domenica 22 febbraio 2015

Alcune varietà di Rosa

Purtroppo non conosco bene il mondo delle Rose, bisogna essere davvero degli specialisti per riconoscere le infinite varietà e cultivar che i giardinieri di tutti i tempi hanno sviluppato. Qui riporto quindi solo alcune foto senza provare ad indovinare la specie botanica...camminate fra i roseti e fatevi rapire dalle signore di Maggio :)


Vedi anche:
Rosa
Illustrazioni botaniche di Rosa (parte I)
Illustrazioni botaniche di Rosa (parte II) Marmellata di Rosa Canina
Sciroppo di Rose
Alcune varietà di Achillea 
Alcune varietà di Calendula
Alcune varietà d'Iperico
 Alcune varietà di Violetta

Rosa


Fa parte della vastissima famiglia delle Rosaceae; il latino rosa viene dal greco rodhon, a sua volta derivato forse da dialetti dell'Asia Minore, comunque facente capo ad una radice *vardh-, vradh- "crescere, ergersi" o secondo altri studiosi da una radice greco-italica *vrad- "piegarsi, essere flessibile". Ne esistono innumerevoli varietà, in questo studio per la parte botanica ed erboristica mi sono incentrata sulla Rosa Canina, le cui proprietà comunque sono condivise dalle altre Rose selvatiche, ma per le ricette faccio riferimento anche ad altri tipi.
Canina deriva dalla credenza che la radice di questa pianta servisse per curare la rabbia. La Rosa Canina è l'antenata selvatica delle moltissime varietà di Rosa esistenti e viene anche comunemente chiamata Rosa selvatica o Rosa di macchia. Altre varietà conosciute e comuni in Italia sono la Rosa Gallica e la Pendolina che cresce in montagna.
Nomi popolari: Grattacu, Rensa salvaiga (Liguria), Agulenses gugett, Rosa servaja (Piemonte), Roesa de macia (Lombardia), Strappacui (Veneto), Rosa serlbedga, Raza (Emilia), Rosa di fratta (Toscana), Caccavelle (Marche), Rosa macchiajola (Umbria), Spina novella (Lazion), Spina rossa (Campania), Rosa pazza (Abruzzo), Spina pulce (Basilicata), Rosaine (Puglia), Carampolara (Calabria), Sponza di rosi (Sicilia), Rosa burda, Fusighitu (Sardegna).
In inglese è Dog-rose; in francese Rosier des chiens, Rosier des haies, Églantier des chiens; in tedesco Hundsrose, Hagrose, Heckenrose; in spagnolo Rosal silvestre.
Descrizione: è un arbusto a foglia caduca alto anche due o tre metri con molti rami ricurvi e cadenti, ramificati solo in cima e dotati di spine ad uncino rossicce. Le foglie sono alterne, imparipennate, con foglioline ovali, apice acuto e margine dentellato, sono saldate al fusto con delle stipule. Quando germogliano sono rossiccio-brune.
I fiori debolmente profumati si trovano in cima ai rametti ed hanno cinque sepali appuntiti che si ripiegano sempre più indietro durante la fioritura e poi cadono, cinque petali bilobi con base ristretta a cuneo, di colore fra il bianco ed il rosa, numerosi stigmi gialli.
I frutti sono acheni ovali ricoperti di peluria racchiusi nel cinorrodo, un falso frutto rosso, carnoso e liscio di forma ovale.

Habitat: originaria di Europa e Asia si può trovare ora in tutti i continenti. Cresce spontanea in tutta Italia, dal mare alla montagna fino a 1900 m nelle radure, ai margini dei boschi, lungo siepi, strade e nei luoghi incolti.

Coltivazione: la comunqe Rosa Canina può essere usata come porta innesti di varietà pregiate. Esistono un'infinità di tipi di Rose, quelle spontanee in Italia sono circa una trentina, ma ci sono molti ibridi e cultivar, varietà antiche o ottenute solo di recente. In generale vanno piantate per talea in luoghi soleggiati su terreni ricchi e permeabili (quindi se non sono tali sarà bene aggiungere compost e sabbia o mettere piante da sovescio nella stagione precedente al trapianto), solitamente in autunno. Si potano a primavera eliminando i rami secchi, spezzati o volti verso l'interno del cespuglio e si concimano all'inizio della primavera e dopo la fioritura principale, in modo che abbiano la possibilità di fiorire di nuovo. I fiori appassiti e secchi vanno tagliati, sempre per favori una seconda fioritura. Per evitare che si ammalino vanno scelte le varietà adatte al clima, da piantare in luoghi aperti e soleggiati, evitando le monocolture. Si può prevenire l'attacco di nematodi seminando dei Tageti ai piedi del roseto, mentre associandolo con la Lavanda si terranno lontane formiche e pidocchi. I macerati di ortica e di equiseto possono contribuire a guarire e mantenere in salute la pianta ed il terreno.
E' una pianta che attira le api, e gli uccelli sono ghiotti delle sue "bacche", quindi ha una sua utilità all'interno di un orto-giardino sinergico.

La droga è costituita dai petali, dai falsi frutti, i cinorrodi, e dalle foglie.
I primi si raccolgono ad inizio fioritura, da maggio a luglio, al mattino, dopo che si è asciugata la rugiada, meglio in luna crescente o piena nei giorni del Fiore (Luna in Gemelli, Bilancia, Acquario); si fanno seccare velocemente in strati sottili all'ombra e si conservano in barattoli scuri ben chiusi.
I frutti in agosto-settembre, preferibilmente in Luna crescente o piena nei giorni in cui la Luna è in Cancro, Scorpione o Pesci, avendo cura di rimuovere gli acheni che contengono e la peluria che li avvolge, facendoli seccare al sole; per usarli a scopo alimentare però, si raccolgono più avanti nel'autunno, quando sono morbidi e ben maturi, ed anzi si dice che il momento migliore è dopo le prime gelate perché acquistano un sapore più dolce. Si possono anche non pulire, ma al momento di essere utilizzati andranno pestati e la preparazione dovrà essere filtrata.
Le foglie si raccolgono in estate in luna crescente o piena in segni d'Acqua (Cancro, Scorpione, Pesci), si fanno seccare all'ombra in strati sottili o in mazzi, tuttavia è meglio usarle fresche.
Utilizzi
Come sempre prendete ciò che segue per una ricerca, sperimentata solo in parte, e prima di utilizzare qualsiasi erba assicuratevi che sia quella giusta, che sia lontana da strade e fonti di inquinamento, verificate di non essere allergici o ipersensibili a qualche componente e prima di fare qualsiasi cosa consultate il vostro medico/omeopata/erborista.
I petali hanno proprietà astringenti, antiinfiammatorie, rinfrescanti.
I cinorrodi sono vitaminizzanti, astringenti, antiinfiammatori, diuretici, tonici, vasoprotettori, immunostimolanti.
Le foglie sono astringenti intenstinali.

Erba fresca: con la polpa dei cionorrodi freschi maturi, che sono molto ricchi di vitamine, si possono preparare succhi e marmellate ma anche una maschera schiarente, astringente, tonificante che aiuta nella prevenzione di capillari in evidenza e couperose. Si puliscono bene i falsi frutti dagli acheni e dalla peluria, poi si frullano fino ad ottenere un impasto omogeneo che si colloca sul volto e si tiene in posa per una ventina di minuti, sciacquandolo poi via con acqua tiepida. A questa maschera si possono aggiungere anche altri ingredienti adatti al proprio tipo di pelle.
Con i petali pestati insieme a tre volte il loro peso di zucchero e un po' di sciroppo di Rose o acqua di Rose si può ottenere una crema densa da assumere come blando lassativo, che dovrebbe piacere anche ai bimbi.

Erba secca: sia i petali che i falsi frutti possono essere usati come decorazione nei pot-pourri, e chiudendoli in sacchettini di tela con l'aggiunta di una goccia di olio essenziale di Rosa si possono ottenere dei profuma-biancheria, anche magari aggiungendo altre erbe adatte all'uso e/o profumate.

Infuso: l'infuso di fiori può essere usato come tonico per il viso essendo blandamente astringente, inoltre applicato in compresse sugli occhi può ridurne l'infiammazione ed il gonfiore; per un tale uso lasciatelo raffreddare bene in frigo, e per potenziare l'effetto unite della Camomilla. Quello ottenuto con le foglie invece, è un blando astringente intestinale, adatto a chi ha spesso disturbi di questo tipo, e si prepara con 1-2 grammi di foglie in 100 ml d'acqua, se ne bevono due o tre tazze al giorno.

Decotto: si prepara mettendo a bollire 4 g di "frutti" in 100 ml d'acqua e se ne bevono alcune tazzine al giorno per rifornire il corpo di vitamine e stimolare la diuresi. Inoltre aiuta a riprendersi durante e dopo le malattie invernali ed è uno stimolante per le difese deboli.

Sciroppo: per la ricetta dello sciroppo con i petali vedi qui. Si può preparare anche lo sciroppo di "frutti" mettendoli a bollire in un pentola appena coperti d'acqua a fuoco dolce per una mezzora. Fatto ciò si passano e si pesano, si aggiunge un uguale peso di zucchero e si mette di nuovo a cuocere finché non acquista la consistenza di uno sciroppo.

Oleolito: per ottenere un'olio profumato bisognerà scegliere varietà molto profumate, ad esempio la Rosa Gallica, immergere i petali in olio di vinaccioli, jojoba o semi (non oliva perché copre gli odori, né Mandorle perché irrancidisce facilmente), e cambiare i fiori dopo due o tre gironi, aggiungendone di nuovi finché non si ottiene un olio con l'odore sperato.Quindi si filtra spremendo il residuo e si lascia riposare per una notte, la mattina seguente se si notano delle goccioline d'acqua al fondo della bottiglia o del barattolo, travasare il tutto in bottigliette di vetro scuro avendo cura di lasciare il fondo con l'acqua. Quest'olelito ha proprietà blandamente disinfiammanti e lenitive, e si può unire ad altri oleoliti benefici per la pelle come quelli di Lavanda, Camomilla, Calendula, fiori di Tiglio, ma, dato il suo profumo che si disperderebbe unendolo agli altri, può essere usato puro come olio da massaggio.

Assoluta: si aggiunge all'oleolito filtrato una uguale quantità di alcool a 95° e si lascia riposare per una settimana, dopodiché si aspira con una siringa o in altra maniera l'alcool che essendo più leggero dell'olio sarà salito in superficie, facendo ben attenzione a non raccogliere anche l'olio. L'alcool avrà "raccolto" il profumo, e potrà quindi essere usato come base per profumi. Questo è un metodo casalingo per ottenere l'assoluta, ma il procedimento è molto simile anche per i profumieri "professionisti".

Unguento: con l'oleolito di Rosa e la cera d'api si può preparare un unguento adatto per la cura della pelle infiammata, arrossata e atonica, magari associando anche la Calendula, la Camomilla o la Lavanda, anch'esse utili per trattare tutti i problemi di pelle.

Vino medicato:
usato già ai tempi dei Romani, si può ottenere mettendo in infusione i petali nel vino o facendo fermentare la bacche con acqua, zucchero, scorza d'arancia, lievito ed acido citrico.

Tintura: si prepara con il frutto fresco maturo (con semi e peli) messo a macerare in alcool a 45°, in proporzione 1:5, per tre settimane. Ha attività vitaminizzante e blandamente diuretica.

Gemmoderivato: si usa per rinforzare l'organismo debilitato da cure antibiotiche o per le malattie respiratorie infettive.

Estratto idro-glicerico: si mettono 10 g di cinorrodi maturi triturati (con semi, peli e tutto), si coprono di alcool e si aggiungono 50 g di acqua e 50 g di glicerina. Una volta pronto e filtrato si può aggiungere alle creme antirughe autoprodotte come antiossidante e tonificante.

Olio essenziale: si ricava dalla Rosa damascena, dalla Rosa centifolia o dalla Rosa Gallica, e a seconda del fiore di partenza ha una colorazione giallo-arancio o verdognola. Per produrlo occorre una grande quantità di fiori, sicché è un'essenza fra le più costose e spesso viene contraffatta con altri oli essenziali. E' antinfiammatoria, tonificante, antispasmodica, ciccatrizzante e può essere usata sulla pelle dei bambini in quanto è molto delicata, ed anche sulla pelle senescente, sensibile, con couperose. Può quindi rientrare negli ingredienti di creme viso, detergenti ed altri cosmetici autoprodotti. Aggiungendone una goccia ad un cucchiaio di miele aiuta a calmare il dolore per i dentini che spuntano ai bambini e lenisce le infiammazioni gengivali.
In aromaterapia si usa per riarmonizzare e riequilibrare e favorire l'apertura a tutto ciò che è emozione, amore, solidarietà. Sembra sia utile anche i problemi emotivi in gravidanza e per i disturbi mestruali.

Idrolato: è uno degli idrolati più conosciuti ed usati, sotto il nome di "Acqua di Rose" (quella cosmetica, non quella da cucina :D). Ha proprietà astringenti ed è adatta per la pelle sensibile, matura e atonica e si può usare come tonico per il viso, anche per il contorno occhi in quanto rispetta l'acidità della pelle. E' quindi un valido ingrediente di creme, gel e tonici al posto o insieme all'acqua distillata. Assicuratevi di acquistare un vero idrolato, cioè un'acqua distillata prodotta in contemporanea alla distillazione dell'olio essenziale; in commercio sotto la denominazione "Acqua di Rose" si trovano preparati piuttosto diversi, e dunque con diverse caratteristiche e proprietà.

Alcuni attribuiscono proprietà erboristiche anche alle galle della Rosa, ovvero le escrescenze che la pianta produce a causa di un imenottero; venivano usate per favorire il sonno e calmare l'ansia, sono inoltre astringenti e ciccatrizzanti. A volte trovano impiego anche gli acheni che hanno proprietà sedative.
Celebre è anche l'olio di Rosa Mosqueta che si estrae dai semi di Rosa rubiginosa, non è profumato, ma ha azione ciccatrizante, elasticizzante, idratante e combatte le rughe. Si può usare puro o nella preparazione di creme, è tuttavia un'olio costoso e delicato che non si conserva a lungo quindi bisogna trattarlo con tutte le attenzioni possibili.
I rami di potatura possono essere usati per rendere le recinzioni e le siepi impenetrabili agli animali sgraditi nell'orto o in giardino (eventualmente anche agli esseri umani sgraditi :D).

Ricette culinarie
Le varietà più usate in cucina sono quelle molto profumate, che possono essere unite ad insalate o per decorare i piatti, ma soprattutto si usano per i dolci. Anche l'acqua di Rose rientra nella preparazione di torte, creme, dolcetti e serve persino a dare sapore ai locum, i tipici dolci turchi.

Insalata di fiori: questa è una ricetta della mia infanzia e per me è sempre stata circondata da un'aura un po' magica...insomma a mangiare fiori mi sentivo la principessa delle Fate! La preparazione è molto semplice, ci si può servire di una base di erbe di campo crude come foglie tenere di Piantaggine, Viola, Primula, Pimpinella, Tarassaco, Acetosella, Malva, Crescione, Nasturzio, Lattuga selvatica, cime di Finocchio e un'insalata a piacere dal gusto delicato come la Valerianella o la Lattuga. E via, aggiungete i fiori del periodo che possono essere Primula, Viola, Rosa, Calendula, Dente di leone, Nasturzio (i miei preferiti!), Borragine, Pratoline, Malva, Acacia, Salvia dei Prati, Erba cipollina, Cicoria, Trifoglio. Si può anche aromatizzare con qualche fogliolina tritata di Menta o Serpillo, o arricchire con semi, frutta secca, cubetti di mela, arancia. Si condisce appena prima di mangiarla con sale, olio e limone o l'aceto alla Rosa.

Rose al forno: raccogliete alcune Rose intere e controllate che fra i petali non ci siano insetti o altri corpi estranei, quindi disponetele su una teglia con carta da forno e cospargetele di zucchero, facendo attenzione che ne penetri un po' anche fra petalo e petalo. Mettete la teglia in forno a calore moderato e fate cuocere per 10 minuti (ricetta tratta e adattata da Cucinare con i fiori).

Aceto alla Rosa: private i petali di Rosa della punta bianca amara finché non ne avrete ottenuti 100 g. Metteteli in un barattolo con un litro di aceto bianco e lasciateli a macerare al buio per 15 giorni, quindi filtrate e imbottigliate l'aceto aromatizzato, particolarmente adatto per condire insalate dal sapore delicato e misticanze di fiori (ricetta tratta e adattata da Cucinare con i fiori).

Zucchero alla Rosa: posizionate in strati alternati sottili dei petali di Rosa profumata e lo zucchero finché non avrete riempito il barattolo, e lasciateli uniti per 30 giorni agitando di tanto in tanto. Fate attenzione a che i petali siano ben asciutti quando li raccogliete, poiché potrebbero fermentare e dare un leggero odore alcolico al preparato.

Sale alla Rosa: sminuzzate grossolanamente dei petali di Rosa profumate e fatene degli strati in un barattolo alternandoli con strati di sale. Dopo un mese potrete usare questo profumatissimo e particolarissimo sale per condire insalate primaverili. Lasciate pure i petali nel sale, potrebbero scurirsi un po' ma donano un tocco di colore.

Sciroppo di Rose: esistono moltissime ricette, una, gentilmente donatami da una signora rumena che l'ha imparata dalla sua versatilissima nonna, la potete trovare qui. Per preparare lo sciroppo, i petali di Rosa Canina non sono particolarmente indicati in quanto poco profumati, andrà meglio la Rosa Gallica od altre con un forte aroma.

Miele rosato: si prepara mettendo in infusione 60 g di petali di Rose in 150 g di acqua, lasciando raffreddare il tutto per qualche ora. Quindi si filtra strizzando bene i petali e si aggiunge a 450 g di miele appena appena scaldato a bagnomaria, mescolando perché si incorpori tutto l'infuso di Rose. Questo mellito ha azione emoliente e leggermente astringente. Tra l'altro oltre ad essere mangiato può rientrare nella preparazione di maschere nutritive e spalmato sulle labbra aiuta a curare le screpolature (ricetta tratta e adatta da Scoprire, riconoscere, usare le erbe).

Marmellata di Rosa Canina: per la preparazione di questa insolita marmellata potete leggere qui. E' blandamente lassativa e diuretica.

Marmellata di petali di Rosa: per questa ricetta sarebbe meglio usare le varietà da sciroppo, ovvero quelle molto profumate. I petali vanno privati della punta più chiara in quanto potrebbe dare un gusto amaro; quando ne avrete mondati 500 g metteteli in una pentola con 500 g di zucchero e poca acqua, e cuocete il tutto a fuoco basso, mescolando perché non s'attacchi. Non appena inizia ad addensarsi aggiungete il succo di mezzo Limone e lasciate cuocere ancora qualche minuto, quindi versate il tutto nei vasetti, tappateli e capovolgeteli per creare il sottovuoto (ricetta tratta ed adattata da Meravigliose erbe). Può essere usata sul pane o per guarnire dolcetti, biscotti e crostate.

Gelatina di Cinorrodi: si mettono a cuocere interi insieme ad un terzo del loro peso di mele tagliate a pezzi e si copre il tutto con acqua. Dopo mezz'ora da quando inizia a bollire si filtra raccogliendo il succo e il residuo si rimette a bollire per lo stesso tempo con la stessa quantità d'acqua. Quindi si filtra di nuovo e i frutti si passano nel passaverdure e la polpa ottenuta si unisce al succo, filtrando un'ultima volta con un pezzo di tela per eliminare gli eventuali peli residui. Si pesa il tutto e si aggiunge lo stesso peso in zucchero, rimettendo sul fuoco e lasciando cuocere finché versandone una goccia su un piatto non assumerà la tipica consistenza delle gelatine. A questo punto si mette nei vasetti (ricetta tratta ed adattata da Il libro delle erbe).

Rosolio: raccogliete delle belle Rose profumate e privatele dell'unghia amara, prendetene 35-40 g e metteteli a macero il un litro di alcool a 95° insieme ad un baccello di Vaniglia; lasciate macerare per 15 giorni, quindi aggiungete uno sciroppo raffreddato preparato con mezzo chilo di zucchero e 800 ml d'acqua. Lasciate unire i sapori per almeno due settimane, dopo di che filtrate e imbottigliate. Per rendere più scenografica la presentazione di questa bevanda, si può mettere una Rosa con un pezzo di gambo e qualche fogliolina nella bottiglia (ricetta tratta e adattata da Cucinare con i fiori).

Liquore ai petali di Rosa: lavorate nel mortaio o frullate 30 g di petali di Rosa profumata con 100 g di zucchero e un po' d'alcool a 95°, quindi mettete il composto in una bottiglia con 320 ml d'alcool puro, chiudete e lasciate a macero per dieci giorni, trascorsi i quali aggiungerete uno sciroppo ben freddo preparato con 200 g di zucchero e 250 ml d'acqua. Lasciate stagionare per una settimana agitando di tanto in tanto quindi filtrate il tutto e lasciatelo riposare per 3-4 mesi (ricetta tratta ed adattata da Tisane, liquori, grappe ed altri rimedi naturali).

Grappa di Rosa selvatica: pulite dai semi e dalla peluria una manciata di cinorrodi ben maturi e metteteli a macerare in un litro di grappa per tre settimane agitando di tanto in tanto. Trascorso questo tempo filtrate ed imbottigliate la grappa, ma bevetela dopo almeno 3-4 mesi di stagionatura (ricetta tratta ed adattata da Tisane, liquori, grappe ed altri rimedi naturali).



Fonti
Cucinare con i fiori, L. Marenghi, Priuli & Verlucca, 2011
Dizionario di fitoterapia e piante medicinali, E. Campanini, Tecniche Nuove, 2004
Doni di Madre Terra, M. Leone, Araba Fenice, 2010
Guida alle erbe, spezie, aromi, T. Stobart, Mondadori Editore, 1979
Il libro dell'autosufficienza
, J. Seymour, Mondadori, 1984
Il libro delle erbe
, P. Leiutaghi, Rizzoli Editore, 1981
Meravigliose erbe, A. Decò e C. Volontè, Editoriale del Drago, 1981
Orto e giardino biologico, M. L. Kreuter, Giunti Editore, 2011
Profumi celestiali, S. Fischer-rizzi, Tecniche Nuove, 1995
Scoprire, riconoscere, usare le erbe, U. Boni e G. Patri, Fabbri Editore, 1979
Segreti delle erbe, F. Borsetta, Stamperia Artistica Nazione, 1953
Tisane, liquori, grappe e altri rimedi naturali, L. Turati, Demetra, 1994
Actaplantarum.org - Rosa Canina

Arcadia - Il mondo delle Erbe officinali 
Erbeofficinali.org - Rosa Canina
Etimo.it - Rosa
Etymonline.com - Rose
L'angolo di Lola
La natura è bellezza 
Wikipedia.org - Rosa rubiginosa

Immagini: tavola botanica di Otto Wilhelm Thomé, le foto sono state scattate sulle alture di Voltri (GE), a Quarzina (CN) e a Bardineto (SV).


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Vedi anche:
Alcune varietà di Rosa
Illustrazioni botaniche di Rosa (parte I)
Illustrazioni botaniche di Rosa (parte II) Sciroppo di Rose
Marmellata di Rosa Canina