mercoledì 4 maggio 2016

Storie di masche

Storie di masche di Maria Tarditi, Araba Fenice, 2012.
Numero pagine: 253
Lingua originale: italiano
Prima edizione: 2008

Maria Tarditi mi è piaciuta subito, questa vecchietta che rievoca i suoi ricordi di ragazza sui monti piemontesi, a breve distanza dalla mia terra ligure, mi ha conquistata fin dal primo libro. Storie di masche era il regalo di compleanno per mio padre, nipote di contadini piemontesi, nella cui fattoria ha ascoltato storie simili a quelle narrate da quest’anziana signora. Ok, sì, era un regalo interessato, visto che tutto ciò che riguarda la streghe, le masche in questo caso, mi interessa.
Ho letto varie raccolte di brevi racconti e aneddoti sulle streghe di varie regioni, simili a questo, e in tutti, oltre alla dimensione magica e misteriosa, emergono anche la durezza della vita contadina, della condizione delle donne sole, o troppo belle, o troppo brutte, o in qualche maniera emarginate. La masca è colei che si teme ma della quale si ricerca anche l’aiuto, è la seduttrice ma anche la donna ripugnante, è colei che incanta ma anche colei che toglie il malocchio, è la strega e la guaritrice di campagna, spesso è pure un capro espiatorio per la comunità.
Le storie prendono vita dal ricordo di come, finita la stagione dei lavori agricoli, uomini e donne si riunissero nelle “veglie”, presso le case ora dell’uno ora dell’altro, ed allietati dai poveri ma generosi viveri degli ospiti, narrassero, rievocando per gli altri, eventi del passato, strani incontri, fatti misteriosi. E così la cultura comune, popolare, passava da bocca ad orecchio, mutando eppure conservandosi di generazione in generazione. Ed oggi che le veglie sono dimenticate, quei saperi semplici ma profondi, antichi come l’uomo, ci sono consegnati nelle parole della Tarditi. Ogni storia è raccontata alla giovane Maria da un personaggio diverso del paese, ognuno con un suo trascorso, una storia nella storia insomma.
Oltre alla raccolta che dà il titolo al volume, sono riportati aneddoti riguardanti altri esseri soprannaturali, casi curiosi ed episodi in cui le masche agiscono per aiutare il prossimo.
Ci tengo a riportare l’epilogo del libro, che lascia intendere lo spirito della raccolta e dell’arzilla signora che l’ha scritta:
Ogni sera, dopo aver sentito (e visto) l’ultimo telegiornale con la razione quotidiana di terrori che opprimono il nostro povero mondo, sento nostalgia della masche, delle anime del Purgatorio e di tutti i misteri che, quando era bambina, mi sembravano tanto spaventosi.
E mi si stringe il cuore. Poveri bambini di oggi costretti anche a “vedere” le diavolerie del terzo millennio, spatarate sul teleschermo senza misericordia! A colori!! In diretta!!!
Ogni epoca ha i suoi mostri. D’accordo.
Ma i nostri erano meglio.
Alcuni racconti sono già apparsi nel volume Il diavolo, l’acqua santa e la paura del 2002 per Primalpe.

2 commenti:

  1. Questo libro mi ha incuriosito..belle le parole dell'epilogo che trovo molto veritiere.
    Anche oggi giorno ci sarebbe bisogno di qualche serata insieme ..raccontando di fatti avvenuti , storie tra mito e realtà che in ogni luogo vivono.. dimenticandosi per qualche ora il mondo che ci circonda. Imparando a volersi più bene.

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