lunedì 21 novembre 2016

Figlie del sole

Figlie del Sole di Kàroly Kerényi, Bollati Boringhieri, 2008.
Numero di pagine: 141
Titolo originale: Töchter der Sonne, Betrachtungen über griechische GottheitenLingua originale: tedesco
Prima edizione: 1944
Prima edizione italiana: 1948

Erano anni che volevo leggerlo, un po' perché scritto da Kerényi, che è se non una garanzia di chiarezza, quanto meno di interessanti riflessioni sul mito ed il suo linguaggio;  in più qui ci sono un commento di Pavese sul retro ed una prefazione di Brelich. Insomma, se non un Olimpo d'antichisti, almeno un Parnaso.
Per altro, l'argomento trattato, figure femminili nella mitologia greca, è una mia antica passione.
Figlie del Sole, in cui sono raccolti i testi di alcune conferenze tenute dall'autore, si apre con la suddetta prefazione in cui sono inquadrati il contributo e l'opera di Kerényi.
Nella prima parte intitolata "Il padre e il re", l'autore indaga, servendosi del mito, alcuni caratteri fondamentali del Sole, quali la luce intesa come fondamento della vista e la capacità paterna e generativa, che è anche auto-rigenerativa, in quanto Helios, che da luce e vita, è virtualmente anche Ade, colui che nel buio ctonio regna sui morti. Ma il sole si rigenera ogni mattino, riportando la luce. S'indaga quindi sull'origine di Helios, figlio del Titano Iperione e detto anch'esso Titano, insieme alla sua stirpe, che porta all'emergere del tema della regalità, che se in greco è esplicata nei termini basileus "re" e basileia "regina" era, forse in tempo pre-ellenico, appannaggio e dono principalmente femminile. Inizia dunque una ricerca della Regina nel mito greco.
Nella seconda parte "La ricerca della regina" l'indagine prosegue prendendo in analisi appunto le Figlie e le discendenti del Sole, partendo dalle Eliadi e dalla loro misteriosa madre, ed allargando poi a figure più ampiamente caratterizzate: la maga Circe e l'assassina Medea (rispettivamente figlia e nipote del sole), e più oltre ancora con Hera e l'aurea Afrodite. La chiusura avviene con Pasifae, figlia anch'essa del Sole, e con un accenno alle sue stesse luminose figlie, Fedra e Arianna.
Come rilevato dall'autore stesso, non si arriva ad una conclusione, che è comunque impossibile tracciare quando si parla di mitologia. Ma l'immagine celeste e ctonia, solare e notturna allo stesso tempo, ci appare come un arazzo intrecciato con fili d'oro e d'argento, nel quale seppure la figura della misteriosa Regina rimane celata, pur tuttavia se ne possono individuare le tracce.
L'unico neo, in particolare per un antichista, è la mancanza di note che rimandino ai testi originali.
Questa edizione, ora difficilmente trovabile, può essere sostituita da quella del 2014, nella quale spero abbiano aggiornato i caratteri di stampa, essendo quelli del presente volume antiquati.
Un libro piuttosto complesso dunque, sicuramente più facilmente accessibile a chi non fosse digiuno di mitologia e testi classici, ma comunque godibile per la capacità di Kerényi di unire termini specifici alla poesia del racconto mitologico.

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