lunedì 31 marzo 2014

Viaggio nella Terra di Uomo

Dopo aver accompagnato il Viaggiatore nella Terra di Donna non potevo non intraprendere un nuovo viaggio simbolico, questa volta nella Terra di Uomo, che è anche il corpo dell'uomo, con tutto il suo fascino e le sue energie. Anche questa volta potete voi stessi intraprendere questo viaggio nella terra incantata, se solo avete un pizzico di sensibilità e d'Amore per Amore. Ma ecco sedete per terra, fra i fiori di questa primavera, sotto il Sole o una Luna al soffio gentile del vento, e leggete la storia di questa Viaggiatrice...

Mi trovai, in un lieto giorno di Maggio, spinta da un sacro sentimento verso questo pellegrinaggio, a vagare in una solida terra, in un ricca landa dove l'erba dorata s'alternava alla solida pietra, striata di minerali preziosi. Percorsi la piana, attraversata e alimentata da certi torrenti, e tutti confluivano  in unico punto ad ovest del centro, ed ivi sfociavano e defluivano al suono di un tamburo che forse un Dio picchiava da sotto la terra. Quel sacro luogo, da cui s'emanava un calore vivificante, m'impresse un tenero sorriso sul volto. Mi chinai su di essa per baciarla, quella terra attraversata da magiche vibrazioni, e fui protetta per sempre, come dalle ali di un benefico custode, seppi di potermi abbandonare alla vita e all'Amore, sicura di essere stata accolta ed accettata.

Proseguii poi, e la pianura si fece più ampia, un irriguo pianoro rigato da solchi leggeri ma solidi, in cui soffiava uno zefiro e la vita si dispiegava ardita e senza paura, forte davanti a qualsiasi sforzo.
Quand'ecco, mi avvicinavo alla meta del mio pellegrinare ed il paesaggio si fece più stretto: al di là di una via bordeggliata da begli arbusti si stendeva un bosco sacro i cui alberi erano ornati da sacri voti, un campo degli aromi, un fantastico giardino degli Dei non coltivato dai mortali, ed il nume che vi abitava era Amore.
M'inoltrai rapita in quel luogo benedetto da un Dio più antico del peccato e della colpa, presa dalla bellezza che mi circondava, incantandomi. E pervenni al Cerchio Sacro, all'antico Tempio in cui un verde ed amabile germoglio si ergeva, ricco di linfa, ricolmo di vita, simulacro e al contempo essenza del Desiderio. Era il centro dell'universo, era l'asse del mondo, era l'Albero della Vita.
Un Dio viverva in esso, e così tre volte mi chinai davanti al prodigio, e tre volte lo baciai con labbra stillanti miele, e con suadenti parole, come una bevanda che inebria, chiamai lo spirito del luogo, pregando con voce e cuore e corpo.
Crebbe allora la gemma, si fece maestosa e solida come l'Amore, ed il fuoco rosato che la circondava non bruciava ma era solo dolce luce come di alba, e avvampava ai sospiri del vento, o forse per una brama precedente alla creazione della materia.
Ed ecco venirmi nell'anima e nel ventre una danza, come il corteggiamento della Luna Piena, e mi mossi emanando bellezza, riversando canti di lode ed inni sacri su quella meraviglia ammaliante.
Ristetti per un attimo, inebriata, come sull'orlo di una soglia ed il mio essere si aprì, mi dischiusi interamente, feci voto di accogliere, dissi "Sì." e quel germoglio del creato entrò in me. Fù il mio essere, e fummo la medesima cosa e molte altre, e tutte le cose, ma non più divise bensì fuse insieme e partecipi della stessa essenza. Mi mossi allora sfrenata, selvaggia, ormai dimentica di ogni limite e ritrosia e pudore, come sempre uomini comuni e presunti sapienti mi avevano detto di non fare. Mi abbandonai ad un desiderio più antico della Terra come sempre mi avevano insegnato di non tentare neanche. Mi sentii colma e riempita e libera di fluire, riversando le cateratte di bellezza e gioia che sempre mi avevano ammonito di tener ben celate in seno e centellinare solo in alcune occasioni.
Ed ecco a poco a poco crescere e pulsare un piacere atavico, puro e senza nome, tanto fisico ma soprattutto spirituale. Ed in fine fui travolta da ondate incontenibili, che non conoscolo argine, come marosi sempre più alti che irrompono sulla sabbia, fui trascinata via da quell'immane fiumana, sospesa sulla sua cresta. E dall'alto di quell'onda di estasi e piacere potei vedere (ma era ancora vedere o piuttosto un conincidere di essere conoscere e intuire?) tutta la terra e i segreti legami che tengono uniti gli elementi, il perché delle vie degli astri e della formica che trascina il seme sulla zolla, il senso dei disegni sulle ali di una farfalla e del percorso delle acque sotto la superficie.
Ed in uno zampillo di stelle, in un pulsare di luce dorata, in uno spasimo di perfetta consapevolezza ebbi, fui la certezza che sono (poiché non v'era ormai più il tempo solo il presente può rendere tale stato) perfezione, l'Essere che è Uno. E ormai priva di limiti fui infine deposta, come il legno che viene posato dall'onda sulla riva, ed ebbi la Pace, la serena pienezza priva di mancanza, l'appagamento di ogni vuoto, peso, desiderio, e con dita che ancora lasciavano scie di luce, tracciai il racconto del mio magico viaggio nella landa incantata di Uomo.


I miei ringraziamenti in questo caso vanno agli Uomini (e se scrivo maiuscolo un motivo c'è) che ho incontrato sulla mia strada. Ai meravigliosi compagni, a coloro che hanno sostenuto e alimentato il mio fuoco creativo e vitale, a coloro coi quali ho condiviso anche solo un barlume di Amore, qualsiasi forma esso abbia assunto. A coloro che mi hanno onorata, ed hanno visto la Donna oltre alla persona, la Dea dietro alla donna, la Maestra insieme all'alunna. A quelli che sono compagni per le donne che ho care, che le rendono felici, le rispettano e le accompagnano nella vita. Agli splendidi portatori del luminoso spirito Maschile, ai cercatori, ai viaggiatori, ai sacerdoti di esso. A tutti coloro che ogni giorno cercano di ritrovarlo e farlo brillare e riemergere nonostante norme, credenze, consuetudini, pregiudizi, giudizi e regole che tentano di spegnerlo o arginarlo.
A tutti coloro che lo portano segretamente dentro, senza magari saperlo essi stessi, ma che permettono alla Donne di vederlo e avvicinarlo, a quelli che ne sono lo specchio e l'incarnazione.
A Dioniso e Shiva, maestri di Amore maschile e femminile che non so più lasciare, Eros, Krishna, lo Sposo del Cantico che con i loro miti, i loro inni e le loro parole di lode alla bellezza e al mistero femminile mi hanno ispirata e commossa.

2 commenti:

  1. Sei Donna, sei Amore, Luce, Essenza, Scintilla Divina, un Tempio Sacro e Bellissimo, una Fontana di Gioia alla quale attingere per placare la sete....sei Meraviglia oltre ogni dire, in ogni parola, in ogni silenzio, in ogni flebile sospiro e gemito, sei Meraviglia Pura! Io ti adoro....più di quanto le parole possano dire.
    Ho sentito ogni tua parola, nella carne e nello spirito,come è stato per il precedente Viaggio.
    Sono ebra di Amore e di bellissime e pure emozioni!
    Grazie! Per essere ciò ce sei.....e per condividere qanto di bello c'è in te....

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  2. Difficilmente, molto difficilmente ho trovato La stessa tua Grazia e Leggiadria in altre giovani Donne della tua età. Non sono capace di parole fiorite e adorne, non so esprimere ciò che sento con la stessa vibrante intensità di Reb, anzi, a volte, difronte al dover/voler esprime i miei sentimenti, sono in difficoltà, quasi che le parole non venissero e comunque non le trovassi adeguato allo scopo...sono davvero felice che tu sia arrivata nella mia Vita.

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