mercoledì 23 novembre 2011

Notturno

Tacciono i monti sotto gli occhi del cielo,
respira lenta la terra profumi di foglie e di muschio,
dormono l'erbe ed esalano tiepido un soffio.
Quieti son gl'alberi al canto d'argento del grillo.

Tacciono le stelle con sfavillare occhieggiante,
respira il vento favole di mete obliate,
dormono le rondini e i cuculi nelle tiepide piume.
Quieti son gl'alberi al canto segreto del fiume.

Taccion le case, i tetti, le strade,
respirano le luci al volo delle falene,
dormono i cuori dell'uomo nelle tiepide tane.
Quieti son gl'alberi al canto scordato delle campane.

Taccion le labbra nel contemplarti, o Notte,
respira la voce che ho dentro nel petto sta notte,
dormono i pensieri nebbiosi e tiepidi di notte.
Quieti son gl'alberi, e mi dicono d'un canto alla Notte.

Ispirata dal notturno di Alcmane, dai versi di Saffo e da quelli di Pascoli.

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