domenica 4 novembre 2012

Achillea

L'Achillea, piantina perenne tanto comune ovunque nei nostri prati, è una delle più antiche erbe officinali utilizzate dall'uomo, tanto che recentemente ne sono state rinvenute tracce fra i denti di alcuni scheletri di Neandhertal; e visto che il sapore di quest'erba è molto amaro, sembra sia da escludere il fatto che venisse consumata per il sapore, e che invece i nostri antichissimi antenati la ingerisso per fini medicinali.
Parliamo dunque di una pianta che da decine di millenni ha incrociato la sua via con la nostra, e che per tutto questo tempo ha aiutato l'uomo con il suo Spirito e le sue proprietà.

Fa parte della famiglia delle Asteraceae che conta molte varietà, di cui le più conosciute e diffuse in Italia sono l'Achillea millefolium e l'Achillea moschata, ma ne esistono molte altre soprattutto nei prati di montagna delle Alpi. Per semplificare da qui in poi dicendo Achillea s'intenderà la varietà Millefolium che è quella più comune e usata.
Il nome viene dall'eroe Greco Achille (Achilleus in greco) e Plinio nell'Historia Naturalis ne spiega il motivo: "Anche Achille, il pupillo di Chirone, scoprì una pianta che guarisce le ferite - che per ciò è chiamata Achilleos - (e la usò) dicono, per risanare Telefo. [...] Da alcune persone questa pianta è chiamata Panacea di Heracle da altri Sideritis e da altre persone del nostro paese Millefolium: il gambo, dicono , è lungo un cubito, ramoso, e coperto dal basso di foglie piuttosto piccole, più piccole di quelle del finocchio [...] Tutte queste piante, si dice, sono notevolmente buone per il trattamento delle ferite." (Plinio, Historia Naturalis, XXV, 19)
Fin dal nome dunque sono messe in luce una delle principali proprietà di questa pianta, cioè quella di curare le ferite, nozione che si è mantenuta fino ai giorni nostri come dimostrano i nomi popolari: Meifoggiu, Stagnasangue (Liguria), Fenugina, Erba S. Genar, Erba tajera (Piemonte), Erba del tai, Erba trementina (Lombardia), Stranudella, Erba da tagi (Veneto), Erba vturena, Melfoi, Zent-foj (Emilia), Sangiunella, Erba formica (Toscana), Mazzetti (Lazio), Erba spirizilata, Rosone (Abruzzo), Erba dei tagli (Campania), Millefoglie (Puglia), Erva e cuntra veleno (Calabria), Millefogli, Qumidda (Sicilia), Erba de feridas (Sardegna).
Nelle principali lingue europee invece l'Achillea è chiamata Achillée, Millefeuille, Herbe aux charpentiers (Francese), Milefoil, Yarrow, Bloodwort, Sanguinary, Soldier's woundwoert (Inglese), Schafgarbe o Tausendblatt (Tedesco), Milenrama, Milhojas (Spagnolo).

Descrizione: Pianta erbacea perenne con rizzoma lignificato dal quale si sviluppano gli stoloni sotterranei e i fusti eretti, duri e pelosi; questi ultimi sono di due tipi: quelli invernali con internodi corti e molte foglie e quelli primaverili, con internodi allungati e che portano le infiorescenze, alti fino a 50-60 cm, ramificati nella parte superiore. Le foglie alterne hanno forma lanceolata e sono bi o tri pennatosette di colore verde intenso e supericie pelosa. I fiori sono riuniti in capoli raggruppati in mazzetti, e possono avere sfumature dal bianco al rosa intenso. Il frutto è un achenio ovale e liscio di pochi millimetri.

Habitat: originaria dell'Europa è molto diffusa si può trovare in tutta Italia dal mare alla montagna in prati, pascoli, luoghi incolti ed alcune specie arrivano fin oltre i 4000 metri. Vive bene su terreni petrosi, acidi, anche piuttosto aridi.

Coltivazione: erba piuttosto rustica si adatta bene e non ha particolari problemi, qundi è di facile coltivazione. Può essere seminata oppure piantata per talea, in terreni leggeri, con una buona percentuale di sabbia e molto ben drenati inquanto non tollera i ristagni d'acqua. Ama il sole quindi dev'essere ben esposta. E' piuttosto prolifica quindi non sorprendetevi di vederne crescere molte piantine dopo aver seminato la pianta madre; inoltre essendo una perenne è soggetta a riposo vegetativo invernale, ma nonappena la Primavera inizierà a farsi vedere rispunterà. Esistono varietà da giardino con fiori giallo intenso o rosa. Può essere utile piantarla in nelle aiuole sinergiche inquanto respinge alcuni insetti nocivi.

La droga è costituita dalle sommità fiorite che si raccolgono durante la fioritura fra maggio e settembre, scegliendo solo quelle integre, non aggredite da insetti o muffe, facendo attenzione a non raccogliere tutti i fiori di una sola pianta ma distribuendo la raccolta su più esemplari. I giorni migliori sono quelli di luna crescente  o piena, in un giorno dello Scorpione o del Fiore (Gemelli, Bilancia, Acquario). Si seccano in mazzi appesi o in strati sottili su un essiccatoio, all'ombra e in luogo areato e si conservano in barattoli ben chiusi al riparo dalla luce e dall'umidità.
Ricordiamoci sempre di lasciare qualche piccola offerta alla Natura quando raccogliamo qualcosa, poiché questi doni non ci sono dovuti, ma ci vengono elargiti gratuitamente con amore; restituire alla Natura una piccola parte di quello che ogni giorno prendiamo è davvero il minimo. E' un atto da compiere con gratitudine e affetto verso la fonte di ogni nutrimento e bellezza.
Inoltre la raccolta va fatta con un minimo buon senso: non spogliate un intero prato!

Utilizzi
Prima di utilizzare qualsiasi erba verificate di non essere allergici.Non intendo sostituirmi ad un medico o ad un erborista non avendone le minime competenze, quindi prendete ciò che segue per quello che è, ovvero una ricerca svolta su vari testi, sperimentata solo in parte. E comunque, visto che ad ogni cosa le singole persone reagiscono in maniera diversa, non c'è garanzia alcuna sull'efficacia.
ATTENZIONE: un uso eccessivo può provocare fotosensibilizzazione, e per lo stesso motivo sarebbe meglio evitare di esporsi al sole dopo aver utilizzato l'olio essenziale. Non utilizzare su bimbi sotto ai 3 anni. Può avere interazioni con farmaci anticoagulanti. In soggetti sensibili alle Asteracee (Compositae) potrebbe dare allergie.
Proprietà: vulnerarie, emostatiche, antinfiammatorie, leggermente antisettiche, aperitive, digestive, emmenagoghe, astringenti, antispasmodiche, febbrifughe, toniche del sistema circolatorio.

Erba fresca: foglie e fiori schiacciati e applicati sulle piccole ferite (quando si è già formata la crosta) ne facilitano la guarigione e la ciccatrizzazione, inoltre si possono fare applicazioni locali per combattere le vene varicose e guarire le emorroido e le ragadi. ATTENZIONE: Dopo l'uso la parte interessata non dev'essere esposta al sole, visto che il succo può rendere la pelle più sensibile ai raggi solari.

Infuso: si utilizzano 5 grammi di Achillea essiccata ogni 100 ml d'acqua. L'erba si mette in infusione nell'acqua già bollente e si lascia sul fuoco per qualche minuto, poi si spegnere, si copre e dopo poco va filtraro e bevuto. Visto che il sapore è piuttosto amaro, di volta in volta si possono unire altre erbe con proprietà simili ma dal gusto più piacevole.
L'infuso va bevuto prima dei pasti per stimolare l'appetito, e dopo per migliorare la digestione ed evitare la formazione di gas. Aiuta anche a calmare il mal di stomaco.
Inoltre l'Achillea allevia i dolori dovuti al ciclo mestruale e ne favorisce la regolarità o la ricomparsa grazie alla capacità di migliorare la circolazione (quindi anche quella uterina) e al contempo di rilassare la muscolatura. In questo caso è utile berne almeno una tazza al giorno nella settimana precedente il mestruo e nei giorni di sanguinamento, magari insieme ad altre piante adatte all'uso come Calendula e Camomilla.
Può essere utile anche all'insorgere di stati influenzali e febbri con disturbi come raffreddore e mal di gola, insieme ad altre erbe indicate come Sambuco e Menta.
L'Achillea è in grado di rilassare la muscolatura inquanto contiene azulene, lo stesso principio della Camomilla che è anche quello che rende gli oli essenziali di entrambe le piante azzurri. Per tanto si potrebbe utilizzare l'infuso d'Achillea al posto della Camomilla in caso di bisogno, per favorire il sonno e il rilassamento sia fisico che mentale, oppure visto che come già detto ha un sapore piuttosto amaro, un misto con Melissa, Tiglio o Menta.
E' valido anche per lavare le piccole ferite (quando si è già formata la crosta) favorendone la ciccatrizzazione o per detergere la pelle arrossata. Unendo l'infuso all'argilla o ad altri ingredienti per maschere autoprodotte si potranno calmare infiammazioni ed arrossamenti del viso e combattere le couperose.
Una o due manciate di fiori secchi aggiunte all'acqua del bagno in un sacchettino di cotone, oppure uno o due litri di infuso versati nella vasca, contribuiscono a decongestionante e rilassare, ma anche a far ritrovare forza dopo una giornata faticosa.
Utile in lavaggi intimi contro le infiammazioni e per calmare il dolore dovuto a ragadi ed emorroidi e favorirne la guarigione: si applicano sulla parte interessata compresse imbevute d'infuso per almeno un quarto d'ora, oppure il succo estratto dalla pianta contusa.
Per tutte queste preparazioni non mettere mai la pianta in infusione in pentole di ferro e preparare l'infuso sul momento, in modo da consevare integre tutte le proprietà dell'Achillea.

Oleolito: si mettono le sommità fiorite fatte seccare in un barattolo con dell'olio d'oliva, di semi, di riso o altri. Si lascia macerare almeno un mese, poi si filtra con della garza spremendo bene i fiorellini, e di nuovo con un filtro da caffé per rimuovere tutte le impurità. Si conserva in bottigliette di vetro scure debitamente ettichettate o in barattoli di vetro al riparo dalla luce.
Si può aggiungere a creme autoprodotte ed è un buon ingrediente per la creazione di unguenti ciccatrizzanti, disarrossanti, lenitivi, dopo sole, per pelli screpolate o bruciate dal sole e insieme all'oleolito di Calendula e/o Camomilla, Lavanda, Iperico è perfetto per quasi tutte le problematiche della pelle. E' inoltre adatto in caso di vene varicose e emorroidi magari unito al Cipresso.

Vino medicato: si mette una manciata di fiori di Achillea in un litro di vino bianco secco, a macerare per tre settimane, agitando di tanto in tanto. Se ne prende un bicchierino dopo i pasti per aiutare la digestione o prima per stimolare l'appetito.

Tintura: si può trovare al 25% o al 50%, e questa sembra essere la forma più adatta per beneficiare dell'olio essenziale e altri componenti liposolubili. Si può usare diluta al posto dell'infuso in caso di febbre. Aggiunta a creme e gel per le gambe aiuta a migliorare la circolazione.

Olio essenziale: la composizione chimica varia molto a seconda del luogo  e del clima, può essere di colore azzurro o tendente al verde. Se ne può aggiungere una goccia ad un pentolino d'acqua calda e fare un bagno di vapore per pulire in profondità il viso e combattere le impurità e l'acne (come sempre avendo cura di coprire il capo con un ascigamano e di tenere gli occhi chiusi). Poche gocce aggiunte all'acqua della vasca, così come l'infuso, rendono il bagno rilassante e disinfiammante e favoriscono l'apporto di nuova carica nei momenti faticosi.
Qualche goccia unita ad un olio base (es. olio di mandorla) e massaggiato dolcemente sul basso vetre aiuta a combattere i dolori mestruali. Una goccia diluita in mezzo litro d'acqua può servire per lavaggi intimi contro le infiammazioni. Poche gocce unite all'argilla e applicate su ferite, ulcere, vene varicose ne favoriscono la guarigione. Mischiando alcune gocce d'essenza d'Achillea all'oleolito d'Iperico se ne potenziano le proprietà ciccatrizzanti e può essere usato per mitigare le bruciature dovute all'eccessiva esposizione al sole (dopo aver usato sia l'oleolito d'Iperico, sia l'olio essenziale d'Achillea non esporsi al sole inquanto entrambi rendono la pelle fotosensibile).
Diffuso nell'aria tramite lampada per aromi nelle stanze di persone febbricitanti aiuta la guarigione. In aromaterapia è usata per equilibrare gli opposti, e per far fronte ai periodi di cambiamento, combatte insicurezza e confusione.

Ricette culinarie
Se piace il sapore amarognolo alcune foglie possono essere aggiunte ad insalate e frittate, inoltre in Svezia si aggiunge l'Achillea alla birra per aromatizzarla; ma quest'erba rientra soprattutto nella preparazione di liquori digestivi.

Liquore all'Achillea: si mettono 40 g di sommità fiorite di Achillea, 40 g di bucce di Arancio amaro, 10 g di Zenzero, 10 g di China a macerare in 500 g di alcool a 95° per 10 giorni, agitando di tanto in tanto. Trascorso questo tempo si filtra e si unisce lo sciroppo lasciato raffreddare, preparato con 400 g di zucchero di canna e 600 g d'acqua. Si mescola bene e si mette in una bottiglia di vetro a chiusura ermetica. Ottimo come digestivo. (Ricetta tratta da Meravigliose erbe - Bellezza Salute)

Vino all'Achillea: mettere una manciata di fiori di Achillea a macerare in un litro di vino bianco secco, con un cucchiaino di miele e 2 chiodi di Garofano per 2 - 3 settimane, trascorse le quali si uniscono all'infusione vinosa 250 g di zucchero di canna e 300 ml di alcool a 95°. Si lascia riposare per due settimane, dopo di che si filtra ed imbottiglia. Se ne può bere un bicchierino per aumentare l'appetito o per facilitare la digestione. (Ricetta tratta da Cucinare con i fiori)



Fonti
Cento erbe delle salute, M. L. Colombo, G. Appendino, R. Luciano, C. Gatti, Ed. Araba Fenice, 2011
Cucinare con i fiori, L. Marenghi, Priuli&Verlucca, 2011
Dizionario di fitoterapia e piante medicinali, Enrica Campanini, Tecniche nuove, 2004
Guida alle erbe, spezie e aromi, T. Stobart, Mondadori
Le erbe nostre amiche vol.3, Daniele Manta e Diego Semolli, 1976
Meravigliose erbe - Bellezza Salute, Aldo Decò e Carla Volontè, Editoriale del drago, 1981
Orto e giardino biologico, Marie-Luise Kreuter, Giunti, 2011
Profumi celestiali, S. Fischer-Rizzi, Tecniche nuove, 1995
Il libro delle erbe, P. Lieutaghi, Rizzoli, 1981
Scorpire, riconoscere, usare le erbe, U. Boni e G. Patri, Fabbri Editori, 1979
Actaplantarum.org - Achillea millefolium
Arcadia - Oleolito di Achillea
Erbeofficinali.org - Achillea millefoglie
Il Bosco Segreto  dell'Isola Incantata delle Figlie della Luna
Infoerbe.it - Achillea
New scentist "Neanderthal tarta reveals evidence of medicine"  articolo originale apparso su Naturwissenschaften.

Fotografie mie scattate a Maclino (BS) e a Quarzina (CN).

Vietata la riproduzione anche parziale senza il permesso dell'autrice e senza citarne la fonte.

Vedi anche:
Alcune varietà di Achillea 
Illustrazioni botaniche di Achillea
Storia dell'Achillea
Mitologia dell'Achillea 
Unguento vulnerario di Achillea e Melissa.

Aggiornato l'ultima volta il 21 Maggio 2015.

Il Mito II: Mito come Modello

Spesso nelle grandi e piccole scelte, nei cambiamenti di rotta e nei momenti difficili noi donne ci sentiamo perse, pensiamo, scaviamo nella nostra memoria per vedere se per caso ci sono tracce, indicazioni di qualcuna che si sia trovata nella nostra stessa situazione. Ma spesso non le troviamo. Sembra che in questo mondo moderno ci siano pochi o nessun modello di comportamento da seguire per le donne che fogliono essere indipendenti, forti, naturali e pianamente e luminosamente femmilini. Ma forse per tutte noi che proviamo a camminare in questa direzione nel Mito c'è una traccia, una serie di orme da seguire, qualcuno in cui riconoscerci che ci indica la via sorridendo. E non importa se per Mito si intende la storia di una Divinità, di un'eroina o semplicemente della bisnonna di cui si tramandano le stravaganze. Come già visto il Mito è prima di tutto Racconto, e nei Racconti arrivatici dalla saggezza antica ci sono tutte le indicazioni che ci servono, basta saperle sentire e leggere con la nostra parte più ricettiva alle indicazioni profonde.
E questo l'ha dimostrato in maniera chiarissima e meravigliosa, fra gli altri, Clarissa Pinkola Estés con i suoi libri, le sue storie e le sue interpretazioni. Ma non è una cosa che possano fare solo psicologi e studiosi, anzi, basta prendere dimestichezza con i Racconti e i loro simboli, ed allora tutto sembrerà chiaro. E se vi sembrerà di aver perso la vostra gioia di vivere, la vostra Anima profonda, Psiche vi indicherà come ritrovarla; se vi sentirete sperse in un labirinto di vuoto, Arianna vi tenderà il suo magico filo;  se vi troverete ad essere sottomesse quando invece vorreste correre libere, Atalanta vi precederà nella corsa.
Anche se sembra che i modelli non ci siano, soprattutto per quanto riguarda le nostre Vie spirituali ed interiori, in realtà abbiamo Maestre e Conduttrici che ci sorridono in ogni raccolta di favole, miti, racconti del folklore e aneddoti di Grandi Donne che non si sono piegate.

Per approfondire si possono consultare i libri:
Donne che corrono coi lupi di Clarissa Pinkola Estés
I Racconti della Vecchina del Bosco di Barbare Fiore

Vedi anche: Il Mito I: Mito come Modello

sabato 3 novembre 2012

Frammenti della Gorgone


Come la Sheela sul muro che invita ad entrare nella sua vulva dischiusa, nell'interno del suo ventre misterioso, in cui avviene la magia ed essa torna fanciulla di primavera, come Ragnell che da megera ripugnante si fa donna avvenente come fiori di Maggio, così anche la Gorgone sulla cima dei templi, sui vasi sacri, avverte che qualcosa di misterioso e potente è racchiuso all'interno, e che per entrare bisogna entrare in lei, nei suoi domini, ed affrontare il suo pauroso volto, il suo ignoto ventre, il suo buio interno, tanto buio e profondo e deserto che ogni cosa si eclissa, e non resta altro all'infuori di te stesso e della percezione di essere. Si è nel suo antro. Ed il suo sguardo è lì a guardarti, ed anche se non lo si vede, lo si sente addosso. Per vederlo serve lo Specchio, poiché essa riposa dietro di noi, appena dietro le nostre spalle, è nelle cose dimenticate che non vogliamo vedere, ricordare, superare o abbandonare. Ci terrorizza per questo, e così ci pietrifica, togliendoci la capacità di agire ci rende inabili a perseguire ciò che desideriamo nella vita. E lo Specchio vuol dire che non la possiamo guardare direttamente, ma dobbiamo guardare il riflesso di noi con lei, di quella nostra ombra inquietante dalle curve angiuformi. E così non annientati da essa, in grado di guardarla senza perderci in essa, sapremo cosa deve morire, e tutto questo morirà, ucciso da spada lucente. Ed i serpenti del suo capo rappresentano questo, che come loro cambiano pelle, così anche noi possiamo recuperare ciò che ci sembrave perduto, possiamo superare le mancanze e plasmare in nuove forme ciò che di negativo abbiamo trovato. E quando dopo molta fatica riusciremo in fine a vincere Medusa, dal suo sangue velenoso sorgerà il cavallo simile al vento, l'alato Pegaso.


Immagine 1: Gorgone dal Tempio di Atena a Siracusa, fine VII secolo
Immagine 2: Perseo afiancato da Atena uccide la Gorgone che ha sotto braccio Pegaso, dal Tempio C di Selinunte, VI secolo