martedì 19 maggio 2020

La Torre della Rondine

La Torre della Rondine di Andrzej Sapkowski, Editrice Nord, 2015
Numero pagine: 552
Lingua originale: polacco
Titolo originale: Wieża Jaskółki
Prima edizione: 1997
Prima edizione italiana: 2015
Genere: romanzo fantasy grimdark
Ambientazione: il Continente
Epoca: indefinita
Volgiamo verso il termine della saga, eppure ancora molte cose devono accadere ai nostri protagonisti. Ho letto questa saga tutta d'un fiato durante il mese di gennaio ma solo ora ho trovato modo di proseguire con le recensioni. 
Per la storia editoriale, l'ordine di lettura, la parola strigo vedi il  Il guardiano degli innocenti. Ho già analizzato molte caratteristiche della saga anche nei post La spada del destino,Il sangue degli elfiIl tempo della guerra, Il battesimo del fuocoVedi anche i romanzi successivi La signora del lagoLa stagione delle tempeste.
La Torre della Rondine è i

Trama
Durante la notte dell'equinozio d'autunno strane visioni e incubi aleggiano sul Continente. Qualcosa è successo a Ciri, che viene ritrovata ferita e priva di conoscenza dal solitario Vysogota di Corvo in compagnia di una magnifica giumenta nera; a poco a poco narrerà la sua storia all'eremita. Nel frattempo la compagnia di Geralt continua faticosamente a muoversi verso il luogo in cui risiedono i druidi in cerca di informazioni sulla principessa di Cintra, portatrice del Sangue Antico, ma nuove e vecchie minacce insidiano il loro cammino...

Personaggi
Se finora gli antagonisti sono stati per lo più sfumati, Leo Bonhart rompe questa regola, trattandosi di un cattivo per così dire "integrale", il classico psicopatico che non vorresti trovarti vicino. Ai compagni di Geralt si aggiunge la ladruncola Angoulême, forse il più inutile nella storia dei personaggi inutili. Ho già accennato a come la parodia dei personaggi tipici del fantasy messa in atto con la compagnia di Geralt vada a discapito della loro verosimiglianza, come appare lampante in questo romanzo.
Incontriamo anche Avallac'h, l'elfo apparentemente saggio le cui parole al posto di chiarire le cose le rendono incomprensibili. Inoltre la sua preveggenza sembra fare ampiamente cilecca, come si vedrà nel libro successivo, quindi: il destino c'è o non c'è? Se nei primi libri della saga sembrava una forza presente e ineludibile, qui perde di significato senza però essere sostituito dal libero arbitrio.
Alcuni salvataggi dell'ultimo momento sono forzati sia a livello di coerenza dei personaggi, sia a livello narrativo.

Stile
Lo stile è sempre lo stesso: tendenzialmente scorrevole, arricchito da molti dialoghi, alcuni decisamente spassosi. Il lessico è vario, la narrazione frammentata nel tempo e nello spazio, c'è un succedersi di punti di vista inusuale, e si ricorre abbondantemente all'ironia se non alla parodia. Sono ben resi il senso di violenza, incertezza e disordine che la guerra porta con sé. Purtroppo, anche in questo romanzo è difficile seguire le dinamiche della guerra e gli spostamenti dei personaggi a causa di un word building non proprio eccelso e della mancanza di una mappa. 

Consigliato? Sì, ma...
Arrivata a questo romanzo devo dire che era un po' affaticata e non vedevo l'ora di arrivare alla fine della serie. A mio avviso infatti al posto di cinque romanzi avrebbero potuto essercene tre, massimo quattro, in modo da concentrare un po' di più gli eventi e mantenere più vivo l'interesse, e La Torre della Rondine è sicuramente quello che ho apprezzato meno. Tuttavia se siete arrivati fin qui vi consiglio di leggere ancora almeno La signora del lago.
Se hai già letto il libro
ATTENZIONE SPOILER
Imperdibile il dialogo in cui Geralt cerca di fare l'eroe solitario malinconico e viene bellamente deriso da tutta la compagnia, grazie Andrzej per aver mostrato il lato ridicolo dell'eroismo spicciolo e insensato di tanti protagonisti fantasy!
Ma tu c'hai creduto alla rinuncia di Geralt alla sua professione?
I druidi che effettivamente bruciano la gente mi hanno fatto riderissimo.

Utilità
Nel 2020 il La Torre della Rondine è stato rieditato con una nuova copertina. 
La saga di Geralt di Rivia è il tipico prodotto intermediale, infatti nel corso degli anni è stata adattata nelle più diverse forme:
  • La serie di sei fumetti Wiedźmin editi fra il 1993 e il 1995 scritti da Maciej Parowski e disegnati da Bogusław Polch (non tradotti in italiano)
  • Il gioco di ruolo da tavola Wiedźmin: Gra Wyobraźni del 2001 (mai tradotto dal polacco).
  • Il film polacco del 2001 Wiedźmin (esiste una versione DVD con doppiaggio tedesco e sottotitoli inglesi intitolata The Hexer) basato sul racconto Una questione di prezzo di Il guardiano degli innocenti.
  • La serie tv polacca del 2002 Wiedźmin in tredici episodi, prequel del film a partire dalla giovinezza di Geralt e dall'addestramento come strigo rifacendosi in parte a Il guardiano degli innocenti e a La spada del destino.
  • Il videogioco The Witcher del 2007 ambientato dopo l'ultimo volume della saga letteraria. 
  • Il videogioco The Witcher 2: Assassins of Kings del 2011 la cui trama segue il videogioco precedente.
  • La mini serie di fumetti (due tomi) del 2011 Racja stanu scritti da Maciej Parowski e disegnati da Przemysław Truściński la cui storia si colloca fra i racconti La spada del destino e Qualcosa di più della raccolta La spada del destino (non tradotto in italiano).
  • L'antologia del 2013 Opowieści ze świata Wiedźmina che raccoglie otto racconti di scrittori russi e ucraini ambientati nel mondo di Geralt di Rivia (non tradotta in italiano).
  • Il gioco da tavola The Witcher - Il gioco di avventura del 2014.
  • La serie di fumetti The Witcher iniziata nel 2014 e tuttora in corso inizialmente scritta da Paul Tobin e disegnata da Joe Querio per la Dark House Comics è stata tradotta in parte anche in italiano.
  • Il videogioco The Witcher 3: Wild Hunt del 2015 che segue gli eventi di quello del 2011.
  • Il videogioco The Witcher Battle Arena del 2015.
  • L'antologia del 2017 Szpony i kły che raccoglie undici racconti di vari scrittori ambientati nel mondo di Geralt di Rivia (non tradotta in italiano).
  • Il videogioco di carte Gwent: The Witcher Card Game del 2018.
  • Il videogioco Thronebreaker: The Witcher Tales del 2018 che ha per protagonista Meve di Lyria e Rivia.
  • Il videogioco Soulcalibur VI del 2018 fra i personaggi compare anche Geralt di Rivia.
  • Il videogioco Monster Hunter: World del 2018  fra i personaggi compare anche Geralt di Rivia.
  • Il gioco di ruolo da tavola The Witcher - Il gioco di ruolo del 2018.
  • La serie tv americana The Witcher del 2019, la prima stagione è basata su alcuni dei racconti di Il guardiano degli innocenti e La spada del destino.
Alcuni siti utili ad approfondire l'universo della saga sono: Witcher Wiki di Gamepedia e Witcher Wiki di Fandom.
La saga di Geralt di Rivia nei vari media: The Witcher: da romanzo sconosciuto a fenomeno di costume.

Il battesimo del fuoco

Il battesimo del fuoco di Andrzej Sapkowski, Editrice Nord, 2014
Numero pagine: 468
Lingua originale: polacco
Titolo originale: Chrzest ognia
Prima edizione: 1996
Prima edizione italiana: 2014
Genere: romanzo fantasy grimdark
Ambientazione: il Continente
Epoca: indefinita

Siamo arrivati nel cuore della saga dello strigo di Rivia, ed archi narrativi che si aprono ora si chiuderanno solo con il finale della serie. Ho letto questa saga tutta d'un fiato durante il mese di gennaio ma solo ora ho trovato modo di proseguire con le recensioni.
Per la storia editoriale, l'ordine di lettura, la parola strigo vedi il  Il guardiano degli innocenti. Ho già analizzato molte caratteristiche della saga anche nei post La spada del destino,Il sangue degli elfiIl tempo della guerra. Vedi anche i romanzi successivi La Torre della Rondine, La signora del lago, La stagione delle tempeste.

Trama
Geralt, ferito durante il golpe di Thanedd è in convalescenza presso le diradi di Brokilon quando Milva, una delle poche a lasciare il bosco, porta una notizia: la principessa Cirilla di Cintra si trova presso l'imperatore di Nilfgaard Emhyr van Emreis. Lo strigo decide quindi di partire per andare a salvarla...

Personaggi
Da una parte abbiamo Geralt che se prima risultava poco credibile solo a livello emotivo, qui nel suo ondeggiare fra stare o andare, da solo o con altri, in che direzione, va oltre il concetto di incoerenza. Si lancia nella classica quest fantasy, ma trattata in forma quasi parodica attorniato com'è da personaggi simpatici ma psicologicamente piatti, caricature dei topoi di genere (uno fra tutti Regis che fa le veci del vecchio saggio benevolo).
Dall'altra Ciri ha subito un cambiamento sorprendente e a mio avviso spiazzante e poco verosimile. 
Le parti su Briciola, per quanto apparentemente marginali acquisteranno importanza, leggile con attenzione.

Stile
Lo stile è sempre lo stesso: tendenzialmente scorrevole, arricchito da molti dialoghi, alcuni decisamente spassosi. Il lessico è vario, la narrazione frammentata nel tempo e nello spazio, c'è un succedersi di punti di vista inusuale, e si ricorre abbondantemente all'ironia se non alla parodia. Sono ben resi il senso di violenza, incertezza e disordine che la guerra porta con sé. Purtroppo, anche in questo romanzo è difficile seguire le dinamiche della guerra e gli spostamenti dei personaggi a causa di un word building non proprio eccelso e della mancanza di una mappa. 

Consigliato? Sì, ma...
Ormai, se sei arrivato fin qui, vale la pena arrivare alla fine di una saga che pur avendo dei punti deboli è originale a livello narrativo e dotata di una certa profondità venata di cinismo.
Se hai già letto il libro
ATTENZIONE SPOILER
Ma Cahir...davvero!? E com'è che Falka è diventata un'insospettabilmente cultrice dell'omicidio e del brigantaggio?!
Geralt di Rivia che viene nominato Geralt di Rivia tocco di classe.

Utilità
Nel 2020 il Il battesimo del fuoco è stato rieditato con una nuova copertina. 
La saga di Geralt di Rivia è il tipico prodotto intermediale, infatti nel corso degli anni è stata adattata nelle più diverse forme:
  • La serie di sei fumetti Wiedźmin editi fra il 1993 e il 1995 scritti da Maciej Parowski e disegnati da Bogusław Polch (non tradotti in italiano)
  • Il gioco di ruolo da tavola Wiedźmin: Gra Wyobraźni del 2001 (mai tradotto dal polacco).
  • Il film polacco del 2001 Wiedźmin (esiste una versione DVD con doppiaggio tedesco e sottotitoli inglesi intitolata The Hexer) basato sul racconto Una questione di prezzo di Il guardiano degli innocenti.
  • La serie tv polacca del 2002 Wiedźmin in tredici episodi, prequel del film a partire dalla giovinezza di Geralt e dall'addestramento come strigo rifacendosi in parte a Il guardiano degli innocenti e a La spada del destino.
  • Il videogioco The Witcher del 2007 ambientato dopo l'ultimo volume della saga letteraria. 
  • Il videogioco The Witcher 2: Assassins of Kings del 2011 la cui trama segue il videogioco precedente.
  • La mini serie di fumetti (due tomi) del 2011 Racja stanu scritti da Maciej Parowski e disegnati da Przemysław Truściński la cui storia si colloca fra i racconti La spada del destino e Qualcosa di più della raccolta La spada del destino (non tradotto in italiano).
  • L'antologia del 2013 Opowieści ze świata Wiedźmina che raccoglie otto racconti di scrittori russi e ucraini ambientati nel mondo di Geralt di Rivia (non tradotta in italiano).
  • Il gioco da tavola The Witcher - Il gioco di avventura del 2014.
  • La serie di fumetti The Witcher iniziata nel 2014 e tuttora in corso inizialmente scritta da Paul Tobin e disegnata da Joe Querio per la Dark House Comics è stata tradotta in parte anche in italiano.
  • Il videogioco The Witcher 3: Wild Hunt del 2015 che segue gli eventi di quello del 2011.
  • Il videogioco The Witcher Battle Arena del 2015.
  • L'antologia del 2017 Szpony i kły che raccoglie undici racconti di vari scrittori ambientati nel mondo di Geralt di Rivia (non tradotta in italiano).
  • Il videogioco di carte Gwent: The Witcher Card Game del 2018.
  • Il videogioco Thronebreaker: The Witcher Tales del 2018 che ha per protagonista Meve di Lyria e Rivia.
  • Il videogioco Soulcalibur VI del 2018 fra i personaggi compare anche Geralt di Rivia.
  • Il videogioco Monster Hunter: World del 2018  fra i personaggi compare anche Geralt di Rivia.
  • Il gioco di ruolo da tavola The Witcher - Il gioco di ruolo del 2018.
  • La serie tv americana The Witcher del 2019, la prima stagione è basata su alcuni dei racconti di Il guardiano degli innocenti e La spada del destino.
Alcuni siti utili ad approfondire l'universo della saga sono: Witcher Wiki di Gamepedia e Witcher Wiki di Fandom.
La saga di Geralt di Rivia nei vari media: The Witcher: da romanzo sconosciuto a fenomeno di costume.

giovedì 20 febbraio 2020

Il tempo della guerra

Il tempo della guerra di di Andrzej Sapkowski, Editrice Nord, 2013
Numero pagine: 434
Lingua originale: polacco
Titolo originale: Czas pogardy "Il tempo del disprezzo"
Prima edizione: 1995
Prima edizione italiana: 2013
Genere: romanzo fantasy grimdark
Ambientazione: il Continente
Epoca: indefinita

Se Il sangue degli elfi fungeva da collegamento fra le raccolte di racconti e la pentalogia, questo romanzo segna il vero punto di svolta dell'intreccio. Per la storia editoriale, l'ordine di lettura, la parola strigo vedi il post precedente
Purtroppo nella traduzione si è preferito il banale Il tempo della guerra all'originale Il tempo del disprezzotitolo che come negli altri libri della saga viene ripetuto più volte, quasi un mantra con un suo senso nell'economia del romanzo, indicando la disumanità della guerra e della lotta al potere. Al posto del solito Geralt bruttioa questa volta in copertina troviamo presumibilmente Ciri...chissà perché?

Trama
I segni di un imminente nuovo scontro fra il Nord e Nilfgaard si fanno sempre più chiari mentre Geralt si reca a Dorian in cerca di informazioni su Rience e sul perché dia la caccia a Ciri. Quest'ultima e Yennefer viaggiano verso Gors Velen e l'isola di Thanedd dove la prima frequenterà la scuola magica di Aretuza e la seconda parteciperà al concilio del Capitolo dei maghi che deciderà con chi schierarsi nella guerra che sta arrivando.
Costituito da due blocchi narrativi principali, il romanzo si apre con una lunga premessa alle ostilità: i segni del conflitto imminente vengono mostrati dal punto di vista del messaggero Aplegatt mentre il quadro politico viene reso più chiaro (ma non troppo) grazie al dialogo fra Geralt, Codringher e Fenn, episodio che ci porta sempre più in quella zona d'ombra del potere popolata da spie, informatori, creatori di false verità, tanto realistica e moderna quanto generalmente assente dal fantasy classico. 

Personaggi
Ritroviamo la copia Yennefer e Geralt, che purtroppo è forse uno degli aspetti peggio costruiti di tutta la saga: il forte di Sapkowski non sono i sentimenti. A un certo punto Geralt le prende belle secche, ed è bellissimo una volta tanto che il personaggio positivo non la faccia franca senza colpo subire, fa parte di quella vocazione alla verosimiglianza che caratterizza sempre più il fantasy moderno.
Vengono introdotti o approfonditi vari persona negativi: il mago Vilgefortz, astuto, spregiudicato, ma soprattutto ambizioso, l'ambiguo Stefan Skellen che per quanto spietato è mosso da motivazioni a suo avviso nobili, l'Imperatore di Nilfgaard Emhyr var Emreis apparentemente infido ma che riserverà qualche sorpresa.  La costruzione di personaggi sfumati, mai del tutto buoni o cattivi è uno dei tratti della scrittura di Sapkowski particolarmente apprezzabili.
Ciri si riconferma come uno dei più ben costruiti ed affronta una profonda evoluzione nel corso della narrazione.

Stile
Lo stile è sempre lo stesso: scorrevole, arricchito da molti dialoghi, alcuni decisamente spassosi. La narrazione è frammentata nel tempo e nello spazio, c'è un succedersi di punti di vista inusuale, e si ricorre abbondantemente all'ironia se non alla parodia di alcuni topoi narrativi e di genere. Purtroppo, anche in questo romanzo è difficile seguire le dinamiche della guerra e gli spostamenti dei personaggi a causa di un word building non proprio eccelso e della mancanza di una mappa. 

Consigliato? Sì, ma...
Se sei arrivato fin qui dopo aver letto i primi tre titoli della saga sarebbe un peccato non continuare, soprattutto perché Il tempo della guerra è un punto di snodo importante: alcuni dei protagonisti si rincontreranno solo alla fine. Pur avendo alcuni punti critici, si tratta di un romanzo di buon livello, originale nel suo genere.

Se hai già letto il libro 
ATTENZIONE, SPOILER!
Abbiamo capito che un party con i maghi ha molto in comune con Gossip girl: sparli, pettegolezzi, ostentazione, ipocrisia, gente che ci prova a caso...e tutti che cercano di circuire il povero Geralt. 
Il fatto che le sorti del mondo siano cambiate dagli scrupoli di uno strigo che non vuole pisciare sui nasturzi non ti sembra geniale (oltre che un po' trash)?

Utilità
Nel 2020 il Il tempo della guerra è stato rieditato a mio avviso con una copertina migliore. 
La saga di Geralt di Rivia è il tipico prodotto intermediale, infatti nel corso degli anni è stata adattata nelle più diverse forme:
  • La serie di sei fumetti Wiedźmin editi fra il 1993 e il 1995 scritti da Maciej Parowski e disegnati da Bogusław Polch (non tradotti in italiano)
  • Il gioco di ruolo da tavola Wiedźmin: Gra Wyobraźni del 2001 (mai tradotto dal polacco).
  • Il film polacco del 2001 Wiedźmin (esiste una versione DVD con doppiaggio tedesco e sottotitoli inglesi intitolata The Hexer) basato sul racconto Una questione di prezzo di Il guardiano degli innocenti.
  • La serie tv polacca del 2002 Wiedźmin in tredici episodi, prequel del film a partire dalla giovinezza di Geralt e dall'addestramento come strigo rifacendosi in parte a Il guardiano degli innocenti e a La spada del destino.
  • Il videogioco The Witcher del 2007 ambientato dopo l'ultimo volume della saga letteraria. 
  • Il videogioco The Witcher 2: Assassins of Kings del 2011 la cui trama segue il videogioco precedente.
  • La mini serie di fumetti (due tomi) del 2011 Racja stanu scritti da Maciej Parowski e disegnati da Przemysław Truściński la cui storia si colloca fra i racconti La spada del destino e Qualcosa di più della raccolta La spada del destino (non tradotto in italiano).
  • L'antologia del 2013 Opowieści ze świata Wiedźmina che raccoglie otto racconti di scrittori russi e ucraini ambientati nel mondo di Geralt di Rivia (non tradotta in italiano).
  • Il gioco da tavola The Witcher - Il gioco di avventura del 2014.
  • La serie di fumetti The Witcher iniziata nel 2014 e tuttora in corso inizialmente scritta da Paul Tobin e disegnata da Joe Querio per la Dark House Comics è stata tradotta in parte anche in italiano.
  • Il videogioco The Witcher 3: Wild Hunt del 2015 che segue gli eventi di quello del 2011.
  • Il videogioco The Witcher Battle Arena del 2015.
  • L'antologia del 2017 Szpony i kły che raccoglie undici racconti di vari scrittori ambientati nel mondo di Geralt di Rivia (non tradotta in italiano).
  • Il videogioco di carte Gwent: The Witcher Card Game del 2018.
  • Il videogioco Thronebreaker: The Witcher Tales del 2018 che ha per protagonista Meve di Lyria e Rivia.
  • Il videogioco Soulcalibur VI del 2018 fra i personaggi compare anche Geralt di Rivia.
  • Il videogioco Monster Hunter: World del 2018  fra i personaggi compare anche Geralt di Rivia.
  • Il gioco di ruolo da tavola The Witcher - Il gioco di ruolo del 2018.
  • La serie tv americana The Witcher del 2019, la prima stagione è basata su alcuni dei racconti di Il guardiano degli innocenti e La spada del destino.
Alcuni siti utili ad approfondire l'universo della saga sono: Witcher Wiki di Gamepedia e Witcher Wiki di Fandom.
La saga di Geralt di Rivia nei vari media: The Witcher: da romanzo sconosciuto a fenomeno di costume.

Il sangue degli elfi

Il sangue degli elfi di Andrzej Sapkowski, Editrice Nord, 2012
Numero pagine: 400
Lingua originale: polacco
Titolo originale: Krew elfów
Prima edizione: 1994
Prima edizione italiana: 2012
Genere: romanzo fantasy grimdark
Ambientazione: il Continente
Epoca: indefinita

Dopo le raccolte Il guardiano degli innocenti e La spada del destino proseguiamo con la saga di Geralt di Rivia. Per la storia editoriale, l'ordine di lettura, la parola strigo vedi il post precedente
Forse non dovrei più manco dirlo, ma non trovi anche tu che la copertina sia piuttosto brutta, come del resto anche quelle degli altri libri della serie? Ma suvvia, è ben noto che non si può giudicare in base a questo.
Il sangue degli elfi è il primo romanzo della pentalogia di Geralt, e questa sua posizione all'interno della saga si fa sentire  a livello di narrazione: è infatti un romanzo-ponte che collega le raccolte al cuore della storia. Siamo partiti con racconti incentrati sullo strigo e sulla sua professione, mentre qui gli eventi si fanno sempre più globali, non più episodici, e i protagonisti vengono coinvolti, volenti o nolenti, in cose più grandi di loro.

Trama
Geralt e Ciri, finalmente riuniti dal destino si recano a Kaer Morhen, la roccaforte in rovina degli strighi, dove sotto l'occhio attento di Vesemir e dei suoi compagni comincia l'addestramento della Bambina Sorpresa. Ma gli strighi si renderanno conto che Ciri è molto più di quello che sembra. Ranuncolo canta la storia dello strigo e della bambina a lui destinata di città in città, tanto da attirare l'attenzione di qualcuno che è in cerca di informazioni sulla Leoncina di Cintra...

Personaggi
Finalmente ci viene detto qualcosa in più sugli strighi, ultime vestigia di un mondo che va scomparendo. Sono in rovina come la fortezza che abitano. Ciri rappresenta il loro unico futuro come anche il fattore di cambiamento che spingerà Geralt ad evolvere. Dal punto di vista della principessa, questo è un romanzo di formazione e le capacità che svilupperà qui saranno il fulcro del suo personaggio nelle opere successive.
Approfondiamo la conoscenza di Triss Marigold e i suoi rimbrotti agli strighi su come gestire una ragazzina sono un quadretto spassoso. I problemi pratici dell'addestramento di Ciri che non diventa una letale assassina nel giro di poche pagine danno credibilità alla narrazione. 
Rincontriamo Yarpen e la sua combriccola di nani scurrili e allegri che riescono a strappare più di qualche risata, e se il blocco narrativo che li riguarda potrebbe sembrare un doppione del racconto Il limite del possibile (in La spada del destino), introduce invece gli intrighi di potere e gli antagonisti della saga. Nel mondo di Sapkowski il bene e il male sono inestricabili, i personaggi si muovono su scale di grigio, non esistono Signori Oscuri come non c'è l'eroe senza macchia, ed i suoi cattivi rispecchiano quest'idea.
In fine gli elfi di cui avevamo sentito parlare nelle raccolte e che troviamo nel titolo del romanzo, ci appaiono nella loro tragicità: sono il passato del Continente ma il loro futuro è nebuloso, disperato e tragico come lascia intendere la storia della rosa di Shaerrawedd. Da perseguitati si sono fatti persecutori alimentando un circolo di violenza e sospetto che ne deciderà le sorti. Come nei volumi precedenti, il titolo viene ripetuto come un mantra in più punti della narrazione: iniziamo a capire grazie alla profezia d'Ithlinne che il Sangue degli Elfi, il Sangue Antico, il sangue di Ciri ha qualcosa di speciale anche se non è ancora chiaro cosa. 

Stile
Il ritmo piuttosto lento del romanzo permette di approfondire e ampliare la prospettiva ma in alcuni punti rende la lettura noiosa.
Si conferma come una caratteristica propria dello stile di Sapkowski il gusto per la frammentazione della narrazione e degli archi temporali, come anche i facili cambi di punto di vista che ci permettono di guardare diverse sfaccettature di uno stesso evento; personalmente trovo geniale il modo in cui l'Autore ci fa sapere le cose senza mostrarcele direttamente o facendocele ricostruire grazie alla sfasatura temporale. Contemporaneamente, tutto questo rende difficile seguire la narrazione e non tutti i lettori l'apprezzeranno.
Il punto debole è ancora il world building superficiale che lasciando troppe cose inspiegate ci fa perdere fra eventi, alleanze, e intrighi politici.

Consigliato? Sì, ma...
Il sangue degli elfi è un esordio non perfetto della pentalogia sullo strigo di Rivia, ma è comunque un fantasy di buon livello e ne consiglio la lettura (dopo le precedenti raccolte). Per chi lo trovasse noioso: tieni duro fino al romanzo successivo in cui c'è più azione.
Utilità
Nel 2019 in previsione dell'uscita della serie tv, Il sangue degli elfi è stato rieditato a mio avviso con una copertina migliore. 
La saga di Geralt di Rivia è il tipico prodotto intermediale, infatti nel corso degli anni è stata adattata nelle più diverse forme:
  • La serie di sei fumetti Wiedźmin editi fra il 1993 e il 1995 scritti da Maciej Parowski e disegnati da Bogusław Polch (non tradotti in italiano)
  • Il gioco di ruolo da tavola Wiedźmin: Gra Wyobraźni del 2001 (mai tradotto dal polacco).
  • Il film polacco del 2001 Wiedźmin (esiste una versione DVD con doppiaggio tedesco e sottotitoli inglesi intitolata The Hexer) basato sul racconto Una questione di prezzo di Il guardiano degli innocenti.
  • La serie tv polacca del 2002 Wiedźmin in tredici episodi, prequel del film a partire dalla giovinezza di Geralt e dall'addestramento come strigo rifacendosi in parte a Il guardiano degli innocenti e a La spada del destino.
  • Il videogioco The Witcher del 2007 ambientato dopo l'ultimo volume della saga letteraria. 
  • Il videogioco The Witcher 2: Assassins of Kings del 2011 la cui trama segue il videogioco precedente.
  • La mini serie di fumetti (due tomi) del 2011 Racja stanu scritti da Maciej Parowski e disegnati da Przemysław Truściński la cui storia si colloca fra i racconti La spada del destino e Qualcosa di più della raccolta La spada del destino (non tradotto in italiano).
  • L'antologia del 2013 Opowieści ze świata Wiedźmina che raccoglie otto racconti di scrittori russi e ucraini ambientati nel mondo di Geralt di Rivia (non tradotta in italiano).
  • Il gioco da tavola The Witcher - Il gioco di avventura del 2014.
  • La serie di fumetti The Witcher iniziata nel 2014 e tuttora in corso inizialmente scritta da Paul Tobin e disegnata da Joe Querio per la Dark House Comics è stata tradotta in parte anche in italiano.
  • Il videogioco The Witcher 3: Wild Hunt del 2015 che segue gli eventi di quello del 2011.
  • Il videogioco The Witcher Battle Arena del 2015.
  • L'antologia del 2017 Szpony i kły che raccoglie undici racconti di vari scrittori ambientati nel mondo di Geralt di Rivia (non tradotta in italiano).
  • Il videogioco di carte Gwent: The Witcher Card Game del 2018.
  • Il videogioco Thronebreaker: The Witcher Tales del 2018 che ha per protagonista Meve di Lyria e Rivia.
  • Il videogioco Soulcalibur VI del 2018 fra i personaggi compare anche Geralt di Rivia.
  • Il videogioco Monster Hunter: World del 2018  fra i personaggi compare anche Geralt di Rivia.
  • Il gioco di ruolo da tavola The Witcher - Il gioco di ruolo del 2018.
  • La serie tv americana The Witcher del 2019, la prima stagione è basata su alcuni dei racconti di Il guardiano degli innocenti e La spada del destino.
Alcuni siti utili ad approfondire l'universo della saga sono: Witcher Wiki di Gamepedia e Witcher Wiki di Fandom.
La saga di Geralt di Rivia nei vari media: The Witcher: da romanzo sconosciuto a fenomeno di costume.

lunedì 17 febbraio 2020

La spada del destino

La spada del destino di Andrzej Sapkowski, Editrice Nord, 2011
Numero pagine: 438
Lingua originale: polacco
Titolo originale: Miecz przeznaczenia
Prima edizione: 1992
Prima edizione italiana: 2011
Genere: raccolta di racconti fantasy grimdark
Ambientazione: il Continente in un mondo immaginario
Epoca: indefinita

Come già scritto nella recensione a Il guardiano degli innocenti, con un certo ritardo mi sono data alla lettura della saga di Geralt di Rivia dello scrittore polacco Andrzej Sapkowski per poi poter guardare la serie tv con maggiore cognizione di causa.
Per la storia editoriale, l'ordine di lettura, la parola strigo vedi il post precedente
Proseguiamo!
La copertina non è un trionfo di bellezza, ma già l'avevamo capito con il primo volume. Le nuove edizioni fortunatamente migliorano da questo punto di vista (ecco, adesso però non aspettarti dei capolavori però).

Trama
La spada del destino, come il precedente Il guardiano degli innocenti, è una raccolta di racconti sullo strigo Geralt di Rivia, un cacciatore di mostri prezzolato, addestrato e mutato per ottenere sensi potenziati. I racconti sono:
  • Il limite del possibile: Geralt accompagnato dal gentile Borch "Tre Taccole" prendono parte ad una avventurosa caccia al drago a cui partecipano anche Ranuncolo, Yennefer e la banda di nani di Yarpen Zigrin. Il racconto, animato da molti personaggi, è la classica quest avventurosa e riprendere il motivo medievale (molto usato anche nel fantasy) del drago custode di tesori, parodiando fra l'altro la figura dell'eroe-cavaliere ammazzadraghi.
  • Una scheggia di ghiaccio: Geralt e Yennefer di nuovo uniti nella città di Aedd Gynvael, ma un altro mago, Istredd, si metterà fra loro (nella serie tv occupa ampio spazio ma nei libri compare solo in questo racconto).
  • Il fuoco eterno: a Novigrad Geralt e Ranuncolo si trovano in un osteria con Dainty Biberveldt un mercante mezzuomo...quando arriva un altro Dainty Biberveldt! Basato sul tema del doppio, presenta risvolti comici ed è uno dei racconti apparentemente più leggeri della raccolta (non rinuncia però a veicolare un messaggio etico).
  • Un piccolo sacrificio: ha alcuni punti di contatto con La Sirenetta. Geralt viene ingaggiato dal principe Agloval di Bremervoord come interprete per convincere la sua innamorata Sh'eenaz, una sirena, a lasciare il mare. Grazie a Ranuncolo Geralt incontra la cantastorie Occhietto.
  • La spada del destino: ritroviamo Geralt come ambasciatore nel bosco di Brokilon abitato dalle driadi; guidato da Breann, un'umana adottata dalle driadi, salva una bambina da un mostro. Torna il grande tema della predestinazione, uno dei cardini della saga.
  • Qualcosa di più: questo lungo racconto raccoglie al suo interno diversi episodi e richiama in scena la Legge della Sorpresa. Geralt viene ferito e durante il delirio rivivrà vari episodi del suo passato. Finalmente ci viene chiarita la linea temporale che collega i racconti legati alla dinastia di Cintra e alla maga Yennefer, spingendoci fin sulla soglia della pentalogia di romanzi.
Ho già parlato del world building e del personaggio di Geralt nel post precedente, Per non ripetermi, qui mi soffermerò su altre cose.

Personaggi
Il rapporto sentimentale fra la maga Yennefer (già incontrata in Il guardiano degli innocenti) e Geralt che sarà il principale della serie, è adolescenziale e melodrammatico. Sapowski nonostante la sua maestria narrativa, difficilmente riesce a raccontare i sentimenti in maniera convincente, e Yennefer è uno dei personaggi più carenti in questo senso.
Vediamo Geralt alle prese con un gran numero di personaggi femminili: l'avventura con Occhietto ha il sapore di una ballata malinconica, mentre Breann delle driadi ci offre la possibilità di vedere la tenerezza nascosta dello strigo. Il dialogo con la regina delle driadi Eithnè ci svela il perché del titolo del libro: "la spada del destino ha due lame, una sei tu", l'altra è il destino che aspetta tutti, ovvero la morte, che infatti compare nell'ultimo racconto nella forma di una pallida fanciulla rimarcando il lato profondamente umano dello strigo.
La comparsa fugace di Visenna, la madre di Geralt (si ritrova nel racconto La strada del non ritorno nell'omonima antologia) ci apre uno scorcio inaspettato sul passato di Geralt del quale sicuramente vorremo sapere di più. Rincontriamo la regina Calanthe ma soprattutto vediamo finalmente in scena Ciri, la bambina sorpresa che in queste sue prime apparizioni è forse l'unico personaggio teneramente ingenuo, fresco e non disilluso di tutta la saga. 
In Il limite del possibile troviamo una grande varietà di co-protagonisti e comparse che sono uno dei punti di forza di Sapkowsi: non tanto i grandi protagonisti, ma la moltitudine di guardie, contadini, osti, guerrieri, banditi, nani, maghi strambi e druidi ecologisti che animano le sue pagine, donando verve e movimento alla narrazione.

Stile
Rispetto alla raccolta precedente troviamo meno spunti favolistici e un maggiore approfondimento di tematiche chiave quali il razzismo come fonte di cieca violenza, la "mostruosità" degli umani, il destino che irretisce ogni cosa. Non troviamo un racconto a fare da cornice ma Qualcosa di più tira le somme di tutti stabilendo una chiara successione temporale e riempendo i buchi narrativi.
Come ho già accennato nell'altro post, lo stile di Sapkowski è caratteristico e suscita sia plauso che biasimo: personalmente apprezzo i salti temporali, le variazioni di punti di vista, l'uso massivo dei dialoghi e l'ironia ammiccante e corposa che riequilibrano i punti deboli a livello di world building e personaggi. Pur essendo una lettura scorrevole, bisogna prestare attenzione ai particolari per non smarrirsi negli intrichi della trama.

Consigliato? Sì!
Come la raccolta precedente La spada del destino è una lettura piacevole e particolare, la consiglio (sicuramente dopo aver letto Il guardiano degli innocenti) sia agli appassionati di fantasy sia a chi ha apprezzato la serie tv e vuole approfondire la storia.

Se hai già letto il libro 
ATTENZIONE, SPOILER!
Ma quanto è antipatica Yennefer? Perché, perché proprio lei io mi chiedo?
Mangiacapre vince il premio ammazzadraghi dell'anno.

Utilità
Nel 2019 in previsione dell'uscita della serie tv, La spada del destino è stato rieditato a mio avviso con una copertina migliore. 
Fra il 1993 e il 1995 è uscita la prima (di tre) serie di fumetti tratti dalla saga scritti da Maciej Parowski e disegnati da Bogusław Polch, da La spada del destino è stato adattato solo il racconto Il limite del possibile.
La saga di Geralt di Rivia è il tipico prodotto intermediale, infatti nel corso degli anni è stata adattata nelle più diverse forme:
  • La serie di sei fumetti Wiedźmin editi fra il 1993 e il 1995 scritti da Maciej Parowski e disegnati da Bogusław Polch (non tradotti in italiano)
  • Il gioco di ruolo da tavola Wiedźmin: Gra Wyobraźni del 2001 (mai tradotto dal polacco).
  • Il film polacco del 2001 Wiedźmin (esiste una versione DVD con doppiaggio tedesco e sottotitoli inglesi intitolata The Hexer) basato sul racconto Una questione di prezzo di Il guardiano degli innocenti.
  • La serie tv polacca del 2002 Wiedźmin in tredici episodi, prequel del film a partire dalla giovinezza di Geralt e dall'addestramento come strigo rifacendosi in parte a Il guardiano degli innocenti e a La spada del destino.
  • Il videogioco The Witcher del 2007 ambientato dopo l'ultimo volume della saga letteraria. 
  • Il videogioco The Witcher 2: Assassins of Kings del 2011 la cui trama segue il videogioco precedente.
  • La mini serie di fumetti (due tomi) del 2011 Racja stanu scritti da Maciej Parowski e disegnati da Przemysław Truściński la cui storia si colloca fra i racconti La spada del destino e Qualcosa di più della raccolta La spada del destino (non tradotto in italiano).
  • L'antologia del 2013 Opowieści ze świata Wiedźmina che raccoglie otto racconti di scrittori russi e ucraini ambientati nel mondo di Geralt di Rivia (non tradotta in italiano).
  • Il gioco da tavola The Witcher - Il gioco di avventura del 2014.
  • La serie di fumetti The Witcher iniziata nel 2014 e tuttora in corso inizialmente scritta da Paul Tobin e disegnata da Joe Querio per la Dark House Comics è stata tradotta in parte anche in italiano.
  • Il videogioco The Witcher 3: Wild Hunt del 2015 che segue gli eventi di quello del 2011.
  • Il videogioco The Witcher Battle Arena del 2015.
  • L'antologia del 2017 Szpony i kły che raccoglie undici racconti di vari scrittori ambientati nel mondo di Geralt di Rivia (non tradotta in italiano).
  • Il videogioco di carte Gwent: The Witcher Card Game del 2018.
  • Il videogioco Thronebreaker: The Witcher Tales del 2018 che ha per protagonista Meve di Lyria e Rivia.
  • Il videogioco Soulcalibur VI del 2018 fra i personaggi compare anche Geralt di Rivia.
  • Il videogioco Monster Hunter: World del 2018  fra i personaggi compare anche Geralt di Rivia.
  • Il gioco di ruolo da tavola The Witcher - Il gioco di ruolo del 2018.
  • La serie tv americana The Witcher del 2019, la prima stagione è basata su alcuni dei racconti di Il guardiano degli innocenti e La spada del destino.
Alcuni siti utili ad approfondire l'universo della saga sono: Witcher Wiki di Gamepedia e Witcher Wiki di Fandom.
La saga di Geralt di Rivia nei vari media: The Witcher: da romanzo sconosciuto a fenomeno di costume.

Il guardiano degli innocenti

Il guardiano degli innocenti di Andrzej Sapkowski, EditriceNord, 2010
Numero pagine: 370
Lingua originale: polacco
Titolo originale: Ostatnie życzenie
Prima edizione: 1993
Prima edizione italiana: 2010
Genere: raccolta di racconti fantasy grimdark
Ambientazione: il Continente in un mondo immaginario
Epoca: indefinita

Sapendo che a dicembre sarebbe uscita la serie tv The Witcher tratta dalla saga dello scrittore polacco Andrzej Sapkowski, avevo deciso che avrei letto i libri per tempo, prima di dedicarmi alla visione televisiva. E invece ho letto e guardato tutto nelle ultime tre settimane. Solitamente raggruppo tutti i volumi di una saga in un unico post ma in questo caso, vista la quantità di cose da dire e la varietà di forma letteraria, ho deciso di dedicare singoli post ad ogni tappa della storia di Geralt di Rivia.
E te lo dico subito: i libri e la serie tv sono piuttosto diversi, sia come trama sia come caratterizzazione dei personaggi.

Per la storia editoriale e l'ordine di lettura  vedi in basso.
Questa saga benché nasca in forma letteraria, ha avuto grande successo soprattutto grazie ai tre video giochi che ne sono stati tratti The Witcher del 2007, The Witcher 2: Assassins of Kings del 2011 e The Witcher 3: Wild Hunt del 2015. Infatti l'opera di Sapkowski è stata tradotta in moltissime lingue solo dopo che i video giochi avevano dato una certa notorietà al personaggio di Geralt di Rivia, con grande scorno dello scrittore come si può leggere nelle varie interviste.
Ma veniamo al volume in questione: en passant rilevo che a noi italiani piace fare gli alternativi, infatti il titolo originale del volume, L'ultimo desiderio, rimane in tutte le traduzioni,  tranne la nostra che ci rifila questo "guardiano degli innocenti". Il che è comico visto che Geralt non è il classico cavalier servente che combatte per difendere gli oppressi, ed anzi, Sapkowski ci offre più volte delle parodie di tale tipo di paladino.
Al solito anche la copertina non brilla per bellezza, anche se quanto meno non ritrae un tizio a caso che non c'entra niente con la narrazione.
Ma veniamo al contenuto.

Trama
Il guardiano degli innocenti è una raccolta di racconti su Geralt di Rivia, uno strigo (riguardo a questa parola vedi oltre) ovvero un cacciatore di mostri prezzolato, un umano sottoposto ad un duro addestramento e a trattamenti con erbe e pozioni che hanno mutato il suo fisico donandogli forza, resistenza e sensi potenziati. 
I racconti contenuti in questa raccolta sono:
  • La voce della ragione: diviso in sette parti fa da cornice agli altri racconti e li intervalla, è ambientato nel tempio di Melitele nella città di Ellander dove lo strigo Geralt si trova per essere curato. L'inizio dei grandi cicli narrativi rimane sempre celebre, e se per questa saga vi aspettavate qualcosa di epico, beh...rimarrete sorpresi perché inizia con una scena di sesso. Nel corso di questo racconto oltre ad iniziate a conoscere Geralt incontriamo la sacerdotessa Nenneke, burbera ma in realtà legata allo strigo, e Ranuncolo, un bardo itinerante e amico di Geralt.
  • Lo strigo: in questo racconto vediamo per la prima volta Geralt in azione nel suo ruolo "professionale" nella città di Wyzima in Temeria. Assoldato per risolvere un problema legato al passato di re Foltest, dovrà vedersela con una strige.
  • Un briciolo di verità: richiama la favola La bella e la bestia, nel cui ruolo troviamo Nivellen, mezzo uomo e mezzo animale vittima di una maledizione.
  • Il male minore riprende invece alcuni elementi di Biancaneve. Nella città di Blaviken un mago, Stregobor, cerca di ingaggiare Geralt per farsi difendere da Renfri, una delle molte principesse toccate dalla profezia del Sole Nero, e secondo questa destinate a spargere sangue nel mondo. Il concetto di "male minore" l'idea che bene e male non siano mai così netti come appaiono sono fra i temi principali della saga.
  • Una questione di prezzo rielabora alcuni motivi favolistici che giocheranno un ruolo importante nelle vicende successive della saga, viene citato anche un episodio minore in cui ritroviamo una deformazione della favola di Tremotino. Geralt viene incaricato da Calanthe, regina di Cintra, di presenziale alla festa di fidanzamento della figlia Pavetta. Nel corso del racconto veniamo a conoscenza della Legge della Sorpresa e di come la predestinazione sia una forza ineludibile nell'universo di Geralt.
  • Il confine del mondo è ambientato nella fertile valle di Dol Blathanna e per la prima volta vengono forniti alcuni particolari sul popolo elfico che abitava il Continente prima dell'arrivo degli umani. Geralt in compagnia di Ranuncolo viene reclutato per combattere un misterioso "diavolo" dai contadini del villaggio di Posada, ma la creatura si rivelerà qualcosa di diverso dai soliti mostri. Rilevante anche se in chiave fantasy è il tema del colonialismo.
  • L'ultimo desiderio vede di nuovo Geralt e Ranuncolo insieme e gioca sul motivo del genio in bottiglia e dei tre desideri. Racconta del primo incontro fra Geralt e la maga Yennefer.
World building
Geralt si muove in un ambientazione medievale in un non meglio definito Continente di un mondo alternativo in cui si trovano elfi, nani, mezzuomini, gnomi, maghi ed un buon numero di mostri. E qui veniamo ad un primo problema riguardante la saga: il world building non è dei migliori. Sapkowski infatti nomina una quantità smisurata di creature magiche, regni, città, villaggi senza che questi vengano ben caratterizzati o collocati. In parte questo è dovuto banalmente alla mancanza di una mappa, ma anche e soprattutto alla mancanza di particolari portanti a cui ancorare personaggi e luoghi per poterli distinguere gli uni dagli altri; pensavo che questa sensazione di indefinitezza fosse dovuta al fatto che si tratta del primo volume della saga, ma purtroppo è una caratteristica che si mantiene per tutta la sua lunghezza.

Razze e creature magiche
Gli elfi non hanno l'algida dignità dei loro fratelli tolkeniani (e relativi epigoni), sono laceri, rancorosi, disperati, sicuramente non più saggi degli altri. Sterminati, soppiantati ed in fine esclusi o sfruttati hanno una profondità tragica inedita per questo tipo di personaggi. L'elfico è un misto di gaelico e gallese. I nani sono i classici personaggi grezzi amanti di armi e metallo ma in fondo corretti e leali; sono spesso al centro di situazioni comiche o salaci. Gli gnomi pur essendo una delle razze più antiche sono poco definiti sia qui che nel resto della saga, trovano spazio maggiore solo in Il male minore come eco dei sette nani di Biancaneve. Dei mezzuomini parlerò nel post successivo visto che hanno un ruolo importante in uno dei racconti di La spada del destino.
Per quanto riguarda le altre creature magiche ho trovato convincenti quelle messe al centro di un racconto e quindi più ben definite. Originarie del folklore di diverse culture sono state risemantizzate da Sapkowski e dotate di una certa profondità psicologica. Anche i mostri provengono per lo più dal folklore (tranne alcuni che portano nomi latini di insetti), fortunatamente anche da culture poco inflazionate nel fantasy.

Personaggi
Paradossalmente ho trovato più ben costruiti e caratterizzati i co-protagonisti. Il tratto interessante di Geralt è che pur essendo stato ricreato come uno strumento ammazzamostri e per tanto considerato privo di principi, è uno dei pochi ad avere un'etica, che inevitabilmente lo porta ad essere disprezzato dagli stessi individui che sta cercando di difendere. Ma è anche un personaggio non del tutto coerente, privo di unità e di una vera complessità psicologica. Il punto debole di Sapkowski sono infatti i sentimenti, che non riesce a rendere in maniera credibile.

Stile
Lo stile di Sapkowski per la sua particolarità ha sia estimatori che detrattori. Io l'ho trovato scorrevole soprattutto in questi primi volumi di racconti, a volte avrei voluto maggiori chiarimenti ma la narrazione scivola fluentemente verso il finale. L'uso di una tecnica narrativa mista che saltando da un punto di vista all'altro mostra le vicende in maniera sfaccettata, così come il ricorrere a tempi sfasati crea un effetto mosso interessante ma anche a tratti difficile da seguire. Bisogna sempre mantenere alta l'attenzione per i particolari, in modo da non perdersi nel gioco di rimandi fra passato e presente.
Il lessico è molto vario, probabilmente anche grazie al lavoro della traduttrice Raffaella Belletti: vengono nominati animali, uccelli, piante (per mio sommo piacere) e grazie a questo libro ho imparato cos'è un giaco e chi sono lo starosta e il voivoda. 
I dialoghi predominano sulle parti descrittive e narrative, espediente che è stato gestito abbastanza bene anche se a volte risulta forzato, vedi le chiacchierate fra Geralt e il suo cavallo.
Ma il carattere principale di Sapkowski è sicuramente l'ironia, infatti l'Autore è in grado di creare personaggi e situazioni divertenti, triviali, paradossali, spesso giocando con topoi letterari di genere, riuscendo però al contempo a veicolare dei messaggi etici. Si tratta quindi di un'ironia a tratti grossolana e popolare, a tratti amara e anti-eroica.

Consigliato? Sì!
Pur avendo dei punti deboli è una lettura piacevole e inconsueta. Lo consiglio anche a coloro che non sono particolarmente appassionati di fantasy ma apprezzano i motivi favolistici. So che molti hanno dei "pregiudizi" verso la narrativa breve, a voi dico: provate a leggere anche racconti, non ve ne pentirete, soprattutto in un genere come il fantasy.
Sulla parola strigo
Guardando la serie tv con un'amica mi è stato fatto notare come il maschile strigo indichi il cacciatore ed il femminile strige il mostro, quanto sessismo! :D
Non avevo ma considerato questa cosa perché sapevo che la coincidenza nominativa fra strigo e strige si ha solo in italiano. L'Autore infatti ha espressamente richiesto che le sue opere venissero tradotte direttamente dal polacco, sicché n ogni lingua la professione di Geralt è un calco dall'originale polacco wiedźmiński da wiedźma "strega": così si ha in inglese witcher da witch, in francese sorceleur da sorciére, in tedesco hexer da hexe ecc. In Italiano si è scelto di chiamare gli uccisori di mostri "strighi" volgendo la parola "strega" al maschile, parola che etimologicamente deriva dal latino stryx, una creatura mitologica femminile in forma di uccello che succhia il sangue a uomini e bambini, alla quale Sapowsky si è ispirato per creare la strige. A complicare ulteriormente le cose sta il fatto che nel corso della serie troviamo anche i maghi e le maghe, queste ultime chiamate a volte streghe in segno di spregio...sarei curiosa di sapere come sono stati tradotti questi termini nei vari paesi, essendo la terminologia degli "operatori del magico" molto variegata e a volte difficile da trasporre.

Storia editoriale e ordine di lettura
All'origine della saga si trovano alcuni racconti di Sapkowski pubblicati sulla rivista polacca Fantastyka fra il 1986 e il 1990, poi uniti nella raccolta Wiedźmin del 1990; dei cinque racconti qui contenuti quattro saranno rimaneggiati e entreranno nella raccolta L'ultimo desiderio (ovvero il nostro Il guardiano degli innocenti) pubblicata nel 1993. Il quinto racconto Droga, z której się nie wraca "La strada del non ritorno" del 1988 narra dell'incontro fra i genitori di Geralt e troverà una sua collocazione nell'antologia Coś się kończy, coś się zaczyna "Qualcosa finisce, qualcosa comincia" del 2010 pubblicata in Italia nel 2019 con il titolo La strada del non ritorno. Il titolo polacco è dovuto all'unico altro racconto legato alla saga di Geralt di Rivia di questa raccolta, Qualcosa finisce, qualcosa comincia, un racconto non canonico scritto da Sapkowski in occasione del matrimonio di alcuni amici. Narra del matrimonio fra lo strigo e Yennefer e può essere letto indipendentemente da qualsiasi ordine non essendo inseribile nella narrazione vera e propria della saga.
L'ordine di pubblicazione originale:
  • La raccolta Wiedźmin del 1990 (racconti già pubblicati negli anni precedenti, poi rimaneggiati).
  • La raccolta La spada del destino del 1992.
  • La raccolta Il guardiano degli innocenti del 1993 (contiene alcuni racconti rimaneggiati da Wiedźmin del 1990).
  • Il romanzo Il sangue degli elfi del 1994.
  • Il romanzo Il tempo della guerra del 1995.
  • Il romanzo Il battesimo del fuoco del 1996.
  • Il romanzo La Torre della Rondine del 1997.
  • Il romanzo La Signora del Lago del 1999.
  • L'antologia Coś się kończy, coś się zaczyna "Qualcosa finisce, qualcosa comincia" del 2010 che contiene il raccolto La strada del non ritorno, originariamente raccolto in  Wiedźmin del 1990 (gli altri racconti non fanno parte della saga).
  • Il romanzo La stagione delle tempeste del 2013
L'ordine cronologico interno (secondo gli eventi narrati dal più remoto al più recente, seguendo la fabula):
  • Il racconto La strada del non ritorno.
  • La raccolta Il guardiano degli innocenti.
  • Il romanzo La stagione delle tempeste.
  • La raccolta La spada del destino.
  • Il romanzo Il sangue degli elfi.
  • Il romanzo Il tempo della guerra.
  • Il romanzo Il battesimo del fuoco.
  • Il romanzo La Torre della Rondine.
  • Il romanzo La Signora del Lago.
In Italia la Nord ha pubblicato le traduzioni dei volumi della saga nel seguente ordine che è anche il giusto ordine di lettura:
  • La raccolta Il guardiano degli innocenti nel 2010.
  • La raccolta La spada del destino nel 2011.
  • Il romanzo Il sangue degli elfi nel 2012.
  • Il romanzo Il tempo della guerra nel 2013.
  • Il romanzo Il battesimo del fuoco nel 2014.
  • Il romanzo La Torre della Rondine nel 2015.
  • Il romanzo La Signora del Lago nel 2015.
  • Il romanzo La stagione delle tempeste nel 2016.
  • Il racconto La strada del non ritorno nell'omonima antologia nel 2019.
Utilità
In occasione dell'uscita della serie tv del 2019, Il guardiano degli innocenti è stato rieditato, a mio avviso con una copertina migliore. 
Fra il 1993 e il 1995 è uscita la prima (di tre) serie di fumetti tratti dalla saga scritti da Maciej Parowski e disegnati da Bogusław Polch. Da Il guardiano degli innocenti sono stati adattati Geralt basato sul racconto Lo strigo, Il male minore dall'omonimo racconto, L'ultimo desiderio dall'omonimo racconto. Non sono mai stati tradotti.
La saga di Geralt di Rivia è il tipico prodotto intermediale, infatti nel corso degli anni è stata adattata nelle più diverse forme:
  • La serie di sei fumetti Wiedźmin editi fra il 1993 e il 1995 scritti da Maciej Parowski e disegnati da Bogusław Polch (non tradotti in italiano)
  • Il gioco di ruolo da tavola Wiedźmin: Gra Wyobraźni del 2001 (mai tradotto dal polacco).
  • Il film polacco del 2001 Wiedźmin (esiste una versione DVD con doppiaggio tedesco e sottotitoli inglesi intitolata The Hexer) basato sul racconto Una questione di prezzo di Il guardiano degli innocenti.
  • La serie tv polacca del 2002 Wiedźmin in tredici episodi, prequel del film a partire dalla giovinezza di Geralt e dall'addestramento come strigo rifacendosi in parte a Il guardiano degli innocenti e a La spada del destino.
  • Il videogioco The Witcher del 2007 ambientato dopo l'ultimo volume della saga letteraria. 
  • Il videogioco The Witcher 2: Assassins of Kings del 2011 la cui trama segue il videogioco precedente.
  • La mini serie di fumetti (due tomi) del 2011 Racja stanu scritti da Maciej Parowski e disegnati da Przemysław Truściński la cui storia si colloca fra i racconti La spada del destino e Qualcosa di più della raccolta La spada del destino (non tradotto in italiano).
  • L'antologia del 2013 Opowieści ze świata Wiedźmina che raccoglie otto racconti di scrittori russi e ucraini ambientati nel mondo di Geralt di Rivia (non tradotta in italiano).
  • Il gioco da tavola The Witcher - Il gioco di avventura del 2014.
  • La serie di fumetti The Witcher iniziata nel 2014 e tuttora in corso inizialmente scritta da Paul Tobin e disegnata da Joe Querio per la Dark House Comics è stata tradotta in parte anche in italiano.
  • Il videogioco The Witcher 3: Wild Hunt del 2015 che segue gli eventi di quello del 2011.
  • Il videogioco The Witcher Battle Arena del 2015.
  • L'antologia del 2017 Szpony i kły che raccoglie undici racconti di vari scrittori ambientati nel mondo di Geralt di Rivia (non tradotta in italiano).
  • Il videogioco di carte Gwent: The Witcher Card Game del 2018.
  • Il videogioco Thronebreaker: The Witcher Tales del 2018 che ha per protagonista Meve di Lyria e Rivia.
  • Il videogioco Soulcalibur VI del 2018 fra i personaggi compare anche Geralt di Rivia.
  • Il videogioco Monster Hunter: World del 2018  fra i personaggi compare anche Geralt di Rivia.
  • Il gioco di ruolo da tavola The Witcher - Il gioco di ruolo del 2018.
  • La serie tv americana The Witcher del 2019, la prima stagione è basata su alcuni dei racconti di Il guardiano degli innocenti e La spada del destino.
Alcuni siti utili ad approfondire l'universo della saga sono: Witcher Wiki di Gamepedia e Witcher Wiki di Fandom.
La saga di Geralt di Rivia nei vari media: The Witcher: da romanzo sconosciuto a fenomeno di costume.

martedì 21 gennaio 2020

Shadowhunters - Serie The Mortal Instruments

Saga Shadowhunters serie The Mortal Instruments di Cassandra Clare
Shadowhunters: Città di ossa di Cassandra Clare, Mondadori, 2007
Numero pagine: 523
Lingua originale: inglese
Titolo originale: The Mortal Instruments: City of Bones
Prima edizione: 2007
Prima edizione italiana: 2007
Genere: young adult, urban fantasy, paranormal romance
Ambientazione: principalmente New York
Epoca: contemporanea

Clarissa Fray è un'adolescente come tante, o almeno è quello che pensa fino alla sera in cui con il suo migliore amico Simon Lewis va a ballare al Pandemonium, qui assiste ad uno strano omicidio perpetrato da misteriosi personaggi che solo lei può vedere. Fra questi il bel Jace dal volto d'angelo che le svela la loro natura: si tratta di Shadowhunters, cacciatori di demoni con sangue angelico, e quando Jocelyn, la madre di Clary, scompare misteriosamente, quest'ultima dovrà immergersi nello sconosciuto Mondo delle Ombre per scoprire la verità su sé stessa e sulla sua famiglia...

Shadowhunders - Città di cenere di Cassandra Clare, Mondadori, 2008
Numero pagine: 472
Lingua originale: inglese
Titolo originale: The Mortal Instruments: City of Ashes
Prima edizione: 2008
Prima edizione italiana: 2008
Genere: young adult, urban fantasy, paranormal romance
Ambientazione: principalmente New York
Epoca: contemporanea

Dopo la rivelazione di Valentine sulla parentela fra Clary e Jace i due fanno di tutto per comportarsi come fratello e sorella, ma su Jace gravano i sospetti del Conclave. Valentine dopo aver ottenuto la Coppa Mortale punta ad un altro strumento angelico, la Spada dell'Anima che gli darebbe il potere di costituire un esercito demoniaco da muovere contro il Conclave, ma per questo deve officiare un rituale di Trasformazione tramite il sangue dei Nascosti...

Shadowhunters: Città di vetro di Cassandra Clare, Mondadori, 2009
Numero pagine: 576
Lingua originale: inglese
Titolo originale: The Mortal Instruments: City of Glass
Prima edizione: 2009
Prima edizione italiana: 2009
Genere: young adult, urban fantasy, paranormal romance
Ambientazione: principalmente la città immaginaria di Alicante a Idris e New York
Epoca: contemporanea

Clary scopre finalmente degli indizi su come risvegliare sua madre, e per fare questo dovrà recarsi ad Alicante, città principale di Idris la patria degli Shadowhunters dove si trovano anche Jace, Alec, Isabelle e gli altri cacciatori per capire come fronteggiare Valentine. Qui oltre ad Aline Penhallow e Helen Blackthorn incontrano l'ambiguo Sebastian Verlac...

Shadowhunters: Città degli angeli caduti di Cassandra Clare, Mondadori, 2011
Numero pagine: 472
Lingua originale: inglese
Titolo originale: The Mortal Instruments: City of Fallen Angels
Prima edizione: 2011
Prima edizione italiana: 2011
Genere: young adult, urban fantasy, paranormal romance
Ambientazione: principalmente New York
Epoca: contemporanea

Scoperti i veri genitori di Jace lui e Clary hanno finalmente una possibilità di stare insieme dopo la sconfitta di Valentine e Jonathan, ma le cose non sembrano andare per il meglio per nessuno dei protagonisti: Simon viene avvicinato dall'ambigua vampira Camille, cacciato dalla madre va a vivere con un ragazzo di nome Kyle e Maia e Isabelle scoprono di starlo frequentando entrambe, inoltre si nutre per la prima volta di un'essere umano, Maureen. E nel mentre alcuni Shadowhunters spariscono...

Shadowhunters: Città delle anime perdute di Cassandra Clare, Mondadori, 2012
Numero pagine: 552
Lingua originale: inglese
Titolo originale: The Mortal Instruments: City of Lost Souls
Prima edizione: 2012
Prima edizione italiana: 2012
Genere: young adult, urban fantasy, paranormal romance
Ambientazione: New York, Venezia, Praga, Irlanda
Epoca: contemporanea

Lilith è stata sconfitta ma Sebastian e Jace sono spariti e i suoi amici non riescono a trovare un modo per rintracciarli, finché non sono loro stessi a presentarsi a Clary, la quale decide di seguirli per tentare di salvare Jace, nonostante il controllo che Sebastian esercita su di lui. Così mentre Simon, i Lightwood, Magnus, Maia e Jordan  cercano uno strumento per separarli, Clary passa le sue giornate con i "figli" di Valentine...

Shadowhunters: Città del fuoco celeste di Cassandra Clare, Mondadori, 2014
Numero pagine: 756
Lingua originale: inglese
Titolo originale: The Mortal Instruments: City of Heavenly Fire
Prima edizione: 2014
Prima edizione italiana: 2014
Genere: young adult, urban fantasy, paranormal romance
Ambientazione: principalmente New York, Los Angeles, Alicante a Idris
Epoca: contemporanea

I suoi amici sono riusciti a sottrarre Jace al legame con Sebastian tramite Gloriosa, la spada dell'arcangelo Michele che brucia del fuoco celeste, ma quel fuoco pervade ora il giovane. Vari istituti fra cui quello di Los Angeles vengono attaccati da Sebastian che con il sangue di Lilith crea nuovi Shadowhunters oscuri; riescono a sfuggirgli i fratelli Blackthorn e Emma Carstrais. Il Conclave si trova davanti ad una nuova minaccia: come fermare una volta per tutte Sebastian?

Era un po' che pensavo di darmi ad una di quelle saghe fantasy young adult in cui sì, si salva il mondo e si combatte il male, ma prima di tutto la storia d'amore; ero curiosa di vedere come si intrecciavano il world building e la tematica sentimentale e se quest'ultima andava a discapito della coerenza narrativa. Così ho scelto totalmente a caso fra quelle più conosciute degli ultimi anni e mi sono buttata su Shadowhunters avendo seguito quasi tutta la serie tv nonostante trovassi estremamente antipatici i protagonisti; a ben vedere anche questa è stata una ragione della mia scelta, sincerarmi che i personaggi dei libri fossero un po' più apprezzabili di quelli della serie tv (in effetti quelli scritti sono un po' meglio, ma comunque piuttosto mediocri per non dire pessimi).
Giusto di passaggio mi sento di rilevare come le copertine , al solito, abbiano ben poca attinenza con il contenuto dei romanzi: chi sarebbero i tizi che vi compaiono, e perché hanno delle linee colorate in faccia? Vorrebbe essere un accenno alle rune degli Shadowhunters, che però, viene detto più volte,  vengono tracciate sul corpo e non sul viso? Mistero. Però quanto meno sono insolitamente sobrie trattandosi di una serie di questo tipo! Ma come vuole il proverbio non ho giudicato il libro dalla copertina e mi sono dedicata alla lettura, e se i primi volumi mi prendevano poco li ultimi li leggevo in due o tre giorni, e devo ammetterlo, per un motivo abbastanza triviale visto che la domanda a cui volevo trovare risposta era: Jace e Clary riusciranno a fare sesso prima della fine della serie?
Oh, l'ho detto, ma giuro che arrivata al sesto libro non ne potevo più di interruzioni, inconvenienti ecc. Chiaramente non vi svelo la risposta, ma forse il fatto che fosse quest'unica motivazione a spingermi ad arrivare alla fine della serie risponde già ai miei interrogativi iniziali sulla credibilità di questo genere. 
Infatti in questa prima serie di Shadowhunters ciò che davvero ha un ruolo centrale è la parte romance, prima fra tutte le storia fra Jace e Clary
ATTENZIONE: DA QUI IN AVANTI TROVERETE VARI SPOILER, SE NON AVETE LETTO I LIBRI TORNATE DOPO AVERLO FATTO!
Iniziamo quindi con l'analizzare questi personaggi: Clary è il classico personaggio Mary Sue: avete presente Bella Swan di Twilight? Bella senza saperlo mentre per gli altri è evidente, un po' goffa ma in maniera tenera, ha un superpotere nascosto che però usa per il bene, senza particolari meriti diventa amica di tutti e fa innamorare irrimediabilmente il bello della situazione - oltre a tutti gli altri -, insomma la summa dei cliché sui personaggi femminili. Ecco Clarissa Fray/Fairchild/Morgenstein - sì hanno tutti un sacco di nomi - rientra a pieno titolo in questo tipo di personaggio (anche se, dobbiamo dirlo, non al livello di Bella Swan, come lei nessuna mai! Anzi no, Anastasia Steel le si avvicina parecchio). E Jace è in piena regola la sua classica controparte: estremamente desiderabile ha un guscio fatto di muscoli guizzanti ed occhi dorati con granella di sarcasmo e arroganza, che nasconde un cuore tenero e scioglievole che è stato spezzato o maltrattato nell'infanzia, per cui il nostro può essere descritto nei termini di un cioccolatino fondente: dolce e amaro ma che crea dipendenza. Infatti in lui convivono tutte le caratteristiche del bello e dannato: ha un lato oscuro che "vorrei ma non posso" dominare da reprimere, aneliti autodistruttivi, intenti iperprotettivi e una certa mania del controllo, ed ecco qui Edward Cullen...cioè Jace Wayland, forse è meglio Lightwood, no, Morgenstein...volevo dire Herondale...insomma Johnathan, ma non Sebastian, cioè...capito no?
Le avversità che imperversano ostacolando la loro storia sono in parte abbastanza classiche (per fortuna non c'è un* ex pazz* di mezzo, non so se sarei riuscita a tollerarlo), in parte totalmente astratte e paranoiche, ma ci si aggiunge la minaccia d'incesto che sembra stia diventando un must!
E poi, va bene che stiamo parlando di una quindici/sedicenne e di un diciassettenne quindi ci sta che non abbiano la saggezza del Dalai Lama, ma vogliamo parlare della vocazione autodistruttiva di questi due? C'è da farsi del male fisico e psicologico gratuito? Presto, tuffiamoci dentro con tutte le scarpe! Ma l'autoconservazione non va più di moda? Davvero volete farmi credere che gli adolescenti siano tutti così casi umani?
Tra l'altro trovo preoccupante il fatto che i grandi successi editoriali degli ultimi anni propongano come modelli desiderabili questo tipo di relazioni disfunzionali e squilibrate in cui l'essenza dell'amore vero è sofferenza, sacrificio, repressione di una propria parte "indesiderabile", in cui dopo cinque minuti che ci conosciamo sappiamo già che staremo insieme per sempre. Che aspettative si crea un adolescente che legge queste cose? E come riuscirà a fare i conti con la complessità della vita sentimentale e psicologica reale?
Inoltre, tornando alle caratteristiche letterarie, il fatto che questi personaggi siano scritti per stare insieme per sempre non permette loro di crescere ed evolvere, li rende piatti: infatti sappiamo a menadito com'è per Clary approcciare i pettorali di Jace ma ci viene detto poco di come ognuno affronti le morti, i continui cambiamenti di assetto famigliare, i traumi...questo fa sì che la psicologia dei personaggi sia veramente misera, banale e inverosimile.
Alle spalle della coppia principale troviamo quelle secondarie che rimangono molto più vaghe: l'immancabile - negli ultimi anni - coppia omosessuale e interrazziale Alec-Magnus che appagherà i lettori queer (come anche quella più defilata Helen-Aline), l'insospettabile fra l'algida bellezza dal cuore tenero Isabelle e lo sfigato ma non troppo Simon, ed in fine quella un po' fricchettona Maia-Jordan (Maia, ma che davero? Si perdona così facilmente uno che ti ha picchiato e morso la giugulare?). Vogliamo citare anche gli "attempati" e vagamente malinconici Jocelyn che dopo vent'anni si accorge di aver sempre amato Luke/Lucien? Benissimo, tutti un po' sbiaditi ma quasi più apprezzabili di Jace a Clary.
E gli antagonisti? Giunti alla fine dei sei romanzi, voi sapreste riassumermi in cosa consisteva l'ideologia di Valentine? Avete notato anche voi che sembra parecchio indeciso sui demoni? Vanno eliminati come ragione di vita o sguinzagliati per il mondo? Sebastian nella sua follia mi è risultato più convincente di suo padre ma in entrambi i casi non ci troviamo davanti a cattivi indimenticabili.
Dopo aver asfaltato i personaggi passiamo all'intreccio: questa è la classica serie in cui sai già a metà del primo libro che i protagonisti arriveranno indenni alla fine felicemente accoppiati e sconfiggeranno tutti i cattivi con la forza dell'unione dopo aver affrontato un certo numero di sfighe apparentemente mortali e insormontabili (progressivamente sempre più difficili) ma che saranno servite a svelare il loro vero potenziale e consolidare i loro legami. E se per caso moriranno, resusciteranno. Che detta così potrebbe essere la trama di metà della letteratura mondiale di ogni epoca, però c'è modo e modo di applicare queste dinamiche universali senza produrre forzature eccessive e dinamiche scontate.
E poi vogliamo parlare del fatto che in Città del fuoco celeste magicamente compaiono ed hanno ruoli di rilievo i Blackthorn, Emma Carstrais, fratello Zaccaria e Tessa Gray? Ma chi sono adesso questi? Com'è che compaiono a rubare alla scena ai protagonisti che abbiamo seguito lungo cinque libri? E la risposta è che mentre pubblicava i volumi di questa serie la Clare dava alle stampe anche la serie Le origini/The Infernal Devices che nella cronologia interna ai romanzi si colloca prima di The Mortal Instruments e quindi si è trovata a doverli collegare, cosa che le è riuscita un po' come a Victor Frankenstein le cuciture di parti umane nella sua creatura.

Ho trovato alcuni espedienti per smuovere gli eventi piuttosto mediocri: solo per dirne una, che è anche quella che mi ha fatto ridere di più: in Città delle anime perdute la squadra dei buoni non sapendo che pesci pigliare evoca il demone Azaziel perché magari preso da un attacco di amore per gli umani spiegherà loro come dividere Jace e Sebastian, e nel bel mezzo della trattativa SIMON ENTRA NEL CERCHIO INSEGUENDO IL GATTO (!?!?!?!?) così, soprappensiero vado a mettermi in bocca a un signore dei demoni il quale decide quindi di non collaborare, e allora andiamo ad evocare l'angelo come avremmo dovuto fare cinque capitoli fa essendo Nephilim semiangelici. Ma sul serio?
O vogliamo parlare dei momenti cruciali in cui sarebbe il caso di passarsi informazioni su questioni di vita o di morte ed invece la gente amoreggia e perde tempo in quisquilie personali?
Se non altro in questi passaggi la Clare mi ha strappato una risata, anche se dubito fosse nel suo intento.

Veniamo quindi all'ambientazione fantasy, innanzitutto ci sono i Nascostivampiri e lupi mannari immancabili in buona parte degli urban fantasy degli ultimi quindici anni senza lode né infamia, stregoni con genitore1 demone e genitore2 umano poco caratterizzati, demoni che sono l'incarnazione del male e che quindi possono essere massacrati senza rimpianti, le fate sono sicuramente la razza magica che mi ha colpito di più nonché la più caratteristica e originale (anche loro per la verità iniziano ad essere inflazionate ma vengono dipinte sempre in maniera diversa) costruita sul folklore celtico. Poi abbiamo gli Shadowhunters, umani con sangue angelico, cacciatori di demoni altezzosi, un po' razzisti e coperti di rune che sono la vera invenzione della Clare nonché il cuore del mondo da lei creato: non sono indimenticabili ma neanche totalmente da buttare, alcuni particolari come l'uso delle rune o il nominare le spade angeliche sono affascinanti e c'è stata una rielaborazione di motivi tratti dalla cultura giudaico-cristiana che ho apprezzato. In fine gli angeli, le cui apparizioni sono state fra le scene che ho più apprezzato di tutta la serie, hanno quella distanza dalla comune umanità che dovrebbe essere propria anche di vampiri e stregoni multicentenari che invece si divertono ad avere a che fare con gli adolescenti (con tutto il bene, ma voi vi ci immaginate a settecento anni suonati a stare dietro a un diciottenne?); non sono una banale incarnazione del bene, anzi, sono piuttosto ambigui, il che li rende più convincenti di molta parte della costruzione fantasy della serie.

Con ciò credo di aver demolito a sufficienza questi libri e possiamo passare alle - poche - cose che ho apprezzato. Innanzitutto come già accennato i riferimenti biblici ma anche gli elementi tratti dalla mitologia celtica che confluiscono soprattutto nella caratterizzazione delle fate e della loro regina: trovare i miei amati Thomas the Rhymmer e Gwyn ap Nudd e la sua Caccia selvaggia mi ha quasi emozionato. Inoltre mi sono piaciute le citazioni letterarie, da Faust alla Divina Commedia, da Milton ad Anne Rice, come anche il ricorrere di frasi in latino che mi sono divertita a tradurre male estemporaneamente, ma immagino che queste caratteristiche siano state apprezzate solo da una fetta ristretta di pubblico.
Lo stile di scrittura è semplice e scorrevole, ti fa scivolare leggero fino al finale senza intopparsi troppo in descrizioni e precisazioni inutili, il che non è necessariamente un pregio, però avendo io letto la serie a scopo "di ricerca" ho apprezzato il fatto di non dovermi arenare in pagine e pagine di infodump e fronzoli inconcludenti.
Il materiale romance che è poi a quanto ho capito la cosa che interessa davvero i lettori di questo genere è banale, inverosimile, a tratti francamente ridicolo, però in definitiva è il vero motore trainante di tutta la serie, quello che per l'appunto ti spinge ad arrivare alla fine...il che se non è propriamente un pregio è comunque un dato di fatto.
E stop, in sintesi queste sono le cose positive che ho rilevato.

Ma quello che davvero mi chiedo, la vera domanda che mi rimane alla fine di tutto è: ma Cassandra voleva dirci qualcosa con questa serie oltre a "Clary ama Jace"?
Che poi: io sto qui a criticare ma lo sapevo quando ho aperto il primo libro che non stavo andando a leggere un premio Nobel, quindi se è pur vero che non c'è un messaggio né profondità, che i personaggi sono ridicoli e che la trama scricchiola,  devo quasi a malincuore ammettere che nel loro genere hanno un loro perché, ed anzi in qualche strana forma ti prendono. Se ci pensate è un po' come quando vai a mangiare in un fastfood: sai per certo che stai mangiando qualcosa di mediocre ed un po' te ne vergogni pure, tanto che non vorresti farti beccare dai tuoi amici adulti e responsabili con il sacchetto unto pieno di panini...però non c'è niente come il sapore chimico di ingredienti scadenti messi alla rinfusa. E i paranormal romance urban fantasy young adult mygrandmotherinwheelbarrow (come fa fico chiamarli ora) sono così: mediocri ma inspiegabilmente saporiti.
Sicché considerando persone mediamente nerd, se siete adolescenti è molto probabile che questa serie vi piaccia, se avete passato i vent'anni potrebbe piacervi nonostante tutto, se avete passato i venticinque potrebbe non piacervi ma la leggerete nonostante tutto. Io in generale non ve la consiglio...però se volete svagarvi con un po' di spremuta di cuore con effetti speciali, questa è la serie che fa per voi.

Utilità
Questa prima serie è stata ripubblicata più volte con diverse copertine, nel 2014 è uscita la raccolta per Mondadori Shadowhunters - Prima trilogia che include Città di Ossa, Città di Cenere e Città di Vetro e nel 2016 Shadowhunters - Seconda trilogia che include Città degli angeli caduti, Città delle anime perdute, Città del fuoco celeste. Nel 2019 è stata pubblicata in Italia l'edizione illustrata di Città di Ossa con illustrazioni di Cassandra Jean (che ha già collaborato con la Clare in Storia di illustri Shadowhunter e e abitanti del mondo dei Nascosti) e Kathleen Jennings.
Dal primo libro nel 2012 è stata pubblicata da Th3rd World una graphic novel.
Nel 2013 da Shadowhunters: Città di ossa è stato tratto l'omonimo film con Lily Collins nei panni di Clary Fray e Jamie Campbell Bower nel ruolo di Jace.
Nel 2016 inizia la prima stagione della serie tv Shadowhunters che attraverso sei stagioni segue tutto l'arco narrativo della serie The Mortal Instruments (con variazioni e aggiunte anche notevoli rispetto ai romanzi).
Nel 2017 esce una seconda graphic novel basata sul primo libro con disegni di Cassandra Jean non tradotta in italiano.
Ad integrare questa prima serie di Shadowhunters vanno i volumi:
  • Shadowhunters - Pagine rubate pubblicato e tradotto nel 2012 raccolta di racconti brevi su alcuni personaggi di The Mortal Instruments.
  • Shadowhunters - Il codice pubblicato e tradotto nel 2013 consiste nel manuale degli Shadowhunters (scritto con Joshua Lewis).
  • Storia di illustri Shadowhunters e e abitanti del mondo dei Nascosti pubblicato e tradotto nel 2016 che raccoglie le biografie dei protagonisti della serie con illustrazioni di Cassandra Jean.
La serie Shadowhunters - Le origini poi The Infernal Devices ambientata nella Londra Vittoriana segue le vicende degli antenati dei protagonisti della serie The Mortal Instruments:
  • L'angelo del 2010 tradotto nel 2011
  • Il principe del 2011 tradotto nel 2012
  • La principessa pubblicato e tradotto nel 2013
Questa serie è stata adattata in versione manga da Hye-Kyung Baek ma non è mai stata tradotta in italiano.
La serie Shadowhunters - Dark Artifices ambientata alcuni anni dopo The Mortal Instruments vede protagonisti Emma Carstrairs e Jules Backthorn introdotti in Città del fuoco celeste:
  • Signora della mezzanotte pubblicato e tradotto nel 2016
  • Signore delle ombre pubblicato e tradotto nel 2017
  • Regina dell'aria e delle tenebre pubblicato e tradotto nel 2019
La serie Magnus Bane - The Eldest Curses ruota intorno allo stregone Magnus Bane e a Alec Lightwood e per ora è stato pubblicato solo il primo volume La mano scarlatta del 2019.
Sono in lavorazione altre due trilogie: The Last Hours seguito della serie Le origini/The Infernal Devices ad oggi composta solo da La Catena d'Oro,The Wicked Powers seguito di Dark Artifices.
Ci sono poi tre raccolte di racconti originariamente pubblicati in e-book e solo in seguito nella versione cartacea:
  • Le cronache di Magnus Bane comprende dieci racconti scritti in collaborazione con Maureen Johnson e Sarah Rees Brennan pubblicati per la prima volta nel 2013, segue le avventure dello stregone attraverso varie epoche fra cui anche gli archi temporali compresi nelle varie serie di romanzi.
  • Le cronache dell'accademia Shadowhunter comprende dieci racconti scritti con Sarah Rees Brennan, Robin Wasserman e Maureen Johson pubblicati per la prima volta nel 2015 e vede protagonista Simon Lewis dopo l'epilogo di The Mortal Instruments.
  • Fantasmi del Mercato delle Ombre include dieci racconti scritti in collaborazione con Sarah Rees Brennan, Robin Wasserman, Kelly Link e Maureen Johson pubblicati e tradotti fra il 2018 e il 2019 con protagonista Jem Carstrair e coprono il periodo fra la fine di The Infernal Devices e quella di Dark Artifice.
Oltre alla saga Shadowhunters le uniche opere di Cassandra Clare tradotte in italiano appartengono alla saga Magisterium scritta con Holly Black che comprende:
  • L'anno di ferro pubblicato e tradotto nel 2014
  • Il guanto di rame pubblicato e tradotto nel 2015
  • La chiave di bronzo pubblicato e tradotto nel 2016
  • La maschera d'argento pubblicato e tradotto nel 2017
  • La torre d'oro pubblicato nel 2018 e tradotto nel 2019
Il sito italiano di riferimento è Shadowhunters.it