mercoledì 23 novembre 2011

Canto di Samhain

02 Novembre 2011


L'oro dei giorni è trascorso
ed anche il sole è calato a Nord Ovest.
Ora viene il dolce abbraccio del crepuscolo,
come l'ultima stretta dell'Amante che parte.

Ora viene la notte d'inverno,e il buio del seme sotto terra.
Ora viene la nennia d'argento degli alberi spogli suonati dal vento.
Ora viene il silenzio immacolato dei fiocchi di neve.
Ora viene il raccogliersi prima del grande balzo.
Ora viene la Sua quarta faccia,
quella che non può essere scorta o capita.

E' tempo d'aria fredda e terra tiepida.
E' tempo di Discesa e di Lasciare.

E' tempo di guardare nel propri occhi.

Giù la maschera, signori.


Mi scuso per il tono malinconico, di solito non mi piace spargere tristezza in giro, anche perché ognuno ha già la propria, e ci manco solo io ad ammorbare il prossimo con stati d'essere buii. Ma sono i giorni della fine della parte luminosa dell'anno. E si sente.

Il fanciullo rapito

08 Febbraio 2011
The stolen child - W. B. Yeats

Where dips the rocky highland
Of Sleuth Wood in the lake,
There lies a leafy island
Where flapping herons wake
The drowsy water rats;
There we've hid our faery vats,
Full of berrys
And of reddest stolen cherries.

Come away, O human child!
To the waters and the wild
With a faery, hand in hand,
For the world's more full of weeping
than you can understand.


Where the wave of moonlight glosses
The dim gray sands with light,
Far off by furthest Rosses
We foot it all the night,
Weaving olden dances
Mingling hands and mingling glances
Till the moon has taken flight;
To and fro we leap
And chase the frothy bubbles,
While the world is full of troubles
And anxious in its sleep.

Come away, O human child!
To the waters and the wild
With a faery, hand in hand,
For the world's more full of weeping
than you can understand.


Where the wandering water gushes
From the hills above Glen-Car,
In pools among the rushes
That scarce could bathe a star,
We seek for slumbering trout
And whispering in their ears
Give them unquiet dreams;
Leaning softly out
From ferns that drop their tears
Over the young streams.

Come away, O human child!
To the waters and the wild
With a faery, hand in hand,
For the world's more full of weeping
than you can understand.


Away with us he's going,
The solemn-eyed:
He'll hear no more the lowing
Of the calves on the warm hillside
Or the kettle on the hob
Sing peace into his breast,
Or see the brown mice bob
Round and round the oatmeal chest.

For he comes, the human child,
To the waters and the wild
With a faery, hand in hand,
For the world's more full of weeping
than he can understand.


Il fanciullo rapito - W. B. Yeats
Laggiù dove i monti rocciosi
di Sleuth Wood si tuffano nel lago,
laggiù si stende un'isola fronzuta
dove gli aironi svegliano, sbattendo
le ali, i sonnolenti topi d'acqua;
laggiù abbiamo nascosto i nostri tini
fatati, ricolmi delle bacche e delle
più rosse ciliegie rubate.

Vieni, o fanciullo umano
all'acque
Vieni, o fanciullo umano
all'acque e nella landa
con una fata, mano nella mano,
perché nel mondo vi sono più lacrime
di quanto tu non potrai mai comprendere.


Laggiù dove l'onda del chiar di luna risveglia
riflessi luminosi nelle grige e opache
sabbie, lontano, là presso la lontana
Roses, tessendo noi danziamo
tutta la notte le più antiche danze,
intrecciando le mani e intrecciando gli sguardi
finché la luna non abbia preso il volo;
e avanti e indietro balziamo
e inseguiamo le bolle spumeggianti
mentre il mondo è ricolmo di pene
e dorme un sonno ansioso.

Vieni, o fanciullo umano
all'acque
Vieni, o fanciullo umano
all'acque e nella landa
con una fata, mano nella mano,
perché nel mondo vi sono più lacrime
di quanto tu non potrai mai comprendere.


Dove l'acqua zampilla vagabonda,
dalle colline sopra Glen-Car
nei laghetti tra i salici
dove a stento una stella potrebbe
bagnarsi, cerchiamo le trote assopite
e bisbigliando ai loro orecchi doniamo
ad esse sogni inquieti,
lievemente sporgendoci
dalle felci che versano
le loro lacrime sui giovani ruscelli.

Vieni, o fanciullo umano
all'acque
Vieni, o fanciullo umano
all'acque e nella landa
con una fata, mano nella mano,
perché nel mondo vi sono più lacrime
di quanto tu non potrai mai comprendere.


E' con noi che egli vieni,
il fanciullo dall'occhio solenne:
mai più potrà udire i muggiti
dei vitelli sui tiepidi pendii
o la teiera sul focolare
cantargli la pace nel petto,
né vedere i sorci bruni
che corrono intorno alla madia.

Perché egli viene, il fanciullo umano,
all'acque.
Egli viene, il fanciullo umano,
all'acque e nella landa
con una fata, mano nella mano,
da un mondo in cui vi sono più lacrime
di quanto egli non potrà mai comprendere.



Immagine: Faeries say "We feel dancey" di Arthur Rackham

Caidé sin do'n té sin

14 Maggio 2010
Sono andato alla fiera e ho venduto la mia mucca
per cinque sterline d'argento e una gialla ghinea d'oro
Se bevo l'argento e se  do via l'oro
oh, che importa questo agli altri?
Se bevo l'argento e se  do via l'oro
oh, che importa questo agli altri?

Se vado nei boschi frondosi raccogliendo bacche e castagne,
cogliendo mele dai rami o radunando le mucche,
se mi distendo per un po' sotto un albero riposandomi
oh, che importa questo agli altri?
Se mi distendo per un po' sotto un albero riposandomi
oh, che importa questo agli altri?

Se vado per un'incontro notturno e per danzare e per svago,
per fiere e corse e per ogni adunanza simile,
se vedo persone felici e se sono felice con loro,
oh, che importa questo agli altri?
Se vedo persone felici e se io sono felice con loro,
oh, che importa questo agli altri?

La gente dice che senza dubbio non ho ricchezze,
non ho beni o vestiti o bestiame o averi,
Se sono contento vivendo in un casupola,
oh, che importa questo agli altri?
Se sono contento vivendo in un casupola,
oh, che importa questo agli altri?
Caidé sin do'n té sin - Clannad

Frammenti

8 Febbraio 2010

Arrossisce l'Aurora, corteggiata dal sole che declina. Scende Silenzio sui monti più scuri e chinati sotto alla curva del cielo. Scende la Notte, e sfiora le foglie degli laberi, i campanili, i paesi, e il lago, specchio dove Lei, la Luna d'argento e zagare, si rimirerà, sta notte, cambiando di nuovo età. Si posa, la Notte, prima sui sentieri, frai tranchi e i sassi, s'annida fra l'edera, i cuori dei ciclamini, le viole senza figlie. S'aquatta. E sorride.
12 Agosto 2009

E' passato il tramonto, il cielo rosato da una parte è bianco perla e luminoso dall'altro. Si specchia nel lago dove alcune barche intaccano la perfezione scultorea delle inscrespature, screziate dalle correnti; più chiare, più scure. I lampi balenano nel grigio gravido di spesse fette di nubi, supra al Baldo imponente, antico gigante sdraiato sulle sponde del Garda. [...]
Ci sono i cipressi ora, a guardare il temporale con me. Le luci sul monte a poco a poco si eclissano dietro ad un velo di pioggia. I lampi delineano le forme delle nubi: colossi immani fermati in un istante di luce, in un bagliore di suono rotolante, colorate della tinta veloce delle saette.
13 Agosto 2009
La linea preziosa del crepuscolo si staglia dorata ed incorona le colline di pallido miele; più su, un grigio sfumato che respira lontananza. Aloni di luce stillano l'ultimo splendore del sole qua e là per l'enorme abbraccio del cielo.
21 Agosto 2009
Amo la notte col suo occhieggiare di stelle, e quei cieli tersi che rivelano la terra. Sembran più serene e più lievi le vite, aquietate dal buio promettente speranze. Del giorno dopo, che ne sarà? Ma che importa ora che la sera culla il mio cuore un po' stanco? Tutto sembra più lontano rispetto a quando l'illumina il giorno. Tutto sembra possibile, anche il volo degli incubi. Ma quando guardo le tue luci, Notte, un po' di pace scende in me e sospirare e sperare èpiù facile.
Quanta bellezza ha il cielo stellato, veste che scivola via dal corpo della Luna, ogni sera di più. E la pioggia di stelle, che porta gli uomini ad aprire i loro cuori nell'esprimere un desiderio! La giovane falce nel cielo, allieta il mio intimo.
9 Gennaio 2010

La Notte magica sovverte l'ordine. Di giorno abbiamo le nostre maschere e i nostri comodi vuoti, ma di notte siamo nudi dinnanzi all'Incanto. Di notte siamo liberi. Di notte il mistero nascosto sussurra ancora e la sua arcana magia dispiega la sua bellezza. La visione nella notte è trovare la luce nell'oscurità; per questo la temiamo: non la capiamo, non vediamo il vero.
Ma per quanto gli uomini tentino di difendersi da Lei con luci artificiali e illusioni di verità, per fortuna, non riusciranno mai a cacciarla. Lei contiuerà a stendere il suo mantello dai ricami argentati e ad ospitare i Misteri della Luna delle Donne.
Nel silenzio notturno si libra la magia. E le civette e i gufi conoscono, cantano la sua vetusta bellezza.
2 Febbraio 2010

Gloomy winter

29 Gennaio 2010
Gloomy winter's now awa',
Saft the westlan' breezes blaw,
'Mang the birks o' Stanley shaw
The mavis sings fu' cheery, O!
Sweet the crawflower's early bell
Decks Gleniffer's dewy dell,
Blooming like thy bonnie sel',
My young, my artless deary, O!

Come, my lassie, let us stray
O'er Glenkilloch's sunny brae,
Blithely spend the gowden day
'Midst joys that never weary, O!
Towering o'er the Newton woods,
Lav'rocks fan the snaw-white clouds,
Siller saughs, wi' downy buds,
Adorn the banks sae briery, O!

Round the sylvan fairy nooks,
Feathery breckans fringe the rocks,
'Neath the brae the burnie jouks,
And ilka thing is cheery, O;
Trees may bud, and birds may sing
Flowers may bloom, and verdure spring,
Joy to me they canna' bring,
Unless wi' thee, my dearie, O.


Il triste inverno è passato,
la brezza delle terre dell'Ovest soffia
sulle betulle del bosco di Stanley
Il tordo canta lietamente, O!
Le prime dolci campanelle del giacinto selvatico
adornano la piccola valle di Glennifer imperlata di rugiada.
Sono in fiore come te, o graziosa!
mio giovane, mio naturale tesoro, O!

Vieni, fanciulla mia, ci smarriremo
sull'assolato pendio di Glenkilloch,
trascorrendo allegramente i giorni dorati
in gioie che non stancano mai, O!
Torreggiando sui boschi di Newton,
le allodole ammirano le nuvole bianche come la neve.
Salici argentei con le gemme pendenti,
adornano gli argini dagli intrichi spinosi; O!

Intorno ai rifugi delle fate silvestri,
i ciuffi di felci  orlano le rocce,
sotto al declivio il ruscello scorre
e ogni cosa è lieta, O!
Gli alberi possono germogliare, e gli uccelli possono cantare,
i fiori possono fiorire, e la natura rinverdire
essi possono portarmi gioia,
ma solo insieme te, mio tesoro, O!

Canto popolare scozzese raccolto e rielaborato dal poeta Robert Tannahill (1774 - 1810) meraviglioso nella versione musicata dai Birkin Tree
(Perdonate -ma chi?- la traduzione un po' penosa ma è pieno di termini scozzesizzanti difficili da trovare e da tradurre. E se per caso ve lo state chiedendo, sì, ultimamente mi sono fissata con i testi delle canzoni...eh già!)

Il canto di Óengus

26 gennaio 2010
“Oh dolce, meravigliosa Cáer Ibormeith,
frutto degli Dei, scarlatta bellezza d’Erinn,
tu che tutte le donne superi,
Delizia dei Giovani,
cuore dal canto meraviglioso!
Tu sei la Bellezza di ogni cosa
ed ogni Bellezza è parte di te.
Splendente Cáer Ibormeith,
inebriante miele dorato
Cigno dal candore che rapisce,
vorrai spiegare le tue ali
riempiendo di languore Óengus,
il Dio che ora ti parla, e ti chiede,
tenera Luce del bosco, di volare via con sé?”

*

Tratto da Óengus Mac Óc

Se chanto

17 Gennaio 2010

 Devant de ma fenestro
ia un auzeloun
tuoto la neuch chanto,
chanto sa chansoun.
Se chanto, que chante
chanto pa per iuo
chanto per ma mio
qu'es da luenh de iou.
Aquelos montanhos
que tant autos soun
m'empachon de veire
mes amors ount soun.

Se chanto, que chante
chanto pa per iuo
chanto per ma mio
qu'es da luenh de iou.
Autos, ben son autos,
mas s'abaissarèn
  emas amoretas
vers iou tornarèn.

Se chanto, que chante
chanto pa per iuo
chanto per ma mio
qu'es da luenh de iou.
Baisà-vous montanhos,
planos levà-vous
perquè pòsque veire
mes amors ount soun.

Se chanto, que chante
chanto pa per iuo
chanto per ma mio
qu'es da luenh de iou.


Se chanto, que chante
chanto pa per iuo
chanto per ma mio
qu'es da luenh de iou.



Davanti alla mia finestra
c'è un uccello
tutta la notte canta,
canta la sua canzone.
Se canta, che canti
non canta per me
canta per la mia amica
che è lontana da me.
Quelle montagne
che tanto alte sono
mi impediscono di vedere
dove sono i miei amori.

Se canta, che canti
non canta per me
canta per la mia amica
che è lontana da me.
Alte, ben son alte,
ma si abbasseranno
  e i miei amori
verso me torneranno.

Se canta, che canti
non canta per me
canta per la mia amica
che è lontana da me.
Abbassatevi montagne,
alzatevi pianure
affinché io possa vedere
dove sono i miei amori.

Se canta, che canti
non canta per me
canta per la mia amica
che è lontana da me.


Se canta, che canti
non canta per me
canta per la mia amica
che è lontana da me.

Scarborough fair

09 Gennaio 2010
Insieme
Stai andando alla fiera di Scarborough?
Prezzemolo, salvia, rosmarino e timo,
salutami una persona che vive lì,
lei/lui che un tempo fu il mio vero amore.

Lui
Dille di farmi una camicia di tela,
prezzemolo, salvia, rosmarino e timo,
senza giunture né cuciture,
e allora lei sarà il mio vero amore.
Dille di lavarla in quel pozzo secco,
prezzemolo, salvia, rosmarino e timo,
ove mai sia sgorgata acqua, ne’ pioggia caduta,
e allora lei sarà il mio vero amore.
Dille di stenderla su un rovo laggiù,
prezzemolo, salvia, rosmarino e timo,
dove non sia mai sbocciato un fiore dai tempi di Adamo,
e allora lei sarà il mio vero amore.
Chiedile di farmi questa cortesia,
prezzemolo, salvia, rosmarino e timo,
e chiedile questo favore per me,
e allora lei sarà il mio vero amore. 
Insieme
Sei già stato alla fiera di Scarborough?
Prezzemolo, salvia, rosmarino e timo,
portami i saluti di una persona che vive lì,
lei/lui che un tempo fu il mio vero amore. 
Lei
Chiedigli di cercare per me un acro di terra,
prezzemolo, salvia, rosmarino e timo,
tra l’acqua salata e la sabbia del mare,
e allora lui sarà il mio vero amore.
Chiedigli di ararla con un corno di agnello,
prezzemolo, salvia, rosmarino e timo,
e di seminarla tutta con grani di pepe,
e allora lui sarà il mio vero amore.
Chiedigli di mietere con una falce di cuoio,
prezzemolo, salvia, rosmarino e timo,
e di raccoglierlo in una corda di erica,
e allora lui sarà il mio vero amore.
Quando avrà terminato e compiuto il suo lavoro,
prezzemolo, salvia, rosmarino e timo,
chiedigli di tornare per la sua camicia di tela,
e allora lui sarà il mio vero amore. 
Insieme
Se dirai di non potere, io risponderò
prezzemolo, salvia, rosmarino e timo,
"Oh, promettimi almeno che proverai,
o non sarai mai il mio vero amore!"
L'amore impone compiti impossibili,
prezzemolo, salvia, rosmarino e timo,
ma non è niente più di quanto ogni cuore possa chiedere,
io devo sapere se sei il mio vero amore.
*
Traduzione di una ballata inglese, resa celebre dal rifacimento di Simon e Garfunkel e forse derivante da una più antica scozzese.

Figli e amanti

4 Gennaio 2010

"Considerava Paul con un certo interesse. In genere disprezzava il sesso forte, ma lui era un'eccezione, un ragazzo svelto, vivace, aggraziato, che sapeva essere gentile e anche triste, un ragazzo intelligente, che conosceva tante cose e aveva avuto un morto in famiglia. [...] Eppure faceva di tutto per disprezzarlo, perché egli non vedeva la principessa in lei, ma solo la contadina."
Da Figli e amanti di D. H. Lawrence

Al Mare Signore di molti

28 Dicembre 2009
- Ascolta il mare. Ascolta il mare. 
Sola, nella notte, ascoltava il mare...e iniziò a parlare.

Inno a Ishtar

30 Ottobre 2009

"Riverite la Dea, la più soma delle Dee;
che ognuno onori la Signora dei popoli, la più grande fra gli Dei!
Riverite Ishtar, la più somma delle Dee ;
riverite la Regina delle donne, la più grande fra gli Dei!

Di diletto e d'amore è vestita,
   è piena d’ardore, d'incantamento e voluttuosa gioia.
Di diletto e d'amore è vestita Ishtar,
  è piena d’ardore, d' incantamento e voluttuosa gioia.

Le sue labbra sono dolci, nella sua bocca è la Vita,
al suo apparire si prova gaudio infinito,
com'è splendida col capo avvolto di veli,
le forme leggiadre, i fulgidi occhi!

Con lei v’è pace,
il fato di ogni cosa lei tiene nella sua mano;
dalle sue occhiate si origina gioia,
potere, magnificenza, la divinità protettrice e lo spirito guardiano.

Lei dimora all’interno, presta attenzione alla pietà e all’amicizia;
piacevolezza in verità lei possiede!
Che sia schiava colei che la chiama, ragazza senza legami,
o madre, lei preserva quella fra le donne che nomina il suo nome.

Chi, chi alla sua grandezza può essere pari?
Forti, elevati, splendidi sono i suoi decreti.
Ishtar, chi alla sua grandezza può essere pari?
Forti, elevati, splendidi sono i suoi decreti.

Lei è apprezzata fra gli Dei, straordinaria è la sua posizione,
rispettata è la sua parola, suprema Lei è sopra di loro!
Ishtar fra gli dei, straordinaria è la sua posizione,
rispettata è la sua parola, è suprema sopra di loro!
Lei è la loro regina, loro continuamente chiedono i suoi ordini da eseguire,
Tutti si piegano dinnanzi a lei
ricevono la sua luce dinnanzi a lei,
donne e uomini infatti la onorano.

Nelle loro assemblee la sua parola è potente, è sovrana,
davanti ad Anu, il loro re, lei pienamente li sostiene.
riposa nell’intelligenza, nell’arguzia e nella saggezza
decidono insieme il verdetto, lei e il suo signore;

infatti occupano la sala del trono insieme..."

Da un inno a Ishtar del 1600 a.C. circa.
Immagine: Ishtar di Selina Fenech

Notturno

Tacciono i monti sotto gli occhi del cielo,
respira lenta la terra profumi di foglie e di muschio,
dormono l'erbe ed esalano tiepido un soffio.
Quieti son gl'alberi al canto d'argento del grillo.

Tacciono le stelle con sfavillare occhieggiante,
respira il vento favole di mete obliate,
dormono le rondini e i cuculi nelle tiepide piume.
Quieti son gl'alberi al canto segreto del fiume.

Taccion le case, i tetti, le strade,
respirano le luci al volo delle falene,
dormono i cuori dell'uomo nelle tiepide tane.
Quieti son gl'alberi al canto scordato delle campane.

Taccion le labbra nel contemplarti, o Notte,
respira la voce che ho dentro nel petto sta notte,
dormono i pensieri nebbiosi e tiepidi di notte.
Quieti son gl'alberi, e mi dicono d'un canto alla Notte.

Ispirata dal notturno di Alcmane, dai versi di Saffo e da quelli di Pascoli.

Il tuono, mente perfetta

8 Agosto 2009

Io fui mandata dal Potere,
ed Io sono venuta presso coloro che riflettono
su di me,
ed Io sono stata trovata tra quelli
che mi cercano
.
Cercatemi, voi che meditate su di me,
e voi uditori, ascoltatemi.
Voi che mi state aspettando,
portatemi a voi
.
E non allontanatemi dalla vostra vista.
E non fate in modo che la vostra voce mi possa odiare, e neppure il vostro ascolto. Non ignoratemi, ovunque ed in ogni tempo. State in guardia!
Non ignoratemi.

Io sono il silenzio che è incomprensibile,
e l’idea il cui ricordo
è costante.
Io sono la voce il cui suono è multiforme
e la parola la cui apparizione
è molteplice.
Io sono la pronuncia del mio nome.
Io sono quella dalla quale vi siete nascosti,
eppure voi apparite a me.
Ma se mai vi nascondeste,
Io stessa apparirò.

Perché se mai voi appariste,
Io stessa mi nasconderò da voi.

Venite ad appoggiarmi presso l’infanzia,
e non disprezzatela perché è piccola
e piccina
.
E non distaccate le grandezze in diverse parti dalle piccolezze,
perché le piccolezze sono conosciute dalle
grandezze.
Ma Io sono la Mente [Perfetta] ed il riposo di [...].
Io sono la conoscenza della mia domanda,
E la scoperta di quelli che aspirano a me,
e il comando di quelli che di me domandano,
e il potere dei poteri nella mia scienza
degli angeli, che sono stati mandati al mio ordine,
e degli dei nelle loro ere dal mio consiglio,
e degli spiriti di ogni uomo che esiste con me,
e delle donne che dimorano dentro di me.
Perché ciò che è dentro di voi è quello che a voi è fuori,
e quello che vi avvolge all’esterno
è quello che dà la forma all’interno di voi.

E quello che voi vedete fuori di voi, voi lo vedete dentro di voi; esso è evidente ed è il vostro vestito.

Brani tratti da Il Tuono, mente perfetta, uno fra i testi gnostici ritrovati a Nag Hammadi risalente al II-III secolo d.C. Potete leggerlo per intero qui: Il Tuono, mente perfetta

Il Canto di Gráinne

23 Luglio 2009
Dov'è? Dov'è il mio Diarmuid?
Dov'è il mio Signore, dal volto di neve
e rubiconde cote, di volo di corvo i capelli,
e di tenera carne il corpo?
Dov'è il dolce Diarmuid?

Vissi in Eriu la verde
ed amai, molto amai, ai tempi di Finn,
Capo dei Fianna, coraggiosi guerrieri.
E Finn il biondo mi amo; ma, come allora domando:
dov'è il bel Diarmuid?

Nel fulgore dorato dei miei capelli,
nel vermiglio della mia veste
nello splendore abbagliante della mia bellezza
gli apparsi un giorno, a Tara dei Re, ed ora
Dov'è  il giovane Diarmuid?

Col magico sigillo lo presi,
con un geis di magia ed obbligo
lo convinsi a portarmi lontano, perchè allo splendore
del suo Essere uomo non volli resistere, e chiedo
Dov'è l'amato Diarmuid?

Un' antro nascosto fu il nostro castello,
di giunchi ed erbe odorose il nostro giaciglio,
di incanto e rapimento il nostro Amore,
di albe e tramonti il nostro cammino, eppure non so,
Dov'è il divino Diarmuid?

La Luna nei miei occhi
si unì al Sole nel suo sguardo,
e godemmo di pace perfetta, nel rifugio
del Bosco Antico che ci  accolse; ora mi manca e dico
Dov'è lo splendente Diarmuid?

Torna Amante mio, mio Cuore, mio Amore,
Torna o Uomo della Verde Terra,
Torna ardente Metà del mio Essere, ed ancora
ci congiungeremo nella Pianura di Miele,
dove la Gente Ridente ci accolse. Dimmi,
Dove sei, Diarmuid?
*
Il nome Gráinne sembra sia appartenuto ad una antica Dea Irlandese, e potrebbe derivare dal gaelico grian "sole" oppure da grá "amore".
Gráinne è anche l'eroina di un più tardo racconto epico irlandese: L'inseguimento di Diarmuid e Gráinne.  Figlia del Re supremo d'Irlanda, Gráinne venne data in sposa a Finn, capo dei Fianna d'Irlanda, una cerchia di combattenti, ma anche poeti e cantori al servizio del Re; la notte prima delle nozze, durante il banchetto, essa vide fra gli invitati il bellissimo Diarmuid, uno fra i congiunti del vecchio Finn, ed innamoratasene, lo costrinse a fuggire con lei, con una sorta di incantesimo/maledizione che Diarmuid non avrebbe potuto ignorare.
I due amanti furono a lungo braccati da Finn e dai suoi, il quale come risarcimento per il disonore subito chiedeva la morte dei due amanti. Ma questi si riugiarono nella foresta, aiutati da Aengus Og, il Dio dell'Amore e difesi dalla maestria guerriera di Diarmuid.  In fine, grazie all'intercessione di altri Fianna, venne stabilito un accordo fra Fin, Diarmaid e Gráinne, di modo che questi ultimi potessero vivere il pace nelle loro terre, in un forte che venne chiamato Rath Gráinne "Forte del Sole". Un giorno però, anni dopo, Diarmuid venne ucciso da un cinghiale durante una caccia indetta da Finn, e così egli ebbe la sua vendetta.
Più tardi, nel folklore, essa divenne una delle Regine delle Fate, ed i dolmen vennero indicati come "i giacigli di Diarmuid e Gráinne", poichè si credeva che durante il loro errare come fuggitivi avessero spesso riposato alla loro ombra. Secondo alcuni la figura di Gráinne sarebbe anche un prototipo della madre di Artù, Igraine e la sua storia sarebbe il modello del triangolo amoroso fra Uther Pendragon, Igraine e Gorlois, ripetuto fra Tristan, Iseul e March, od anche tra Lancillotto, Ginevra ed Artù.