giovedì 4 gennaio 2018

Il racconto dell'ancella

Il racconto dell'ancella di Margaret Atwood, Mondadori, 1988.
Numero di pagine: 313
Titolo originale: The Handmaid's Tale
Lingua originale: inglese
Prima edizione: 1985
Prima edizione italiana: 1988

Ho letto questo libro - purtroppo - solo dopo aver visto l'omonima serie del 2017, prima non lo conoscevo, ma, benché preferisca sempre leggere prima il libro e poi dedicarmi ai rifacimenti cinematografici, è stata comunque una scoperta piacevole, visto che entrambi mi hanno appassionato.
Anche questo libro l'ho trovato provvidenzialmente usato: ero stata tentata di comprare l'ultima edizione di Il Ponte delle Grazie, ma scartabellando fra i libri del mercatino dell'usato, me lo sono trovato davanti. Immaginate la soddisfazione: pagare 2 euro invece di 17 proprio il libro che desideravi leggere.
Quella che ho trovato è la prima edizione italiana, uscita 3 anni dopo la prima in lingua originale; sicché sono passati più di 30 anni da allora, ma Il racconto dell'ancella è ancora straordinariamente attuale.
Il racconto è in prima persona e prende la voce da una donna, chiamata Difred (nell'originale inglese Offred, il suo nome di nascita è vietato, sostituito da questa qualifica di appartenenza al Comandante di nome Fred) che vive negli odierni Stati Uniti in un tempo distopico sul finire del '900. In seguito a inquinamento, guerre e conseguenti disagi, fra cui un drastico calo della fertilità mondiale, ha preso il potere un gruppo teocratico e rigidamente gerarchico, chiamato la repubblica di Galaad, portando ad una rigida divisione in "caste" sia per gli uomini che per le donne. Ogni fascia deve assolvere a determinati compiti ed è costretta ad indossare abiti che rivelino l'appartenenza degli individui: al vertice stanno i Comandanti e le Mogli (vestite di blu), ci sono poi le Figlie (vestiti bianchi) destinate al matrimonio combinato con gli Angeli, ovvero i soldati; le Marte (verde) cioè le donne anziane o non fertili che curano le case dei Comandanti il cui nome è dovuto a Marta, la sorella del biblico Lazzaro; gli Occhi ovvero le spie presenti in tutto il tessuto sociale; i Guardiani giovani ai quali non è ancora permesso avere una donna, le Economogli dai vestiti multicolori, ed in fine le Ancelle dalle vesti scarlatte e le Zie (marrone). Le Ancelle si situano al margine della gerarchia femminile, poiché il loro compito è importante per Mogli e Comandanti, quanto scomodo: sono donne fertili  che unendosi ai Comandanti (sempre alla presenza della Moglie ed in maniera ritualizzata) porteranno in grembo quelli che diverranno a tutti gli effetti figli della copia, il tutto ricalcato sull'episodio biblico di Rachele, moglie sterile di Giacobbe e la sua serva Bilah i cui figli divengono di Rachele.
Difred è un'Ancella, il suo racconto spazia dal presente durante la sua permanenza nell'abitazione del Comandante Fred e della Moglie Serena Joy, al passato con flashback sulla sua vita precedente, aveva un compagno (forse giustiziato) ed una figlia data da crescere ad un'altra copia, quando lei è stata catturata durante un tentativo di lasciare il paese, con il crescere del potere di Galaad. Viene portata insieme ad altre donne al Centro Rosso dove forzata dalle Zie, sorte di kapò plenipotenti, viene addestrata come Ancella: l'alternativa era essere deportata nelle Colonie dove l'avrebbe aspettata una morte lenta ed atroce per gli effetti di materiali radioattivi, insieme agli altri indesiderati.
Durante il giorno Difred assolve ai suoi compiti sempre accompagnata da un'altra Ancella, Diglen, che però si rivela essere in contatto con un movimento clandestino chiamato Mayday.
Una sera il Comandante la invita nel suo studio, atto già di per sé proibito, e di volta in volta i due stringono un rapporto, basato sempre e comunque sul potere. Difred capisce che l'Ancella precedente, suicidatasi nella casa, aveva anch'essa avuto dei rapporti non leciti con il Comandante, ed è a questa donna che si deve la frase incisa nella stanza di Difred, che è diventata la più celebre del libro: Nolite te bastardes carborundorum "Non lasciare che i bastardi ti schiaccino".
Il Comandante arriva a far travestire Difred e portarla a Gezabele, una sorta di bordello di lusso, dove Difred ritrova Moira, la sua amica del tempo precedente alla dittatura.
La Moglie all'oscuro di tutto, convinta che il Comandante sia sterile, spinge Difred fra le braccia di Nick, l'autista-tutto fare di casa: fra i due nasce dell'affetto, ma gli eventi precipitano quando Diglen viene scoperta e si suicida; quando un furgone degli Occhi arriva alla casa del Comandante per prendere Difred, Nick, che si scopre essere una spia anch'esso, l'avverte di stare tranquilla, poiché in realtà si tratta del Mayday. La storia si chiude così, senza lasciarci capire se Difred è riuscita a fuggire ed attraversare la frontiera con il Canada o sia effettivamente stata giustiziata.
Nella finzione letteraria, la storia che noi leggiamo è una registrazione fatta da Difred, infatti l'ultima parte del libro consiste in uno studio condotto 200 anni dopo riguardo la repubblica di Galaad da alcuni studiosi del periodo che hanno tentato di ricavare notizie sull'identità e la fine di Difred.
La narrazione si divide in due parti principali, quella notturna in cui Difred è sé stessa, sola, e quella diurna durante la quale accadono le cose, entrambe però saltano dal presente al passato e riportano i pensieri della protagonista.
Chi ha visto la serie tv avrà notato che la parte dedicata dalla scrittrice a Luke e Moria è molto minore di quella in cui compaiono negli episodi, così come quella riservata a Janine, che viene nominata poche volte, e a Diglen.

Il racconto dell'ancella si inserisce nel solco dei romanzi distopici del 900 di cui i più famosi rappresentanti sono Il mondo nuovo di Aldus Hyxley del 1932, 1984 di George Orwell del 1949 e Farenhait 451 di Ray Bradbury del 1953.
In ognuno dei racconti su citati il gruppo al potere ha trovato il modo di spezzare i legami fra gli individui, in modo che fiducia ed empatia siano bandite dalla società, rendendo più facilmente controllabili i cittadini. Ne Il racconto dell'Ancella il meccanismo è simile a quello di 1984: un sistema di spionaggio e delazione talmente ampio che spinge le persone a non fidarsi di nessuno, abolendo anche la solidarietà femminile; in Farenhait 451 e in Il mondo nuovo il controllo sociale è apparentemente meno stretto ma anche più subdolo, poiché si basa sul tenere le coscienze "addormentate" tramite l'uso di droghe, comodità e distrazioni varie.
L'esistenza di un qualsiasi tipo di resistenza o gruppi di dissidenti è piuttosto incerta sia in Il racconto dell'ancella che in 1984; in Farenhait 451 invece il protagonista finisce per unirsi ai ribelli, mentre in Il mondo nuovo il protagonista è originario di un piccolo gruppo al di fuori del condizionamento sociale imperante. Laddove l'esistenza di un qualche gruppo di opposizione sia incerto, spesso a causa della mancanza di informazioni credibili e non manipolate, manca anche la speranza di un qualche tipo di cambiamento, infatti è proprio la scoperta di una possibile via di uscita che muove gli eventi dei personaggi di Atwood ed Orwell.
In tutti questi racconti (tranne ne Il mondo nuovo) nel corso della narrazione si trovano accenni ad una guerra combattuta in un luogo relativamente distante, ma che determina molti aspetti sociali (la creazione di nemici per instaurare il controllo sulla popolazione è magistralmente esposta anche nell'altra opera di Orwell, La fattoria degli animali).
Ne Il racconto dell'ancella non c'è un unico grande capo come il Grande Ford de Il mondo nuovo o il Grande Fratello di 1984 ma l'affinità è data dalla rigida stratificazione sociale indicata anche dal colore obbligatori dei vestiti a seconda della "casta" di appartenenza, biologicamente indotta in Huxley, sociale e legata alla fertilità per le donne della Atwood, dipendente dall'appartenenza al Partito in Orwell.
Un altro tema comune è il controllo della parola, che se in 1984 si esprime con un continuo rimaneggiamento delle informazioni per adattarle al volere del governo, nel racconto della Atwood si esplicita con il divieto di usare determinate parole e persino di leggere e scrivere per le donne. Il tema della proibizione delle lettere in quanto strumento di acquisizione di un senso critico scomodo per la dittatura, è preponderante in Farenhait 451 con i suoi roghi di libri.
Si potrebbe tentare anche un confronto anche con il più recente V for Vendetta, graphic novel da cui è tratto il famoso film del 2005.
In definitiva, consiglio vivamente la lettura di questo libro, che da alcuni è stato definito "femminista", sia per l'inquietante verosimiglianza di ciò che racconta, sia perché porta a riflettere sul potere esercitato dagli uomini e dalle dittatura sul corpo e sulle menti delle donne.

L'amazzone di Alessandro Magno

L'Amazzone di Alessandro Magno di Bianca Pitzorno, Mondadori, 2015.
Numero pagine:290
Lingua originale: italiano
Prima edizione: 2004
Età indicata: dagli 11 anni

Giusto poco tempo fa ho scritto che solitamente non recensisco libri per bambini; beh, sto iniziando a fare delle eccezioni. Conosco la Pitzorno fin da bambina, quando mi ero innamorata di uno dei suoi libri, Diana, Cubido e il commendadore. Poi ho trovato questo, che mi è piaciuto subito, fin dal titolo: le amazzoni, le fiere donne guerriere della mitologia greca, ed Alessandro il Grande, uno dei più conosciuti fra i grandi personaggi storici dell'antichità greca, con la grandiosità delle sue imprese.
La protagonista di questo libro è una ragazzina, Mirtale, che si trova al seguito della grande spedizione in Asia del condottiero macedone.
Mirtale però non viene trattata come le donne greche, compagne degli Eteri, i guerrieri ed amici più stretti di Alessandro, poiché lei è una trovatella; cresciuta per un certo periodo dai lupi e poi donata ad Alessandro, scopre di essere la probabile discendente della Regina delle Amazzoni, le forti cavallerizze di cui tanto si narra ma che nessuno sa dove vivano.
Cresciuta, per il volere di Alessandro, con un istruzione ed un addestramento come guerriera, affronterà il suo percorso, alla ricerca delle sue antenate ma soprattutto della sua identità, che la condurrà fino all'India.
In questo libro Bianca Pitzorno mette tutto l'amore per l'antichità greca e la conoscienza dei suoi personaggi, collocando la storia di Mirtale all'interno dei fatti della vita di Alessandro tramandati dagli storici, e pone in evidenza anche la questione della misoginia della civiltà greca, tanto avanzata in altri ambiti quando (per noi) arretrata in questo.
E' chiaramente un libro scritto in maniera piuttosto semplice, ma comunque pone spunti di riflessione non scontati, ed introduce al pensiero e al mito greco in maniera avvincente.
Assolutamente consigliato.

venerdì 29 dicembre 2017

Storie della buona notte per bambine ribelli

Storie della buona notte per bambine ribelli di Elena Favilli e Francesca Cavallo, Mondadori, 2017.
Numero pagine: 212
Titolo originale: Good Night Sories for Rebel GirlsLingua originale: inglese
Prima edizione: 2016
Prima edizione italiana: 2017

Di solito non recensisco libri pensati per bambini, ma per questo voglio fare un'eccezione, poiché è apprezzabile anche dai grandi; le autrici infatti hanno raccolto le biografie di 100 donne di tutti i tipi, artiste, scrittrici, sportive, scienziate, pensatrici, attiviste, politiche, musiciste, sovrane. Sono chiaramente scritte con un linguaggio adatto ai bambini e non tracciano tutta la vita delle donne di cui parlano ma solo gli episodi salienti. Una pagina scritta per ogni donna con nome, nazionalità, biografia, data di nascita e morte ed un'illustrazione di un'artista donna.
Il libro si apre con dedica, indice, una breve prefazione delle autrici. Seguono le biografie illustrate ed una pagina per scrivere la propria storia e disegnare il proprio ritratto. Chiudono il volume un elenco di bambini partecipanti del crowfounding per la pubblicazione, i nomi delle illustratrici, i ringraziamenti e una nota sulle autrici ed il loro progetto.
E' un libro pensato per le bambine come si legge nella prefazione: "E' importante che le bambine capiscano gli ostacoli che le aspettano lungo il cammino. Ma è altrettanto importante che sappiano che questi ostacoli non sono insormontabili." (pag. XI), ma credo che sia importante anche farlo leggere ai bambini maschi, in modo che fin da piccoli abbiano presente dei modelli femminili forti.
In lingua inglese è uscito anche il secondo volume con altre 100 storie di donne e relative illustrazioni.
Mi sembra nel complesso uno splendido regalo per le bambine di oggi, ma anche per adulti, per poter trarre forza dalle storie di donne che probabilmente si sono trovate davanti ai nostri stessi problemi; inoltre la veste editoriale e le illustrazioni lo rendono un volume visivamente molto bello.
Potete trovare questo progetto su Facebook: Rebel Girls e sul sito Rebel Girls.

giovedì 28 dicembre 2017

Nicolas Eymerich, inquisitore

Nicolas Eymerich, inquisitore di Valerio Evangelisti, Mondolibri, 2004.
Numero pagine: 274
Lingua originale: italiano
Prima edizione: 1994

Questo è il primo volume della lunga saga di Eymerich, l'inquisitore più celebre della letteratura italiana moderna.
In questa prima parte della saga assistiamo all'inizio della sua carriera, da semplice domenicano viene infatti nominato inquisitore dopo la morte di peste di padre ; ma già negli ultimi giorni di vita del suo predecessore, avvenimenti strani e inquietanti si succedono, come la comparsa del cadavere di un bambino bifronte all'interno del palazzo che ospita i domenicani, che scopare poi nel nulla poco tempo dopo.
Alla storia dell'inquisitore ambientata nella Spagna del Trecento, si intrecciano altri due racconti, uno, quello dello scienziato Frullifer ambientata in un futuro vicino, e la seconda in uno più lontano in cui le invenzioni di Frullifer basate sulla capacità del pensiero e dell'immaginazione di modificare la materia, sono state realizzate; in questo tempo, un addetto ad una delle astronavi si accorge poco a poco che il viaggio che stanno intraprendendo verso un pianeta chiamato Olympus (nome omen) non è di quelli più comuni, e che sono anzi in cerca di una divinità.
Non passerà molto che le indagini di Eymerich lo porteranno sulle tracce di un culto di Diana, su immagine di quella celebrato nel santuario di Aricia in età romana, sopravvissuto alla cristianizzazione e trapiantato nella Spagna medievale; adepte ne sono le streghe, donne di tutti i ceti sociali ed appartenenti alle diverse culture fra cui quella dei mori e quella degli ebrei.
Le tre storie pur ambientate in tempi diversi si influenzano pur tuttavia le une con le altre.
Chiaramente, essendo l'inquisitore il protagonista, gli eventi si volgono a suo favore, mentre io, chi segue il blog lo sa, parteggio sempre per le streghe, tuttavia la dimensione psicologica di Eymerich è ben tracciata e credibile, inoltre non viene proposto come un puro eroe, non è un personaggio del tutto positivo, il che me lo ha reso comunque più accettabile.
Per il resto il romanzo è ben scritto ed avvincente, ed unisce il genere storico a quello gotico, e al fantascientifico, con colpi di scena ben assestati anche se in parte prevedibili.
Spero di riuscire a cimentarmi con il resto della saga, intanto però ho voluto segnalare questo primo volume all'interno della mia ricerca di libri sulle streghe.

Grappe e liquorini dalla distilleria di Fratel Agostino

Grappe e liquorini dalla distilleria di Fratel Agostino, AA. VV., Edizioni del Baldo, 2015
Numero pagine: 157
Lingua originale: italiano
Prima edizione: 2015

Questo volumetto delle Edizioni del Baldo, grazioso come tutti gli altri, si inscrive nella serie ispirata alle usanze e prodotti dei monaci; nello specifico questo tratta appunto delle preparazioni alcoliche.
Inizia con la storia della distillazione, la cui tecnica fu riscoperta nel Medioevo, probabilmente grazie agli Arabi, e poi perfezionata dalla Scuola Salernitana, divenne così una delle tante attività dei monaci che crearono le grappe, i vini aromatizzati, i liquori e le acquaviti di frutta.
Segue poi la storia della grappa, un prodotto tipicamente italiano originario di Veneto e Friuli, le leggi per la sua distillazione, un breve elenco delle grappe ottenute dai singoli vitigni, informazioni sulle vinacce, sul processo di distillazione e relativi strumenti come l'alambicco e le sue varietà, i diversi metodi di distillazione della grappa e successivi lavori, l'aromatizzazione delle grappe, la distillazione della frutta per produrre acquavite e delle erbe aromatiche per gli oli essenziali, con anche una tabella del tempo balsamico divisa per mesi ed una con la resa in g di olio essenziale su 1 kg di erba officinale delle principali piante.
Segue il ricettario con una trentina di liquori a base di erbe e frutti ed alcuni approfondimenti sulle piante usate; le ricette di una quindicina di grappe aromatizzate con erbe e frutti e relativi approfondimenti; indicazioni di preparazione di una trentina di conserve di frutta sotto spirito, ed in fine il ricettario con una ventina di piatti fra salati e dolci in cui rientrano le preparazioni alcoliche.
Non ho letto molti libri sulla preparazione dei liquori, ho la fortuna di aver ricevuto dalla famiglia alcune ricette, ma questo mi è piaciuto per la varietà delle preparazione e la chiarezza delle spiegazioni, oltre all'utile parte storico-introduttiva.
Non resta che provare qualche nuovo liquore!

martedì 26 dicembre 2017

Herbarium delle aromatiche

Herbarium delle aromatiche, AA. VV., Edizioni del Baldo, 2015
Numero pagine: 128
Lingua originale: italiano
Prima edizione: 2015

Anche questo volumetto è pubblicato dalle Edizioni del Baldo, e come tutti gli altri ha una grafica molto graziosa e curata.
E' composto da un'introduzione sulla medicina monastica e gli orti delle abazie (come già si trova in Creme, pomate, unguenti e rimedi naturali e in Il giardino dei semplici) e una parte sulla via delle spezie. Segue una descrizione di alcuni conventi con orti (diversi da quelli de Il giardino dei semplici) con indicati anche i più celebri preparati erboristici prodotti all'interno dei singoli conventi.
Troviamo poi qualche pagina sulle aromatiche e gli oli essenziali e le spezie con descrizione dei termini officinale,  aromatica, spezia.
Segue il cuore del libro, con uno schedario diviso fra spezie ed erbe con nome comune, latino, origine, foto (piccola) e illustrazione, parte utilizzata, utilizzo e conservazione, specialità culinarie o curative inframezzata a ricette di liquori e cibi e curiosità storiche.
L'indice delle piante trattate chiude il volume.
Le foto sono piuttosto piccole, quindi non sono indicative per quanto riguarda le gite di riconoscimento delle piante, inoltre i caratteri sono piuttosto minuti, però, benché sia un volume piuttosto snello e semplice l'ho trovato interessante, soprattutto per la parte sulle spezie che viene raramente trattata nei manuali di fitoterapia per il grande pubblico, ed anche per la varietà delle ricette. Inoltre, la copertina cartonata lo rendono resistente ed adatto ad essere portato nello zaino, all'occorrenza.

Creme, pomate, unguenti e rimedi naturali - Pharmacia del convento

Creme, pomate, unguenti e rimedi naturali - Pharmacia del convento, AA. VV., Edizioni del Baldo, 2016
Numero pagine: 96
Lingua originale: italiano
Prima edizione: 2016

Questo volumetto delle Edizioni del Baldo, come anche gli altri di quest'editore è  molto curato nella grafica, inoltre il formato e la copertina cartonata lo rendono pratico e resistente.
Il libro si apre con un introduzione con punto focale sui preparati fitoterapici per uso esterno della tradizione monastica, infatti il libro si colloca nel quadro della medicina dei conventi. Una prima parte descrive brevemente gli orti dei monaci in cui venivano coltivate le piante atte a curare e nutrire, con forti valenze simboliche, le basi e gli spazi della medicina monastica ed i suoi strumenti come erbari e volumi sulle piante (questa parte si trova piuttosto simile anche in Il giardino dei semplici)
Segue una spiegazione riguardo ai principali principi attivi delle piante, indicazioni sulla raccolta delle differenti parti della pianta con un illustrazione che mostra le parti del fiore, della pianta, le radici ed una tabella del tempo balsamico che per ogni pianta riporta epoca di raccolta e droga; seguono alcune nozioni su conservazione ed essiccazione; i tipi di preparazioni per uso esterno (crema, pomata, unguento, gel, cataplasma). Troviamo poi le ricette di base per preparare creme e unguenti (per questi ultimi si suggeriscono gelatina di petrolio o lanolina o strutto, di cui i primi due non credo fossero troppo diffusi al tempo dei monaci, mentre l'ultimo ad oggi non è l'ingrediente più versatile per realizzare unguenti, né se ciò viene considerato, il più etico.
Segue un ricettario che per ogni disturbo propone dei preparati a base di erbe.
Troviamo quindi le schede sulle singole piante con nome italiano, latino, famiglia, proprietà ed illustrazione con particolari di semi e fiori; tratta Aglio, Basilico, Camomilla, Elicriso, Finocchio selvatico, Ginepro, Lavanda, Liquirizia, Malva, Mandorlo, Melissa, Menta, Origano, Rosmarino, Ruta, Salvia, Timo. Nel capitolo successivo per ognuna delle piante citate si suggeriscono alcune preparazioni
C'è poi un approfondimento su S. Ildegarda di Bingen con breve biografia e rimedi divisi a seconda dei disturbi ed una pagina sulla medicina popolare e alcuni curiosi rimedi.
Il capitolo successivo tratta dell'olio d'oliva, della coltivazione dell'Ulivo nei monasteri, le proprietà dell'olio, cosmetici a base di olio fra cui i saponi per cui vengono trascritte alcune ricette base (indicando ingredienti, attrezzi, metodo a caldo e a freddo, con lisciva). Ci sono poi le ricette per cosmetici a base di olio per il benessere di bocca, capelli, viso e corpo.
Chiudono il volume l'indice, la bibliografia (che di solito i libri di queste edizioni purtroppo non anno), una pagina per gli appunti.
Sicché parliamo di un libro piuttosto ben fatto, che può costituire un buon regalo per persone creative ed appassionate di erbe ed eco-cosmesi; forse però, visto che buona parte di ciò che si trova in questo volume può essere letto anche in Il giardino dei semplici, va valutato su quale dei due far ricadere la scelta.