sei senso di Sangue e Respiro
Gioia di Mondo,
e Amante che certo vincerà ogni cosa.

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