giovedì 1 ottobre 2015

Essiccazione e conservazione

Dopo aver raccolto le nostre erbe e averle portate a casa queste, a meno di non volerle usare fresche, vanno essiccate o lavorate. Prima di tutto controllate che non ci siano foglie o parti di altre erbe, insetti, polvere e terra, e che ciò che avete raccolto sia sano (no macchie scure, muffe ecc.).
In caso si tratti di piante o sommità fiorite con poca acqua all'interno come il Rosmarino, si possono raccogliere in mazzetti e appendere, se invece le erbe sono più umide, o sono singole foglie bisogna disporle in strati sottili rivoltandoli di tanto in tanto; si possono usare cestini di vimini piatti e larghi o gratticci, in modo che l'aria passi anche sotto e favorisca un'essiccatura uniforme, sono assolutamente da evitare i piani di metallo o plastica o di qualsiasi materiale che non lasci traspirare la droga. In mancanza di cestini e simili si possono stendere su fogli di carta da pacchi o dei sacchetti per il pane che assorbono l'umidità dell'erba. Un'altra alternativa facile e a basso costo è crearsi una piccola intelaiatura con assicelle di legno su cui tendere una retina, e se si ha un po' di posto all'aperto si può costruire un essiccatore solare con una struttura in legno in cui infilare "come cassetti" le reti tese sulle assicelle. Mai far seccare le erbe alla luce diretta del sole che potrebbe alterarle, meglio in luoghi ombrosi, asciutti e areati, ottimi sono portici, soffitte, verande.
I fiori visto che spesso sono molto ricchi d'acqua vanno sparsi in strati molto sottili; e così anche i frutti che sono solitamente molto umidi. Se sono grandi possono essere appesi al sole singolarmente per il picciolo, come si fa con i cachi, facendo attenzione a che non siano in contatto l'uno con l'altro o con la parete, oppure in lunghe collane come i fichi. Le radici vanno lavate ed evenutalmente spazzolate per rimuovere la terra, tagliate in pezzi per velocizzare il processo ed esposte al sole, e così anche le cortecce vanno ridotte in piccoli pezzi. I semi, soprattutto se avvolti da polpa o filamenti possono essere esposti al sole.
Tutti questi accorgimeni mirano a far asciugare la droga nel più breve tempo possibile, in modo che non si creino muffe che potrebbero danneggiare le sostanze utili contenute nelle varie parti. Le foglie sono pronte quando strofinate fra le dita scricchiolano e si rompono; i tempi dipendono dalla singola pianta, dal clima e dal luogo in cui le avete messe, ma diciamo che come minimo dovrete aspettare dieci gironi. Il colore deve essere il più vicino possibile alla pianta fresca: non devono formarsi macchie scure né deve annerirsi o ingiallirsi.
 I frutti possono essere riposti quando hanno una consistenza gommosa (quella dei fichi secchi per capirci), i semi quando sono perfettamente secchi, come quelli che si comprano per seminare o cucinare, e così pure le radici e le cortecce.
 In caso il clima sia stato umido durante il periodo di essicatura, le droghe possono essere esposte al sole per qualche ora prima di essere messe via.
Il periodo migliore per essiccare è quello della Luna calante, tenendo comunque conto che facilmente l'essiccazione durerà più di una singola fase lunare.
Indicativamente da:
1 kg di foglie o erbe si ottengono 150 g di droga secca
1 kg di radici o bulbi si ottengono 300 g di droga secca
1 kg di rami si ottengono 400 g di droga secca
1 kg di gemme si ottengono 500 g di droga secca
1 kg di cortecce si ottengono 500 g di droga secca (1)

A questo punto le nostre utili amiche vanno riposte in barattoli di vetro (meglio se scuro) o porcellana ben chiusi, etichettati con nome della pianta, data di raccolta ed eventualmente il luogo. Questo perché quando si iniziano ad avere dieci barattoli diversi a volte non ci si ricorda più cosa c'è dentro e non sempre le erbe sono riconoscibili dopo l'essicazione. I vasetti vanno conservati in un luogo asciutto e buio, perché la luce potrebbe deteriore le parti delicate come i fiori.
C'è chi prima di metterle negli appositi contenitori sminuzza le erbe in modo che siano più pratiche da usare, ma io personalmente preferisco farlo sul momento, in modo che i principi attivi rimangano intatti fino all'ultimo momento. Chiaramente questo discorso non vale per rami, cortecce e radici che non si potrebbero mettere via interi.
Per sminuzzare semi, cortecce e radici si può usare il mortaio, meglio se in pietra e non in legno (difficile da pulire) o in metallo (può modificare e degradare alcune sostanze utili), lavorando piccole dosi alla volta. In alternativa va bene anche un macina-caffé ben pulito; sarebbe meglio evitare i frullatori elettrici perché il calore generato dalle lame rotanti potrebbe far disperdere certi principi attivi. In mancanza d'altro si può usare una grattugia.

In linea di massima se essiccate e riposte correttamente, le foglie si conservano per circa un'anno, le radici e le cortecce anche di più, i fiori iniziano a perdere proprietà quando il loro colore sbiadisce. E per fortuna dopo l'anno ci troveremo di nuovo nel periodo di raccolta della pianta, quindi potremo rimpinguare le nostre dispense e non rimanere mai senza (ma la notate la perfezione di questa tempistica naturale?).
Nonostante le accortezze durante la raccolta, può accadere di ritrovarsi con vasetti mezzi vuoti contenenti piante secche da più di un anno: non buttatele via! Ricordate che sono esseri viventi e che le avete colte come un dono curativo e riarmonizzante. Se sono erbe profumate potrete mischiarle e metterle in sacchettini di tela da appendere negli armadi (qui una mia versione) o in pezze di tela da aggiungere all'acqua della vasca, od ancora usarle come decorazione di saponi o di sali da bagno. In qualsiasi caso non buttatele nella spazzatura, piuttosto mettetele sulla terra dei vasi come paciamatura (molte erbe utili e aromatiche hanno proprietà benefiche anche per gli altri vegetali, le vostre piantine ringrazieranno!) o nell'orto.


Note
(1) Tabella tratta da Scoprire, riconoscere e usare le erbe 

Fonti
Servirsi della luna, Johanna Paungger e Thomas Poppe, TEA, 2005
Scoprire, riconocere, usare le erbe, Umberto Boni e Gianfranco Patri, Fabbri Editori, 1979

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Vedi anche:
Raccolta 

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