lunedì 21 maggio 2012

Vir


Che sappia amare senza misura o ritegno,
senza possesso o superiorità,
senza gelosia o banale volontà di appagamento.
Sappia farlo con innocenza e meraviglia, con rispetto,
gioia, e senso del mistero dolce dell'unione di due Esseri.

Sappia tenere fra le proprie braccia un corpo al suo avvolto,
e sappia trovare riposo e casa sul seno della Donna.
Sappia chinarsi su di Lei con indomabile fuoco,
stringerla come l'edera all'ulivo e poi
lasciarla libera, come una farfalla sui prati.
Che sia in grado di sostenere e teneramente accogliere
l'abbraccio delle sue gambe e la brace ardente del suo cuore.
Sia l'Amante e l'Amato.

Che sappia battersi con coraggio, fino a raggiungere
l'ampia sala del Walhalla, risuonante di canti di guerre e gesta divine.
Che abbia in sé Guerriero dal volto di sole,
che sappia affrontare il proprio nemico guardandolo negli occhi,
ed in lui ci sia il gusto della sfida alle proprie capacità.
Che si mantenga saldo dinnanzi all'oscurità
e che in ogni momento e luogo sia pronto a battersi per l'Armonia.
Che, se guerra dev'esserci, sia prova alla sua forza ed al suo impeto.
Sia il Combattente e Colui che muore per la Bellezza.

Che con onore e amicizia inestinguibili
sappia vivere con i suoi Compagni; che come i Fianna d'Irlanda
sappia dare agli altri rispetto e da essi averne a sua volta.
Che fra loro vi sia lealtà e gioia nel condividere un eguale intento.
Sappiano vivere senza invidie e gelosie,
non vi sia fra loro traditore o spergiuro.
Sappiano condividere ogni cosa, come i forti spartani del passato,
e la loro amicizia sia inebriante come il vino bevuto in compagnia.
Sia l'Amico ed il Fratello.

Che sappia donarsi alla Ricerca e riconoscerne la Via,
che ritrovi la rotta per l'Isola delle Mele, la Terra delle donne
dove sempre gli alberi sono in fiore e le fanciulle sono prodigali,
nell'elargire l'amicizia delle loro cosce.
Sappia distinguere il sentiero boschivo che porta al Castello Incantato.
Sia il compagno lungo la Strada e colui che indica le svolte.
Sia il Cercatore ed il Sapiente.

Che sappia risanare la landa arida,
la guasta Terra isterilita da soprusi e violenze.
Che per Lei ritrovi l'arcano Calice Sacro,
tramite un cuore puro ed un Amore reale.
Che comprenda la sovranità della Damigella che ne è custode e
lo versi sulla polvere, la quale, ecco! Subito si trasforma
in prati fioriti e boschi verdeggianti.
Sia colui che partecipa alla Cerca ed il Cavaliere che trova.

Che ancora s'incanti dinnanzi a Natura.
Che sappia amarla come un amato l'amante
e la di Lei bellezza sia in grado di riconoscere nelle sue figlie gioiose.
Che sia libero come cervo fra gli alberi
e degli alberi abbia lo spirito tenero e fresco.
Conosca il tacito peregrinare segreto fra valli ombrose e foreste assopite nel mezzogiorno.
Sia l'Animale e l'Uomo.

Che in sé conservi il fanciullo ridente, il ragazzo non ancora uomo,
e la sua voglia di ridere e giocare.
Accanto all'Amante vi sia il Figlio.
Che sia ancora in grado di piangere per la gioia
provocata dalle piccole e semplici cose,
dalla Bellezza indicibile che colma il mondo,
dall'infinita tenerezza di Colei che gli è prossima.
Sia Uomo e Bambino.

Che come un Satiro allegro, sia selvaggio e pieno d'ebbrezza.
Il suo silenzio sia musica, il suo cuore un tamburo
che conosce il ritmo, il battito del mondo.
Conosca la Danza remota delle Anime belle,
i passi dimenticati verso l'Estasi nella luce.
Lasci che in lui risuoni la Musica divina dell'Essere,
sappia accompagnarsi alle Menadi e alle Ninfe.
Sia il Suonatore e lo Strumento.

*

Che conosca la tenerezza e la forza,
l'amore e la morte,
il tempo per venire e quello per andare,
quello dei momenti condivisi e quello della solitudine,
il crescere ed il calare.
Che sappia il flusso del sangue
e lo scorrere sotterraneo e nascosto.
Che in lui risieda la maestosa bellezza
dei raggi del sole al tramonto,
la forza dell'onda sulla scogliera,
la quiete del cielo stellato,
il caldo ballo della fiamma del fuoco.
Che sia dolce il suo sguardo,
ferma la sua mano,
selvaggio il suo cuore,
che sappia correre col vento o,
immobile, sentirlo su di sé.

Che sempre vi siano Uomini tali,
che sempre canti in loro lo Sposo Divino,
il Compagno Celeste,
lo Spirito nobile colmo di sole,
e che sempre le Donne odano il Suo richiamo nel loro interno.
 
Scritto nel Maggio 2009
pubblicato sul Tempio della Ninfa nell'Agosto 2009
Immagine d'autore ignoto (se qualcuno sa di chi è me lo segnali, grazie).