giovedì 20 febbraio 2020

Il tempo della guerra


Il tempo della guerra di di Andrzej Sapkowski, Editrice Nord, 2013
Numero pagine: 434
Lingua originale: polacco
Titolo originale: Czas pogardy "Il tempo del disprezzo"
Prima edizione: 1995
Prima edizione italiana: 2013
Genere: romanzo fantasy grimdark
Ambientazione: il Continente
Epoca: indefinita

I segni di un imminente nuovo scontro fra il Nord e Nilfgaard si fanno sempre più chiari mentre Geralt si reca a Dorian in cerca di informazioni su Rience e sul perché voglia Ciri. Quest'ultima e Yennefer viaggiano verso Gors Velen e l'isola di Thanedd dove la prima frequenterà la scuola magica di Aretuza, mentre la seconda parteciperà al concilio del Capitolo dei maghi che deciderà con chi schierarsi nella guerra che sta arrivando.

Se Il sangue degli elfi fungeva da collegamento fra le raccolte di racconti e la pentalogia, questo romanzo segna il vero punto di svolta dell'intreccio; purtroppo nella traduzione si è preferito il banale Il tempo della guerra all'originale Il tempo del disprezzo, titolo che come nelle altre opere di Sapkowski diventa quasi un mantra con un suo senso nell'economia del romanzo, indicando in ultima analisi la disumanità della guerra e della lotta al potere. Al posto del solito Geralt questa volta in copertina troviamo presumibilmente Ciri...chissà perché?
Costituito da due blocchi narrativi principali, il romanzo si apre con una lunga premessa alle ostilità: i segni del conflitto imminente ci vengono mostrati dal punto di vista del messaggero Aplegatt mentre il quadro politico viene reso più chiaro (ma non troppo) grazie al dialogo fra Geralt, Codringher e Fenn, episodio che ci porta sempre più in quella zona d'ombra del potere popolata da spie, informatori, creatori di false verità, tanto realistica e moderna quanto generalmente assente dal fantasy classico. 
ATTENZIONE DA QUI INlZIANO GLI SPOILER, SE NON HAI ANCORA LETTO I LIBRI TORNA DOPO AVERLO FATTO!
Purtroppo (o per fortuna secondo altri) si riforma la coppia di teneri amanti Yennefer-Geralt nuovamente insieme senza che si capisca bene perché (lo so l'ho già detto, ma il rapporto fra questi due è una delle pecche maggiori a livello di profondità dei personaggi di tutta la saga) ma arriviamo direttamente al punto di snodo con gli eventi di Thanedd. A riguardo lasciatemi dire che:
- Un party con i maghi ha molto in comune con Gossip girl: sparli, pettegolezzi, ostentazione, ipocrisia, gente che ci prova a caso...e tutti che cercano di circuire il povero Geralt. 
- La coppia più sconclusionata del Continente riesce a vivere cinque minuti di pace...ed ecco che comincia un colpo di stato che li divide fino alla fine della storia.
- Il fatto che le sorti del mondo siano cambiate dagli scrupoli di uno strigo che non vuole pisciare sui nasturzi ha qualcosa di geniale e contemporaneamente qualcosa di molto trash.
Con il golpe viene alla luce quello che sarà il vero cattivo della saga, il mago Vilgefortz, potente, astuto, spregiudicato, ma soprattutto ambizioso, mentre nei romanzi successivi tende a perdere credibilità qui è costruito in maniera più equilibrata. Incontriamo anche l'Imperatore di Nilfgaard Emhyr var Emreis di cui fin ora abbiamo solo sentito parlare, il quale si rivela essere un'antagonista tutto sommato contenuto.
Ciri si riconferma come la vera protagonista della saga, il personaggio più ben costruito e con un'evoluzione: sconfigge le sue paure combattendo Cahir e attraversando il deserto, si scontra con la grandezza del suo potere, e fa i conti con la sua parte più oscura unendosi ai Ratti (stonato l'intervento troppo provvidenziale e non spiegato di Cavallino). Il suo doppio consegnato all'imperatore di Nilfgaard permette di introdurre l'ambiguo Stefan Skellen, coroner imperiale che inseguirà la vera Ciri fino alla fine; anche lui fa parte dei personaggi sfumati che popolano la saga: perseguita Ciri e commissiona uccisioni, eppure è convinto di agire per un bene maggiore.
Nel corso del romanzo Geralt le prende belle secche, ed è bellissimo una volta tanto che il personaggio positivo non la faccia franca senza colpo subire, fa parte di quella vocazione alla verosimiglianza che caratterizza sempre più il fantasy moderno.
FINE DEGLI SPOILER
Lo stile è sempre lo stesso scorrevole, condito da termini specifici e dialoghi spassosi: la narrazione è frammentata nel tempo e nello spazio, c'è un succedersi di punti di vista, ed un uso massiccio dei dialoghi. Purtroppo anche in questo romanzo è difficile seguire le dinamiche della guerra e gli spostamenti dei personaggi a causa di una costruzione del mondo non proprio eccelsa. Però se siete arrivati a leggere questo romanzo ormai siete stati catturati dalla saga e sarebbe un peccato non arrivare fino in fondo.

Utilità
Nel 2020 il Il tempo della guerra è stato rieditato a mio avviso con una copertina migliore. 
La saga di Geralt di Rivia è il tipico prodotto intermediale, infatti nel corso degli anni è stata adattata nelle più diverse forme:
  • La serie di sei fumetti Wiedźmin editi fra il 1993 e il 1995 scritti da Maciej Parowski e disegnati da Bogusław Polch (non tradotti in italiano)
  • Il gioco di ruolo da tavola Wiedźmin: Gra Wyobraźni del 2001 (mai tradotto dal polacco).
  • Il film polacco del 2001 Wiedźmin (esiste una versione DVD con doppiaggio tedesco e sottotitoli inglesi intitolata The Hexer) basato sul racconto Una questione di prezzo di Il guardiano degli innocenti.
  • La serie tv polacca del 2002 Wiedźmin in tredici episodi, prequel del film a partire dalla giovinezza di Geralt e dall'addestramento come strigo rifacendosi in parte a Il guardiano degli innocenti e a La spada del destino.
  • Il videogioco The Witcher del 2007 ambientato dopo l'ultimo volume della saga letteraria. 
  • Il videogioco The Witcher 2: Assassins of Kings del 2011 la cui trama segue il videogioco precedente.
  • La mini serie di fumetti (due tomi) del 2011 Racja stanu scritti da Maciej Parowski e disegnati da Przemysław Truściński la cui storia si colloca fra i racconti La spada del destino e Qualcosa di più della raccolta La spada del destino (non tradotto in italiano).
  • L'antologia del 2013 Opowieści ze świata Wiedźmina che raccoglie otto racconti di scrittori russi e ucraini ambientati nel mondo di Geralt di Rivia (non tradotta in italiano).
  • Il gioco da tavola The Witcher - Il gioco di avventura del 2014.
  • La serie di fumetti The Witcher iniziata nel 2014 e tuttora in corso inizialmente scritta da Paul Tobin e disegnata da Joe Querio per la Dark House Comics è stata tradotta in parte anche in italiano.
  • Il videogioco The Witcher 3: Wild Hunt del 2015 che segue gli eventi di quello del 2011.
  • Il videogioco The Witcher Battle Arena del 2015.
  • L'antologia del 2017 Szpony i kły che raccoglie undici racconti di vari scrittori ambientati nel mondo di Geralt di Rivia (non tradotta in italiano).
  • Il videogioco di carte Gwent: The Witcher Card Game del 2018.
  • Il videogioco Thronebreaker: The Witcher Tales del 2018 che ha per protagonista Meve di Lyria e Rivia.
  • Il videogioco Soulcalibur VI del 2018 fra i personaggi compare anche Geralt di Rivia.
  • Il videogioco Monster Hunter: World del 2018  fra i personaggi compare anche Geralt di Rivia.
  • Il gioco di ruolo da tavola The Witcher - Il gioco di ruolo del 2018.
  • La serie tv americana The Witcher del 2019, la prima stagione è basata su alcuni dei racconti di Il guardiano degli innocenti e La spada del destino.
Alcuni siti utili ad approfondire l'universo della saga sono: Witcher Wiki di Gamepedia e Witcher Wiki di Fandom.
La saga di Geralt di Rivia nei vari media: The Witcher: da romanzo sconosciuto a fenomeno di costume.

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