domenica 4 gennaio 2015

Frammenti della Llorona

E' notte, buia e fresca dopo il caldo e la polvere del giorno, però le stelle brillano. C'è un fiume, un rio fra le erbe alte che mormora piano. E presso il fiume, sulla sponda più distante, una donna, in piedi, vestita di bianco e azzurro tenue, con lunghi e fluenti capelli neri. O forse quelli sono coperti da un velo? Sembra che guardi davanti a sé, o che guardi proprio te mentre passi. Per alcuni momenti sembra solo molto triste, incommensurabilmente senza speranza, mentre immobile ti fissa con gli occhi scuri, non sorride, non fa nulla, è solo un volto che osserva, ma senza luce dietro. Lacrime copiose le scorrono lungo le guance esangui. E questo è tutto. Rimane fredda e distante, al di là del rio.
Lei, sempre lei, ma così bella circondata dal suo dolore, come una Madonna piangente, a tratti sembra fragile, ma le lacrime di dolore hanno lasciato solo la roccia dentro di lei, hanno consumato tutto il resto. E' forte, oltre che fragile.
Invece un altro momento, sembra ripiegata su sé stessa, le mani che nascondono il viso, e piange con forti singhiozzi, che le scuotono le spalle, in maniera così pietosa, che avresti voglia di consolare quel dolore, di far smettere il pianto, ma invece Lei deve piangere tutte le sue lacrime, tutte quelle che verranno. Fra i singhiozzi solo una frase, con voce rotta e acuta "Ay de mi, ay mis hijos!" si ripete come un ritornello. Le sue lacrime cadono nel fiume, e i suoi singhiozzi non si distinguono dal rumore dell'acqua.
E' un bel po' che penso di scrivere della Llorona, la Donna Piangente del folklore messicano, eppure non l'ho mai fatto. L'ho sognata, ho letto e riletto le notizie che la riguardano, ho fatto indagini sulla Malinche, sulle Dee Azteche dalle quali potrebbe derivare, sono tornata spesso sul capito che la riguarda in Donne che corrono coi lupi, ho cercato delle sue immagini, ho ascoltato la sua storia da una meravigliosa ragazza messicana, ho cantato e cantato e cantato la sua canzone, cercando e apprezzando tutte le varie versioni e strofe, così dolci e struggenti...
Volevo mettere insieme tutte queste cose, ma non è il momento per me di scrivere cose organiche ed organizzate...oggi voglio lasciar fluire cos'è per me questa Donna vagante, piangente, abbandonata.
Forse perché è un fantasma che abita anche in qualche recesso di me stessa.
La Llorona vaga e piange perché è stata abbandonata dal suo amore, erra sulla terra alla ricerca di ciò che ha perduto, i suoi figli. Per la Estes questa storia è simbolo della vita creativa della Donna, che come il fiume della Llorona viene inquinato e così i figli, i prodotti della nostra vita interiore, sono destinati alla morte.
Ma nelle canzoni la Llorona torna ad essere una donna amata, e molto, da coloro che la vedono. Eppure, io sento che la Llorona è la donna ferita, che nessun amore può far rifiorire perché deve piangere e piangere finché non avrà lavato via tutto il suo dolore. Non temete però, è solo una fase, la Donne si rialzano e si rigenerano da sé stesse. Però l'amore per la Llorona porta sofferenza anche i suoi nuovi amanti...innamorarsi di una donna-Llorona è difficile, o meglio è facile perché ha profondità, bellezza, tenerezza, ma bisogna essere pronti a un lungo lavoro, a sostenerla mentre versa le sue lacrime e ad aiutarla mentre medica le sue ferite. Molto probabilmente vi lascerà avvicinare, ma solo fino ad un certo punto; teme che un nuovo hidalgo venga a riaprire le sue piaghe. Non è una cosa che tutti sono disposti a fare, ed è giusto così. Non si può curarla. Solo lei può farlo per sé stessa.
E' giusto che pianga per sé stessa, per i suoi figli che non hanno potuto vivere, perché in lei c'è una landa desolata e devastata, perché quanto di più prezioso, bello e tenero aveva è stato disprezzato, rifiutato, si è preferito dell'altro. E' legittimo piangere, anzi, è necessario, e la Llorona ce lo ricorda sempre...

Due bellissime versioni della canzone della Llorona sono state fatte da Joan Baez e da Chavela Vargas; ma io ho molto cara anche il rifacimento di Natalia Doco.

Immagine 1: Will O'the Whisp di Larry McDougall
Immagine 2: La llorona di RadiusZero

2 commenti:

  1. Ho i brividi..grazie.
    Ti voglio bene Sara.

    con amore,
    Aurora.

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  2. Ho i brividi..grazie.
    Ti voglio bene Sara.

    con amore,
    Aurora.

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