giovedì 2 maggio 2013

Canto della Dea dell'Amore

Ogni calice aperto al sole,
ogni animale con la sua compagna,
ogni Donna con ogni Uomo,
essi invocano Me nell'Unione,
son nelle mani di chi dà piacere.

Sono nello sguardo della Donna
col corpo abbandonato e i capelli scoposti.
Sono nello sguardo dell'Uomo
col corpo vibrante e le mani che stringono.

Il Tempio è il corpo,
baci son per me offerte,
abbracci frementi in libagione,
sguardi intrecciati come serti odorosi,
sospiri invece di volute d'incenso,
gemiti di piacere sono preghiera gradita,
Femminile e Maschile mi son sacerdoti
ed il più sacro dei miei rituali
si compie nella casa di Amore.

Mi sono cari i Misteri dell'Amplesso,
in tempi antichi li donai agli uomini,
come passi della Prima Danza sacra.

Vengo a soffiare sul Fuoco,
vengo a destare il Sangue,
vengo a infiammar le membra,
vengo a  ravvivar l'Ebbrezza
vengo ad attizzar l'Ardore,
vengo ad agitare il Desiderio
 di fare Uno di due.

Amatemi voi che nascete e morite
"poiché sono la scandalosa e la magnifica".*



*verso tratto da Il Tuono, Mente perfetta testo gnostico trovato a Nag Hamadi risalente al IV-III sec. a. C. circa.


Canto in parte ispirato ai miti riguardanti Afrodite, Venere, Freyja, Blodeuwedd e dalle liriche di Saffo. Severamente vietata la riproduzione anche parziale senza il permesso dell'autrice e senza citare la fonte.

1 commento:

  1. Elkina, sono versi che riescono a scuotere l'anima. Frementi, vibranti di passione...roprio come te, mio delicato, candido e voluttuoso fiore!

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