lunedì 23 maggio 2016

Come salvarsi la vita

Come salvarsi la vita di Erica Jong, Bompiani, 1990.
Numero pagine: 367
Titolo originale: How To Save Your Own Life
Lingua originale: inglese
Prima edizione: 1977
Prima edizione italiana: 1977

Dopo aver letto la prima parte della trilogia di Erica Jong (Paura di volare, Come salvarsi la vita, Paracadute & baci), ho lasciato passare più di un anno per proseguirla; alla fine, visto che mi piace sapere come vanno a finire le storie, ho preso anche questo libro. Ricordavo vagamente il contenuto di Paura di volare, ma mi si era fissata l’irnonia, il realismo e la verosimiglianza della scrittura; per fortuna, quel poco che ancora avevo in mente era sufficiente per capire lo svolgersi di questo secondo romanzo.
La storia riprende un certo tempo dopo l’avventura della protagonista, Isadora Wing, con Adrian Goodlove ed il suo ritorno dal marito, Bennett Wing, psichiatra, narrati nel primo romanzo. Il tema principale del libro appare chiaro fin dal primo capito: parla della fine del secondo matrimonio di Isadora. Un distacco lento, doloroso, ma di giorno in giorno sempre più inevitabile; Isadora è diventata una scrittrice di successo, ma ora che ha ottenuto quello che pensava di volere, si rende conto che non è così facile la condizione che si è scelta. Inoltre la rivelazione di un antico tradimento di Bennett mette ulteriormente in crisi la situazione; e quindi inizia un susseguirsi di visite ad amici, amanti uomini e donne, psicoterapeuti, per riuscire a riprendere in mano la sua vita. Ma è la morte di un’amica a segnare la svolta ed un nuovo punto di crescita per Isadora.
Come per il primo libro più che la trama è interessante scoprire i pensieri e le considerazioni di Isadora, donna in un mondo a misura d’uomo. Riporterei molte citazioni ma una di quelle che più mi ha colpito è questa: “C’era la grande sollevazione della parte femminile della specie, la terra gli si staccava dalla faccia come dalle facce dei morti e lo spirito dionisiaco stava rinascendo attraverso i seni, la fica, l’utero.
Era arrivato il momento delle donne che indicavano la via e degli uomini che seguivano….almeno nel regno della spiritualità. […] Gli uomini saggi, sicuri di sé e desiderosi di imparare lo sapevano e non avevano paura. Non si vergognavano a prendere istruzioni spirituali dalle donne…non più di quanto si sarebbero vergognati a prendere le stesse istruzioni spirituali da altri uomini. Prendevano la saggezza da qualunque parte venisse e si arricchivano. Ma molto uomini erano terrorizzati e reagivano con la violenza.
” (pag. 191).
Il titolo invece viene da questo brano, che credo in molte dovremmo appenderci vicino alla scrivania e leggerlo ogni tanto:
“Come salvarsi la vita
di Isadora Wing
(Amanuense dello Zeitgeist)
1. Eliminare i sensi di colpa.
2. Non fare della sofferenza un culto.
3. Vivere nel presente
(o almeno nell’immediato futuro).
4. Fare sempre le cose di cui
si ha più paura;
il coraggio è una cosa che si impara a
gustare col tempo, come il caviale.
5. Fidarsi della gioia.
6. Se il malocchio ti fissa,
guarda da un’altra parte.
7. Prepararsi ad avere ottantasette anni.
(pag. 221)
In fine credo che vada citata anche la chiusura del libro, poiché credo che ogni persona che sia stata innamorata abbia pensato qualcosa di simile:
Tu credi,” disse lei, con la voce roca per il gran urlare, debole per l’amore “che molti amanti abbiano provato quello che abbiamo provato no e poi siano morti comunque?
(pag. 329).

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