mercoledì 30 maggio 2018

Santa o strega?

Santa o strega? - Donne e devianza religiosa tra Medioevo e Età moderna di Peter Dinzelbacher, ECIG, 1999
Numero di pagine: 348
Titolo originale: Heilige oden Hexen?
Lingua originale: tedesco
Prima edizione: 1995
Prima edizione italiana:1999
Genere: saggio

Viene dal mercatino dell'usato, tanto per cambiare. Come ormai saprete (ma chi?) praticamente leggo qualsiasi cosa contenga la parola "strega" sia esso un saggio o un romanzo; sicché sul genere ho collezionato un certo numero di volumi, questo però si discosta abbastanza dagli altri saggi incentrati specificamente sulla figura della strega, ed analizza invece il rapporto fra questa e la figura della santa, esaltandone le differenze ma soprattutto i punti in comune.
Il libro prende il considerazione l'Europa fra il basso Medioevo e l'Illuminismo (dal 200 al 600 circa).
Vengono considerate le streghe, che furono per lo più donne, e le mistiche, quindi l'indagine agisce in una dimensione principalmente femminile, tenendo conto però che furono quasi sempre degli uomini a decidere se una donna dovesse essere bruciata oppure santificata.
Carattere comune ad entrambe è la ricerca e la manifestazione di una religiosità "indipendente" dalla Chiesa, ovvero che non passa attraverso la mediazione ecclesiastica ma avviene direttamente dal singolo al divino, dunque una religiosità al di fuori del "normale", la cui natura andava determinata tramite il "discernimento degli spiriti", che però risulta a volte piuttosto soggettivo.
Il primo capitolo propone una carrellata di sante sospette di eresia o condannate come streghe come Giovanna d'Arco; donne che sembravano alternare estasi e possessione diabolica, altre successivamente condannate come eretiche ma che furono ritenute sante durante la loro vita, altre ancora, soprattutto nell'ultimo periodo considerato, che furono sottoposte all'attenzione dei medici del tempo. Si parla poi delle "false sante" ovvero di donne che cercarono di farsi passare come tali, delle quali si trova traccia fin dal XIII secolo; a volte il discrimine è molto sottili, in quanto in taluni casi è la stessa presunta santa a convincersi e autoindursi determinati sintomi. Il capitolo si chiude riassumendo le diverse categorie in cui venivano iscritte le donne "devianti" rispetto alla religiosità comune.
Il secondo capitolo definisce il modello di mistica individuandone le origini, la diffusione e le caratteristiche comuni alle varie mistiche, approfondendo anche la figura della "santa viva" ovvero colei che veniva considerata santa già in vita, e non solo dopo la morte. Si passa poi a definire lo stereotipo, per alcuni versi parallelo (anche temporalmente) della strega, le premesse che portarono alla caccia alle streghe e la relativa diffusione spaziale e temporale. Il capitolo si chiude con un incursione nelle identiche figure maschili del mistico e del mago.
Il terzo capitolo indaga le analogie fra la santa e la strega, confrontando parallelamente punto per punto le varie istanze.
Il quarto traccia invece le differenze fra i due modelli e le incompatibilità di fondo.
Il  quinto rileva come il dualismo del Cristianesimo fu la base del pensiero dicotomico santa-strega applicato alle donne "diverse".
Chiudono il volume la postfazione, le note, le indicazioni bibliografiche, le fonti iconografiche, e l'indice dei nomi.
Come si può vedere da questo breve riassunto dei contenuti si tratta di un libro molto ricco ma ben ordinato e chiaro nelle argomentazioni. L'ho trovato particolarmente interessante sia per l'indagine parallela che propone, sia per l'abbondanza di figure di donne particolari e poco conosciute, delle quali vengono tracciati in maniera breve ma non superficiale la vita e i tratti salienti. Insomma, è un saggio che va a completare quelli più decisamente incentrati sulla strega.
Non credo sia facilissimo da trovare nelle librerie visto che è un'edizione un po' vecchia, ma sporadicamente si trova on-line, ed è presente in molte biblioteche nazionali.

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