venerdì 26 febbraio 2016

La Tenda Rossa

La Tenda Rossa di Anita Diamant, Marco Tropea Editore, 2001.
Numero pagine:
Titolo originale: The Red Tent
Lingua originale: inglese
Prima edizione: 1997
Prima edizione italiana: 2001

Parla Dinah, l'unica figlia femmina del patriarca biblico Giacobbe. Ok, già qui qualcuno penserà "Oh che noia, l'ennesimo romanzo storico/fantastico con protagonista femminile!" oppure "Eccoti l'ennesima riscrittura di episodi biblici/mitici!". L'ho pensato anch'io per un momento, in effetti. Però, questo libro non si chiama "Dinah", ma bensì La Tenda Rossa, e qui è contenuto il succo del romanzo, nonché la sua particolarità: non è tanto Dinah in sé che colpisce, ma tutto il clan di donne, zie, madri e amiche che hanno contribuito a crescerla e formare la sua femminilità, una femminilità condivisa e ricca di diversi modelli. Non è la solita storia biblica con al centro Giacobbe, sono le voci delle quattro donne che, tramite quella di Dinah, rievocano gli eventi ben noti, dal loro punto di vista.
E' nella Tenda Rossa che Dinah impara dalle sue quattro madri, ovvero le quattro mogli di Giacobbe, la storia della sua famiglia: come Giacobbe sfuggendo al fratello Esaù incontra la bella Rachele presso il pozzo, come lavorando presso il di lei padre, Labano, una dopo l'altra prende in sposa non solo Rachele, ma anche la sorella Leah e Zilpha e Bilhah, come ben presto molti figli arrivino ad allargare la famiglia, fino alla nascita di Dinah stessa da Leah e di Giuseppe da Rachele. Qui il racconto non passa più attraverso le voci delle madri, ma è Dinah stessa a ricordare, e se la traccia degli avvenimenti è essenzialmente fedele al testo biblico, tuttavia la personalità e le motivazioni dei personaggi sono diverse e chiaramente molto più approfondite, a tutto tondo.
Nella Bibbia c'è un solo grande episodio che riguarda Dinah, poi non se ne sente più parlare. Qui invece la sua storia non si ferma davanti alle porte insanguinate di Sichem, dove i fratelli hanno ucciso tutti gli uomini "a causa sua" (almeno secondo loro), ma continua in Egitto, staccandosi del tutto da quella della famiglia. Ma se ricordate un po' il racconto, forse avete già capito che, probabilmente, ritroverà qualcuno dei suoi parenti...
Insomma, non voglio spoilerare ogni cosa quindi mi fermo, ma la storia è ben costruita e ricca, anche se in questa seconda parte meno dettagliata.
Alcune delle parti che mi hanno colpito di più sono quelle che si svolgono nella tenda delle donne, primo fra tutti il rito per il menarca di Dinah, ma anche il rapporto di coralità fra i personaggi femminili, in tutta la sua complessità, senza tralasciare i conflitti.
Inoltre, al di là del valore letterario, questo libro ha anche il merito di aver favorito un movimento di cui, a mio modesto parere, c'era davvero bisogno, quello che tramite De Anna L'Am ha portato ad un fiorire di Tende Rosse in molti paesi: spazi in cui le donne si possono incontrare e raccontare in maniera diversa, intima, alla pari, trasmettendosi saperi e confrontandosi sui dubbi e le difficoltà che l'essere donna nella nostra società comporta.
Purtroppo, non si trova facilmente, sia nelle librerie sia su internet, ho avuto la fortuna di recuperarlo in un mercatino dell'usato: scorrendo i vari volumi eccolo occhieggiare in un angolo dimenticato fra vari altri libri, ed io, contenta e stupita per la fortuna di poter leggere questo libro ormai quasi introvabile, non me lo sono fatto scappare (qualsiasi bibliofilo conosce questa deliziosa sensazione che potrebbe essere paragonata un po' a quella di un archeologo che ritrova qualche antico monile :D).
Dunque se vi capita per le mani, ve lo consiglio vivamente, sia per il piacere della lettura, sia per avere qualche spunto su un tipo diverso di convivenza fra donne.
Dal romanzo è stata tratta una mini-serie televisiva, che come tutti gli adattamenti varia in alcuni punti e tralascia qualche episodio, ma nel complesso è piacevole e interessante. Purtroppo non è stata tradotta in italiano ma si può trovare con i sottotitoli.

Per chiudere vorrei riportare il canto che Dinah, così come Rachele e Inna la levatrice prima di lei, usano durante il parto:
Non temere, il tempo è giunto.
Non temere, le ossa sono forti.
Non temere, l'aiuto è vicino.
Non temere, Gula è vicina.
Non temere, il bambino è alla porta.
Non temere, ti renderà onore.
Non temere, le mani della levatrice sono abili.
Non temere, la terra è sotto di te.
Non temere, abbiamo acqua e sale.
Non temere, piccola madre.
Non temere, madre di tutti noi.

Utilità
Qui il sito di De Anna L'Am.
Qui il sito della rete delle Tende Rosse in Italia.
Qui la pagina facebook italiana della rete delle Tende Rosse globali.

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