giovedì 20 dicembre 2012

Artigiani/e e i Doni di Natale

Ho pensato di scrivere questo post, riflettendo sulla questione dei regali di Natale. Ormai fare regali è diventato come tanti un gesto automatico, dovuto, senza energia ed emozione. Si fa perché è così. Ma nel mio modo di vedere le cose i regali di Natale, del Solstizio, sono piccoli doni alle persone alle quali si vuole bene o si stimano, piccoli pensieri per farli sorridere e sentire apprezzati. E regalare qualcosa di unico, che ha buone energie, credo sia il meglio. Io sono per l'autoproduzione di regali, ma in questo post vorrei segnalare, per le fanciulle/i che non amano affaccendarsi o non hanno tempo, alcuni Artigiani/e, amici, conoscenti o che ho incontrato coi loro banchetti lungo la mia strada. Persone con un nome ed una storia, che mettono amore in quello che fanno, impegno, inventiva, gioia. E credo meritino tutto il sostegno possibile.

Canto di Terra
"Il vento accarezza il mare, si intride di suoni umidi e colori avvolgenti, soffia gocce salate e granelli di sabbia sui dolci pendii delle colline liguri. Qui, tra l'edera e il sambuco, come l'onda che con movenze gentili lambisce il granchio nascosto tra gli scogli, scivola dietro agli occhi, accarezza il sogno, fa nascere l'immagine.
Poi succede che, in un momento di distrazione, l'immagine cade dagli occhi e si raccoglie nelle mani..."
Gioielli artigianali e boschivi. Rame e spirali, nocciole e polvere di fata, perline di rovo e favole, edera e qualche canzone, fili d'acciaio ed una giravolta al suono di wistle o ghironda, ed ancora qualche leggenda. Tutto questo ed altre cose fantastiche, fra boschi ed onde, potete trovare fra anelli, ciondoli e orecchini, creati a mano uno per uno, con cura dei particolari e materiali naturali. Ed in mezzo a tutto questo una Fata dai capelli a cascata che raccoglie ed unisce i piccoli doni del bosco.
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Fate di Lana 
 "Faeries are seen not by the eyes but through the heart." Brian Froud.
Creature incantate e Fate di Bosco, vestite di Lana Cardata e di Feltro, cucite nel cuore della notte con l'aiuto di un Ago Magico...
Creature incantate dai colori sgargianti o quieti come il sottobosco, fate, Dee, principesse e persino qualche folletto di Natale, in compagnia di morbidi animaletti dal profondo della foresta. Da Morgana fra nebbie e magie, a Grainné di Tir na nOg, ed anche Brighid la Portatrice di Luce. Morbide e fatate come delle Fate dovrebbero sempre essere, uscite dal loro regno silvestre per vegliare su coloro che le ricevono. E fra di loro, una bionda Donna dei Boschi, che fra bimbi, erbe e libri crea e inventa nuove magie.
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Intrecci di Lana Fatata
"Chi possiede il dono della creatività, possiede qualcosa di cui non sempre è il padrone, qualcosa che qualche volta, stranamente, decide e lavora per se stesso." Charlotte Bronte
Questi folletti, gnomi, dolci damine, nascono dalla passione per il mondo incantato, fatato...
Complice il materiale: la lana cardata, morbida al tatto! E' piacevole lavorarla, dare vita, creare...
Damigelle del passato, piccoli elfi dalle ali leggere, una famiglia di palline colorate da appendere e persino qualche aiutante di Babbo Natale. Persino gli gnomi sono usciti dal loro bosco per raggiungere questa quieta Radura Incantata, portando colori e storie di foglie, fiorie e frutti. E c'è anche una dolcissima Donnina che con le sue manine magiche confeziona meraviglie.
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Lugh & Aisling celtic art 
Creazioni artigianali di ispirazione celtica. Fra il canto degli uccellini, ed una risata di bimba ecco che piano piano vedono la luce splendidi gioielli, coroncine, ciondoli e collane, fatti di rame e perline, legno e sorrisi, pietre e raggi di luna...sicuramente suggeriti alla dolce Volpe-Artigiana dai sussurri di qualche fata ispiratrice. E poi, certo c'è lo zampino di qualche folletto dei boschi che ha ben osservato i guerrieri antichi, dietro alla creazione di scarbe, borse e cinture!
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 Selvaticamente
Artigianato Artistico in cuoio, legno e materiali naturali.
Se si ha la fortuna di incontrare questo banchetto in qualche fiera ci si può perdere per un attimo, e chiedersi se per caso non si è capitati in qualche foresta incantata, d'Autunno sul far del tramonto. Un'infinità di foglie dalle sfumature verdi, rosse, gialle ognuna con un suo colore, una sua forma, un suo albero ed una sua storia, narrata dal cuoio, il naturale supporto per questi sogni rubati al popolo degli Elfi. Borsette per la polvere magica, segnalibri per i tomi d'incantesimi o fermacapelli per le fate uscite dai boschi, ogni foglia è diversa dalle altre ed ha la sua particolare magia.
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Bottega Artigiana
"V'è una bottega assai strana a Milano
ove Fantasia ti prende per mano,
ti prende per mano e con lei puoi volare
oltre la noia di un giorno normale,
oltre le cose che fai per dovere
senza conoscere gioia e piacere.
Se vuoi gioire ridendo di cuore
alla bottega c'è forse il colore
che darà vita ai tuoi sogni segreti
sì che i tuoi giorni saranno alfin lieti."
Varcata la porta di questa piccolissiba bottega, ecco, siete già persi: le fate vi sorridono dall'alto, mentre i folletti occhieggiano dagli scaffali, osservandovi. Persino qualche ninfa uscita da dolci favole vi aspetta. E fra splendidi ornamenti di rame, legni sui quali magnifiche fatine sbattono le loro ali lucenti, strani strumenti che solo i fauni sanno suonare e libri incantati sembra davvero di essere arrivati in un mondo un pochino diverso da quello solito, un mondo più allegro e colorato.


E visto che il Solstizio si avvicina, ecco anche qualche bigliettino d'auguri che ho fatto negli ultimi giorni :)



sabato 8 dicembre 2012

Sali da bagno profumati

Sempre in tema di produttività prenatalizia, mi sento un po' un Elfo di Babbo Natale, e quindi eccomi qui di nuovo a proporvi una ricettina facile facile per fare qualche regalino: sali da bagno!
A me piace molto fare qualche piccolo regalino alle persone a cui voglio bene, ma sono sempre a corto di soldi, quindi l'autoproduzione mi è sembrata la soluzione migliore. Ed in più creando con le proprie mani i regali, si possono personalizzare a piacere, a seconda di com'è il destinatario del pacchettino, che oltre a ricevere un dono, riceverà anche le buone energie e l'intento che abbiamo messo nel farli...stessa cosa vale per quei pochi oggetti non prodotti in serie, ma creati da Artigiani e Artisti che hanno a cuore quello che fanno, e creano con gioia, fantasia, coraggio e colori.
Ma torniamo ai nostri sali da bagno! Non ci vuole davvero nulla, sono utili, a basso costo, belli da vedere e potete farne di mille varietà, ecco quello che serve:

-  sale grosso
- colorante alimentare
- olii essenziali
- fiorellini o erbe varie

Prendete il sale e mettetelo in una bacinella e versateci un po' di colorante, iniziate con poco e mescolate, poi al massimo aggiungete finché il sale non è uniformermente colorato della tonalità che vi piace di più. I diversi coloranti danno colori più o meno intensi, quindi provate e regolatevi voi. Se avete usato molto colorante lasciate un po' asciugare il sale, di modo che assorba bene il colore; non lasciatelo però in stanze umide o dove c'è vapore, perché il sale assorbe molto l'acqua, e quindi non si asciugherebbe.
A questo punto mettete il vostro sale colorato in un barattolino di vetro o in un sacchettino, e versateci una goccia o due di olio essenziale. Io abbino i colori con i profumi, ad esempio verdi con olio di Menta, rosa con profumo di Rosa, azzurri con profumo di Lavanda (non sono riuscita a trovarlo viola!!) ecc.
Io aggiungo a questo punto erbe o fiori: boccioli di Rosa per i sali profumati alla Rosa, fiorellini di Lavanda per quelli alla Lavanda ecc. si possono mescolare con il sale o lasciarli in superficie in modo che rimanga uno strato separato e di colore diverso.
Potete poi decorare il sacchettino o il barattolo come più vi piace, con cartellini colorati, rafia, stecche di cannella, ghiande o pigne, conchiglie o tutto quello che la fantasia e la Natura vi possono suggerire o fornire!
Il sale sembra abbia proprietà leviganti e dermopurificanti, aiuta ad espellere le tossine e a ridurre la ritenzione idrica. A seconda dell'erba/olio essenziale che vi si unisce si accentuano determinate proprietà. La Lavanda è rilassante, la Menta rinfrescante, la Cannella energizzante ecc.
Questi sono quelli che ho fatto io per un mini-mercatino:
Sono giorni meravigliosi e leggeri, di movimento e cambiamento, mi sembra di essere una Farfalla nella sua crisalide, che piano piano nel buio e nel silenzio lavora a Sè Stessa, alla sua Metamorfosi, alle sue ali.
Pochi giorni fa, durante una passeggiata, ho trovato una miriade di piccole Calendule selvatiche, a Dicembre, come un dono del Sole tardivo, quindi a breve la ricettina dell'oleolito di Calendula!

Buoni lavori nel frattempo, godetevi questo periodo dell'anno magico :)

sabato 1 dicembre 2012

Zenzero candito

Ho già parlato della mia voglia di fare e creare ultimamente no?
Ebbene, mi sono cimentata anche in questo. Come ricetta è molto facile, ma alla fine lo Zenzero è molto diverso da quello che si va a comprare! Rimane molto più piccante e la copertura di zucchero più ruvida, ma a me personamente fa impazzire!
Ecco quello che serve:

Ingredienti
radice di Zenzero
zucchero di canna integrale
acqua

Preparazione
Per prima cosa si sbuccia lo zenzero e lo si taglia a fettine, oppure a cubetti, a seconda dei gusti. Quand'è pronto lo si mette in un pentolino con dell'acqua fredda, si accende il fuoco e lo si porta ad ebollizione. Si lascia bollire per qualche minuto, poi si scola, e si ripete l'operazione due volte, per togliere un po' di piccante ai pezzi di radice che risulterebbero troppo forti, ma, anche in questo caso dipende dai propri gusti.
Alla fine avrete il vostro zenzero bollito, pesatelo, mettetelo in una pentola col fondo spesso e i bordi larghi. Aggiungete una quantità di zucchero pari al peso dello Zenzero, e dell'acqua, quanta basta per far scigliere completamente lo zucchero (anche se abbondate tanto poi evapora, quindi non temete di rovinare tutto). Lasciate cuocere finché l'acqua si è quasi asciugata e si è creato uno sciroppo denso. A questo punto togliete i pezzi di Zenzero e metteteli un po' distanziati sulla carta da forno, in modo che non si appiccichino tra loro, e lasciateli asciugare. Molti prima di metterli sulla carta li intingono ulteriormente nello zucchero, come ho provato a fare anch'io, ma secondo la mia opinione così facendo rimangono troppo intrisi di zucchero. Quando si saranno asciugati potrete conservarli in un barattolo ben chiuso.
Se riuscite recuperare anche lo sciroppo rimasto nella pentola, potrete usarlo per dolcificare tisane o dolci, conferendo loro anche l'aroma di Zenzero.

E' una ricetta un po' sommaria, ma vedrete che provando risulterà piuttosto facile e sperimentando potrete trovare tempi e quantità migliori per voi.

Io lo trovo particolarmente adatto dopo pranzo o cena, quando si ha voglia di qualcosa di dolce, ma non si sa mai cosa. Inoltre lo Zenzero aiuta la digestione, quindi non c'è davvero momento migliore per mangiarlo. Però anche al mattino triturato nello yogurt o nel muesli, fa molto piacere!
Buone scorpacciate dunque, e buona produzione :)

Marmellata di Melograni

Finalmente, dopo lunghi mesi di inattività e staticità, mi è venuta voglia di fare, di creare, di usare le mani, il cuore ed un po' di mente per fare varie cose. Una è stata questa fantastica marmellata.
Anche in questo caso, sono stata fortunata: mi sono capitati per le mani vari frutti, belli rossi e maturi, e così mi sono messa al lavoro.


Ingredienti
Melograni
zucchero di canna integrale
mele biologiche
un limone

Preparazione
Innanzi tutto bisogna aprire i Melograni a metà; lo so che è un peccato, sono talmente belli, ma se volete la marmellata tocca farlo :D! Sgranateli e conservate i grani rossi e succosi da una parte mentre le bucce e la buccia biaco-gialla interna vanno scartate.
Da tutti quei piccoli rubini dovrete ottenere più succo possibile; anche in questo caso si possono seguire vari procedimenti, io ho scelto il seguente. Mettete i grani in uno schiacciapatate e premete bene, raccogliendo il succo in un contenitore capiente; quando li avrete spremuti tutti mettete quello che ne resta nel frullatore e dategli una passata, ripetendo poi il passaggio con lo schiacciapatate. Vedrete che facendo così riuscirete a recuperare ancora un bel po' di succo, che sarà anche un pochino più denso e scuro perché ci sarà dentro anche un po' di polpa. Quando proprio avete estratto fino all'ultima goccia pesate il succo, poi versatelo in una pentola capiente dal fondo spesso, ed aggiungete il succo di un limone.
Ora bisogna aggiungere lo zucchero: io ne ho usato un terzo rispetto al peso del succo, ma considerate che perché la marmellata si conservi a lungo dev'esserci una centa quantità di zucchero; io, sapendo che tanto sarebbe durata poco, ne ho messa una quantità minima non amando le cose troppo dolci.
Accendete il fuoco e fate cuocere mescolando di tanto in tanto. A questo punto si può anche aggiungere la pectina in modo da ridurre i tempi di cottura, oppure, come ho fatto io, si uniscono due o più mele, a seconda della quantità di succo che avete. Mi raccomando, quest'aggiunta serve per far addensare la marmellata grazie alla pectina naturalmente presente nelle mele, e soprattutto nella buccia, quindi dovrete mettere anche questa per favorire l'addensamento; sicché usate solo mele biologiche. Io personalmente ho sbucciato le mele, ho messo a cuocere la polpa con un po' d'acqua, nel mentre ho frullato le bucce e poi le ho messe insieme alla polpa. Quando tutto era bello morbido ho dato una passata col frullatore (ma le mele se ben cotte si spappolano anche solo con la forchetta) ed ho unito al succo di melograno.
A questo punto si lascia andare finché la marmellata non diventa densa. Se avete usato la pectina ci vorranno pochi minuti, se invece avete usato le mele ci vorrà di più, anche perché, a differenza di quanto accade per fare altre marmellate, in questo caso siamo partiti dal succo, e non dallla polpa, che essendo più consistente si addensa anche prima.
Io preferisco le marmellate abbastanza liquide, ma regolatevi voi secondo le vostre preferenze, tenendo conto che da fredde sono sempre un po' più dense di come appaiono quando sono calde. Quando vi sembra che vada bene versatela ancora bollente in barattoli di vetro ben puliti ed asciutti, lasciando circa un centimetro fra la marmellata ed il tappo. Chiudete e girate i vasetti, lasciandoli raffreddare.
Questa marmellata dal gusto particolare, quasi di caramelle o sciroppo di frutta, e dal colore magnifico, a metà fra il rosa intenso ed in rosso, è perfetta per decorare biscotti e guarnire crostate. Da mangiare nei pomeriggi d'autunno/inverno su una belle fetta di pane caldo imburrato, quando il sole cala e fa piacere stare al calduccio bevendo tisane e leggendo vecchi libri di favole con una coperta di lana (ed il gatto!) sulle ginocchia.

Il Melograno, l'albero delle Madri, della Rossa Abbondanza, dell'intimità femminile che si apre come gli spacchi dei suoi frutti. L'albero di Nana, Era, Afrodite, Demetra. Della Madonna del Granato, è la guancia della Sposa del Cantico dei Cantici, è l'offerta che potano molte korai, ma è, soprattutto, per me, legato a Kore/Persefone, colei che a causa di pochi chicchi di Melograno deve sempre tornare nell'Ade, e le stagioni si alternano seguendo il suo andare e venire. E' il frutto dell'intimo Ciclo femminile, naturale, universale.
Ed in questo tempo di Discesa, quando i Melograni maturano, e Persefone torna nel sottosuolo, come i semi, come Regina del Mondo Nascosto; quando fuori inizia a fare freddo e buio presto e si sta in casa a cucinare e confezionare piccoli dono di Luce, è davvero un piacere preparare questa marmellata speciale, per sé o come regalo. E se avrete prestato attenzione all'Albero al Frutto e alle loro energie, ed avrete operato con Intento chiaro, divertendovi ed amando ciò che fate, forse questo dono sarà anche un piccolo dono di consapevolezza...
Per approfondire tradizioni e simboli legati al Melograno: Melograno: il Frutto della Vita e della Morte di Rebecca de La Contea Incantata e Miss Becky's Cottage
Fotografie mie, immagini: "Eve" di Rebecca Guay e "Persephone" di James Adams

Marmellata di Rosa Canina


Ultimamente mi sto cimentando nella produzione di conserve e dolci e mi è capitata la fortuna di poter provare a fare questa fantastica marmellata! Infatti durante una passeggiata in montagna ci siamo imbattuti in un bellissimo cespuglio di Rosa canina, al limitare di un prato. Niente foglie, solo spine e frutti vermigli, lucidi e perfetti.
"Li raccogliamo e facciamo la marmellata?"
Non è servito dire altro, così ci siamo messi al lavoro e siamo tornati a casa con un piccolo tesoro.
Nulla da dire, è laboriosa come marmellata, soprattutto perché noi abbiamo raccolto solo i frutti belli maturi, che sono anche i più difficili da pulire, ma alla fine ne vale la pena!
Ed ecco la ricetta:

Ingredienti
cinorrodi di rosa canina
zucchero di canna integrale
acqua
pectina o mele (facoltativo)

Preparazione
Ci sono ovviamente varie maniere per fare la marmellata, io ho sperimentato questo, e mi sono trovata bene, ma ci sono davvero mille varianti.
Innanzitutto si puliscono i cinorrodi, uno per uno, tagliando la parte nera e poi aprendoli a metà ed eliminando tutti i semini e la maggior parte di peluria spinosa. E' un lavoro lungo, soprattutto se come me avete i frutti molto maturi, perché aprendoli si spantegano e dunque togliere i semini è più difficile. Ma non preoccupatevi, anche se rimane qualche semino non succede nulla. Anche riguardo alla peluria interna su internet se ne legge di ogni, io posso dire che si può tranquillamente togliere a mani nude, e che anche se ne rimane un po' la marmellata si può mangiare lo stesso e sia a me che ad amici e familiari non ha creato il minimo fastidio.
Quando avrete tutti i vostri cinorrodi puliti metteteli in una pentola dal fondo spesso, copriteli d'acqua e fateli cuocere finché non saranno ben morbidi. Chiaramente il tempo di cottura dipende anche dal grado di maturazione delle bacche: più mature le avete raccolte, meno dovranno cuocere.
Frullate il tutto con un frullatore ad immersione, poi pesate la purea. Secondo alcuni a questo punto bisognerebbe filtrare la passata con un colino, in modo da eliminare gli ultimi semini, filamenti e bucce. Io ho saltato questo passaggio, mi dispiaceva sprecare questi frutti preziosi, anche se in minima parte.
Rimettete la frutta nella pentola ed aggiungete lo zucchero: io ne ho aggiunto un terzo rispetto al peso della frutta, ma scegliete con attenzione, perché la marmellata si conservi a lungo dev'esserci una quantità accettabile di zucchero. Io ne ho usato poco perché non amo le cose troppo dolci, e poi sapevo che questa conserva non sarebbe durata a lungo :)
Accendete il fuoco e mescolate bene perché lo zucchero si sciolga, in caso potreste aggiungere un pochino d'acqua; io per non buttare via niente ho messo i semi con quel poco di polpa che avevano ancora intorno in acqua appena tiepida, filtrata e usata per diluire la purea in modo da recuperare più frutta possibile. Fate cuocere mescolando spesso finché una parte del liquido non è evaporata e la marmellata inizia a farsi più densa. Per abbreviare i tempi di cottura si può aggiungere la pectina, un addensante naturalmente presente nelle mele ed in altra frutta, che permette di cuocere solo per tre minuti. In alternativa si possono aggiungere delle mele con anche la buccia, e cuocerle insieme al resto; io per questa volta mi sono attenuta alla ricetta tradizionale e non ho aggiunto né mele né pectina anche perché queste bacche ne contengono naturalmente una buona quantità.
Quando la marmellata ha raggiunto il grado di densità che preferite (a me piacciono abbastanza liquide, ma tenete conto che raffreddandosi diventano sempre un po' più dense di come sono da calde) versatela ancora bollente in barattoli di vetro ben puliti ed asciutti, lasciando circa un centimetro fra la marmellata ed il coperchio. Chiudete e girate i vasetti, in modo che si crei il vuoto.

Ed è tutto qui! Otterrete una marlellata rossa dal gusto dolce-acidulo, perfetta da gustare su fette biscottate o pane integrale, magari da inzuppare in una bella tisana dal sapore speziato ma delicato. Per rendere particolari colazioni e merende, o da regalare agli amici più cari. Inoltre è blandamente lassativa e diuretica. Visto che è una marlellata molto laboriosa si può integrare con altri frutti della stagione autunnale come ad esempio l'uva.

Un pochino di attenzione anche per la pianta che ci ha donato questi preziosi frutti: quando li raccogliete lasciate un pochino di pane od altro vicino ai cespugli, ma soprattutto siate allegri e pieni di gratitudine, cercate ti "sentire" la pianta. E ricordate che ci sono anche gli uccellini e gli altri animali del bosco da sfamare: non depredate un intero cespuglio ma prendete un po' da uno e un po' da un altro.
I semini che avete pazzientemente tolto dalla polpa, non buttateli nella spazzatura, teneteli e portateli con voi nelle vostre prossime passeggiate, spargendoli qua e là (ma potreste anche tenerli visto che secondo alcuni possono essere usati per preparare un infuso sedativo). E' per questo che la pianta ha tanto faticato a produrli, perché fossero sparsi e da essi nascessero nuove piantine. E poi pensateci, starete facendo la stessa cosa che fanno gli uccellini che si cibano delle bacche e poi spargono i semi in giro...
I cinorrodi di Rosa sono ricchissimi di vitamina C, che però, purtroppo, si degrada se sottoposta a calore, quindi se volete fare una bella cura vitaminica mangiateli crudi, ben maturi e privati dei semi!

La Rosa canina, la selvatica antenata delle Rose da giardino, l'antica Venere/Afrodite selvaggia, dei tempi in cui nulla era ancora addomesticato. Come Afrodite dolce e indomita insieme, amorevole e libera, celeste e spirituale ma anche vicina agli uomini; Amore non civilizzato e spontaneo...
Questo mi ricorda questa marmellata meravigliosamente scarlatta, dolce ma anche leggermente aspra.
Buone merende dunque! :)

Vedi anche:
Rosa
Alcune varietà di Rosa
Illustrazioni botaniche di Rosa (parte I)
Illustrazioni botaniche di Rosa (parte II)
Sciroppo di Rose