giovedì 20 febbraio 2020

Il sangue degli elfi

Il sangue degli elfi di Andrzej Sapkowski, Editrice Nord, 2012
Numero pagine: 400
Lingua originale: polacco
Titolo originale: Krew elfów
Prima edizione: 1994
Prima edizione italiana: 2012
Genere: romanzo fantasy grimdark
Ambientazione: il Continente
Epoca: indefinita

Dopo le raccolte Il guardiano degli innocenti e La spada del destino proseguiamo con la saga di Geralt di Rivia. Per la storia editoriale, l'ordine di lettura, la parola strigo vedi il post precedente
Forse non dovrei più manco dirlo, ma non trovi anche tu che la copertina sia piuttosto brutta, come del resto anche quelle degli altri libri della serie? Ma suvvia, è ben noto che non si può giudicare in base a questo.
Il sangue degli elfi è il primo romanzo della pentalogia di Geralt, e questa sua posizione all'interno della saga si fa sentire  a livello di narrazione: è infatti un romanzo-ponte che collega le raccolte al cuore della storia. Siamo partiti con racconti incentrati sullo strigo e sulla sua professione, mentre qui gli eventi si fanno sempre più globali, non più episodici, e i protagonisti vengono coinvolti, volenti o nolenti, in cose più grandi di loro.

Trama
Geralt e Ciri, finalmente riuniti dal destino si recano a Kaer Morhen, la roccaforte in rovina degli strighi, dove sotto l'occhio attento di Vesemir e dei suoi compagni comincia l'addestramento della Bambina Sorpresa. Ma gli strighi si renderanno conto che Ciri è molto più di quello che sembra. Ranuncolo canta la storia dello strigo e della bambina a lui destinata di città in città, tanto da attirare l'attenzione di qualcuno che è in cerca di informazioni sulla Leoncina di Cintra...

Personaggi
Finalmente ci viene detto qualcosa in più sugli strighi, ultime vestigia di un mondo che va scomparendo. Sono in rovina come la fortezza che abitano. Ciri rappresenta il loro unico futuro come anche il fattore di cambiamento che spingerà Geralt ad evolvere. Dal punto di vista della principessa, questo è un romanzo di formazione e le capacità che svilupperà qui saranno il fulcro del suo personaggio nelle opere successive.
Approfondiamo la conoscenza di Triss Marigold e i suoi rimbrotti agli strighi su come gestire una ragazzina sono un quadretto spassoso. I problemi pratici dell'addestramento di Ciri che non diventa una letale assassina nel giro di poche pagine danno credibilità alla narrazione. 
Rincontriamo Yarpen e la sua combriccola di nani scurrili e allegri che riescono a strappare più di qualche risata, e se il blocco narrativo che li riguarda potrebbe sembrare un doppione del racconto Il limite del possibile (in La spada del destino), introduce invece gli intrighi di potere e gli antagonisti della saga. Nel mondo di Sapkowski il bene e il male sono inestricabili, i personaggi si muovono su scale di grigio, non esistono Signori Oscuri come non c'è l'eroe senza macchia, ed i suoi cattivi rispecchiano quest'idea.
In fine gli elfi di cui avevamo sentito parlare nelle raccolte e che troviamo nel titolo del romanzo, ci appaiono nella loro tragicità: sono il passato del Continente ma il loro futuro è nebuloso, disperato e tragico come lascia intendere la storia della rosa di Shaerrawedd. Da perseguitati si sono fatti persecutori alimentando un circolo di violenza e sospetto che ne deciderà le sorti. Come nei volumi precedenti, il titolo viene ripetuto come un mantra in più punti della narrazione: iniziamo a capire grazie alla profezia d'Ithlinne che il Sangue degli Elfi, il Sangue Antico, il sangue di Ciri ha qualcosa di speciale anche se non è ancora chiaro cosa. 

Stile
Il ritmo piuttosto lento del romanzo permette di approfondire e ampliare la prospettiva ma in alcuni punti rende la lettura noiosa.
Si conferma come una caratteristica propria dello stile di Sapkowski il gusto per la frammentazione della narrazione e degli archi temporali, come anche i facili cambi di punto di vista che ci permettono di guardare diverse sfaccettature di uno stesso evento; personalmente trovo geniale il modo in cui l'Autore ci fa sapere le cose senza mostrarcele direttamente o facendocele ricostruire grazie alla sfasatura temporale. Contemporaneamente, tutto questo rende difficile seguire la narrazione e non tutti i lettori l'apprezzeranno.
Il punto debole è ancora il world building superficiale che lasciando troppe cose inspiegate ci fa perdere fra eventi, alleanze, e intrighi politici.

Consigliato? Sì, ma...
Il sangue degli elfi è un esordio non perfetto della pentalogia sullo strigo di Rivia, ma è comunque un fantasy di buon livello e ne consiglio la lettura (dopo le precedenti raccolte). Per chi lo trovasse noioso: tieni duro fino al romanzo successivo in cui c'è più azione.
Utilità
Nel 2019 in previsione dell'uscita della serie tv, Il sangue degli elfi è stato rieditato a mio avviso con una copertina migliore. 
La saga di Geralt di Rivia è il tipico prodotto intermediale, infatti nel corso degli anni è stata adattata nelle più diverse forme:
  • La serie di sei fumetti Wiedźmin editi fra il 1993 e il 1995 scritti da Maciej Parowski e disegnati da Bogusław Polch (non tradotti in italiano)
  • Il gioco di ruolo da tavola Wiedźmin: Gra Wyobraźni del 2001 (mai tradotto dal polacco).
  • Il film polacco del 2001 Wiedźmin (esiste una versione DVD con doppiaggio tedesco e sottotitoli inglesi intitolata The Hexer) basato sul racconto Una questione di prezzo di Il guardiano degli innocenti.
  • La serie tv polacca del 2002 Wiedźmin in tredici episodi, prequel del film a partire dalla giovinezza di Geralt e dall'addestramento come strigo rifacendosi in parte a Il guardiano degli innocenti e a La spada del destino.
  • Il videogioco The Witcher del 2007 ambientato dopo l'ultimo volume della saga letteraria. 
  • Il videogioco The Witcher 2: Assassins of Kings del 2011 la cui trama segue il videogioco precedente.
  • La mini serie di fumetti (due tomi) del 2011 Racja stanu scritti da Maciej Parowski e disegnati da Przemysław Truściński la cui storia si colloca fra i racconti La spada del destino e Qualcosa di più della raccolta La spada del destino (non tradotto in italiano).
  • L'antologia del 2013 Opowieści ze świata Wiedźmina che raccoglie otto racconti di scrittori russi e ucraini ambientati nel mondo di Geralt di Rivia (non tradotta in italiano).
  • Il gioco da tavola The Witcher - Il gioco di avventura del 2014.
  • La serie di fumetti The Witcher iniziata nel 2014 e tuttora in corso inizialmente scritta da Paul Tobin e disegnata da Joe Querio per la Dark House Comics è stata tradotta in parte anche in italiano.
  • Il videogioco The Witcher 3: Wild Hunt del 2015 che segue gli eventi di quello del 2011.
  • Il videogioco The Witcher Battle Arena del 2015.
  • L'antologia del 2017 Szpony i kły che raccoglie undici racconti di vari scrittori ambientati nel mondo di Geralt di Rivia (non tradotta in italiano).
  • Il videogioco di carte Gwent: The Witcher Card Game del 2018.
  • Il videogioco Thronebreaker: The Witcher Tales del 2018 che ha per protagonista Meve di Lyria e Rivia.
  • Il videogioco Soulcalibur VI del 2018 fra i personaggi compare anche Geralt di Rivia.
  • Il videogioco Monster Hunter: World del 2018  fra i personaggi compare anche Geralt di Rivia.
  • Il gioco di ruolo da tavola The Witcher - Il gioco di ruolo del 2018.
  • La serie tv americana The Witcher del 2019, la prima stagione è basata su alcuni dei racconti di Il guardiano degli innocenti e La spada del destino.
Alcuni siti utili ad approfondire l'universo della saga sono: Witcher Wiki di Gamepedia e Witcher Wiki di Fandom.
La saga di Geralt di Rivia nei vari media: The Witcher: da romanzo sconosciuto a fenomeno di costume.

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