mercoledì 23 novembre 2011

Teofania

19 Luglio 2009
Visione della sacerdotessa al Tempio
Oh tu dorato, dal cuore di leone
che scorri nelle mie vene come luce.
Senza difese io sono davanti a te
le mie acque si trasformano in vino
e mi infiammano con una visione
di cavalcate nei cieli sulle ali estasianti di un rapace...
Oh sangue del mio sangue e carne della mia carne,
colui che può aprire la chiave d'oro che io sono,
mi unisco a te ancora e ancora,
non sapendo se affogo o volo,
non chiedo di fuggire:
perché se questa luce è già troppo forte da sostenere
potrei morire nel vederti stare qui dinnanzi.
*
Queste poesie sono scritte secondo lo spirito di una sacerdotessa tantrica che aspira a una rinascita, attraverso la sua ricerca dell'amore perduto, che culmina nell'unione estatica: non una grezza androginia di ermafroditismo, ma una fioritura armoniosa che trasforma entrambe le nature. In tal modo si genera un'energia immensa. Adorando la presenza della Dea nella donna, la presenza del Dio si catalizza nell'uomo, e viceversa. Allora la Dea si incarna e Iside salva il suo Osiride.
Jacqueline Northfield

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