sabato 25 agosto 2018

La ragazza e l'inquisitore

La ragazza e l'inquisitore di Nerea Riesco, Garzanti, 2008
Numero pagine: 439
Titolo originale: Ars Magica
Lingua originale: spagnolo
Prima edizione: 2007
Prima edizione italiana: 2008
Genere: romanzo storico
Ambientazione: Spagna, principalmente Paesi Baschi
Epoca: 1610

Logroño 1610, il racconto si apre con l'ultimo grande rogo di streghe in Spagna, ma l'inquisitore Alonso de Salazar y Frías, in missione per portare un editto di perdono ai presunti stregoni dei regni del Nord della Spagna, non si lascia prendere dal clima di follia collettiva che sembra aver soggiogato religiosi e civili. A nessuno può rivelare di aver perso la fede, e di star quindi cercando una prova certa dell'esistenza di qualcosa di più grande, sia esso Dio o il Diavolo tanto temuto.
La sua storia si intreccia con quella di Mayo, la giovane ragazza seguace della curatrice Ederra, una delle presunte streghe arrestate e condotte a Logroño, la quale si ritroverà a seguire l'inquisitore e i suoi assistenti nella speranza di ritrovare Ederra. Lo sfondo su cui si muovono questi personaggi però è intessuto delle trame politiche dei potenti dell'epoca, in particolare il duca di Lerma, plenipotenziario del re, ed il suo scaltro assistente. La fredda logica di Salazar ha qualcosa di Gugliemo da Baskerville de Il nome della rosa, con tanto di un Adso al seguito, in questo caso Iñigo de Maestru, il novizio il cui cuore sarà catturato da Mayo. La conclusione dell'inquisitore, è che la stregoneria non esiste, e che la caccia è dovuta a motivi politici e a isteria collettiva; per questo sarà conosciuto come "l'avvocato delle streghe".
Non svelo il finale, che anche non essendo particolarmente originale, conserva qualche piccolo colpo di scena.
Ho apprezzato questo libro perché nonostante le varie letture di romanzi storici o sul tema della caccia alle streghe, non ne avevo mai incontrati ambientati in Spagna, con tutte le peculiarità che questo comporta, come l'akelarre, il nome che in questo paese era dato alla riunione notturna delle streghe.
Il soprannaturale, che tante volta è la pecca dei romanzi a tema stregonesco, è assente, ma vengono citate quae e la le superstizioni, le leggende e i rimedi popolari baschi che vengono inseriti nella narrazione, non diventa mai eccessivo o ridicolo.
I personaggi hanno un buon grado di verosimiglianza, non sono unidimensionali ed evolvono nel corso della narrazione.
La scrittura è semplice e scorrevole ma non rinuncia ad alcune pennellate di lirismo ben assestate.
Insomma, se siete appassionati del genere, questo romanzo dell'autrice spagnola Nera Riesco potrebbe essere una lettura non straordinaria ma decisamente piacevole.
La maggior parte dei personaggi citati sono realmente esistiti, in particolare l'inquisitore Alonso de Salazar y Frías ha lasciato una grande messe di documenti, studiati da Gustav Henningsen, autore del libro L'avvocato delle streghe.

lunedì 20 agosto 2018

Il crogiuolo

Il crogiuolo di Arthur Miller, Einaudi, 1964
Titolo originale: The Crucible
Lingua originale: inglese
Prima edizione: 1953
Prima edizione italiana: 1964
Genere: opera teatrale
Ambientazione: Salem, Massachussetts
Epoca: 1692, durante il noto processo alle streghe
Mi sembra abbastanza chiaro che fra le letture di quest'estate le streghe l'hanno fatta da padrone, ed in particolare quelle di Salem, infatti, dopo Lois la Strega e Le figlie del libro perduto, eccomi di nuovo immersa nel New England di fine Seicento. Questa volta però non si tratta di un romanzo, ma bensì di un'opera teatrale in quattro atti, basata (anche se non del tutto fedele) sugli eventi che si svolsero a Salem nel 1692.
Nel primo atto assistiamo all'inizio dei fatti, lo strano comportamento di alcune ragazze, Betty Parris ed in seguito Abigail Williams, rispettivamente figlia e nipote del pastore del luogo, Samuel Parris, inseguito ad un ballo notturno nel bosco. Fin da subito compaiono molti dei personaggi principali, che si ritrovano di volta in volta al cospetto delle ragazze, fra tutti il più riuscito ed eroe del racconto, John Proctor, amante della giovane Abigail, domestica in casa sua e cacciata dalla moglie, Elizabeth Proctor, venuta a conoscenza della relazione dalla bocca del suo stesso marito.
Fin d'ora s'intuisce l'indole di Abigail, che tramite le simulate crisi causate dalle presunte streghe, insieme alle altre ragazze, acquisterà potere di vita e di morte sui concittadini.
Tituba, la schiava del reverendo Parris, prima vittima dei processi e rea confessa di stregoneria, compare appena.
Il secondo atto, ambientato nella casa dei coniugi Proctor, ci fa capire il precipitare degli eventi, quando Mary Warren, una delle ragazze stregate, racconta del processo e delle prime esecuzioni. John Proctor, dopo aver saputo che la moglie è stata accusata da Abigail, rileva come tutto ciò che sta accendo, sia la conseguenza di vendetta e invidia. Elizabeth Proctor viene arrestata.
Il terzo atto ci porta nel vivo dei processi, nella corte istituita per giudicare gli accusati, davanti ai giudici: è in questa scena che si vede come il buon senso e la logica, portati da John Proctor e Mary Warren, che confessa che lei e le altre ragazze fingevano solo di essere sotto attacco di forza maligne, soccombono all'isteria dei cittadini e all'orgoglio e arroganza dei giudici. Persino alcuni ecclesiastici iniziano a dubitare dell'operato della corte. Proctor viene arrestato.
Il quarto atto, ambientato nel carcere, vede l'incontro di John Proctor ed Elizabeth, all'alba del giorno dell'esecuzione del marito. John viene convinto a confessare per aver salva la vita, ma si rifiuta di firmare il documento, in modo che questo non possa essere usato come monito per gli altri cittadini, inoltre rifiuta di fare nomi di altre persone. Memorabile la sua battuta "Non mi presto al vostro giuoco. Nel prezzo richiesto per la mia salvezza non è compresa la mia complicità!"
Così in fine, per rimanere fedele a sé stesso, decide di affrontare l'esecuzione. In quest'ultimo atto di coraggiosa verità, ritrova sé stesso. La scena si chiude su Elizabeth che prega di avere la forza di non ostacolare John con il suo amore.
Ho apprezzato molto l'opera, sia perché i personaggi sono ben costruiti, alcuni hanno una chiara evoluzione nel corso dell'opera, altri restano monolitici. Inoltre Il crogiuolo rende bene il clima di sospetto, l'impotenza della logica davanti ad un'accusa basata su fatti invisibili, e che quindi non può essere neanche certamente dimostrata come falsa, l'isteria collettiva, il fatto che tutti possono essere accusati per ogni piccola, singola cosa. Il sonno della ragione genera mostri.
A quest'opera è ispirato il film del 1996 La seduzione del male.

domenica 12 agosto 2018

Il mondo senza di noi

 Il mondo senza di noi di Alan Weisman, Einaudi, 2017
Numero pagine: 373
Titolo originale: The Word Without Us
Lingua originale: inglese
Prima edizione: 2007
Prima edizione italiana: 2008
Genere: saggio

Cosa succederebbe al pianeta se l'uomo si estinguesse domani? E' questa la domanda sottesa a tutto il libro, e l'autore cerca di dare una risposta.
Cosa ne sarebbe delle nostre case, delle nostre città? E l'ambiente? Si riprenderebbe? Secoli e secoli di agricoltura come influenzerebbero sul lungo termine il terreno? Come si comporterebbero gli animali, oggi sempre più rinchiusi nelle aree selvagge isolate le une dalle altre dalle città? E tutte le piante importate da un continente all'altro? Cosa ne sarebbe delle creazioni umane, i monumenti, le aree industriali? E di ciò che l'uomo ha costruito sottoterra? Delle aree rese asciutte dalle dighe? E la plastica e tutti i vari prodotti chimici e materiali prodotti dall'uomo che ruolo avrebbero nel futuro di una Terra senza esseri umani?
Queste sono solo alcune delle interessanti domande alle quali l'autore cerca di dare una risposta, riportando le voci di esperti di tutto il mondo, prendendo come esempi luoghi unici, come la Puszcza fra Bielorussia e Polonia, l'ultima parte di quella foresta vergine che un tempo ricopriva tutta l'Europa; o le città sotterranee della Cappadocia, costruite sempre più in profondità nel corso dei secoli; o uno sterminato centro industriale texano...
Insomma ci troviamo davanti ad un libro estremamente interessante ed attuale, ben scritto e scorrevole nonostante tratti argomenti complessi. Lo consiglio assolutamente a chiunque sia interessato all'ambiente che ci circonda, alla nostra casa, la Terra.

Lois la strega

Lois la strega di Elizabeth Gaskell, Elliott, 2016
Numero pagine: 126
Titolo originale: Lois the Witch
Lingua originale: inglese
Prima edizione: 1861
Prima edizione italiana: 2016
Genere: racconto storico
Ambientazione: Salem, Massachusetts
Epoca: fine del Seicento, durante i noti processi alle streghe

Ormai lo sapete, leggo "strega" nel titolo e mi leggo tutto il libro. Questo in particolare non è un romanzo ma un racconto della scrittrice inglese Elizabeth Gaskell, fra l'altro amica e biografa di Charlotte Bronte.
Gli eventi si svolgono a Salem sul finire del Seicento, all'epoca dei noti processi alle streghe.
La storia è quella di Lois, giovane orfana di un pastore anglicano che, su indicazione della madre sul letto di morte, dall'Inghilterra s'imbarca verso le Colonie per raggiungere il suo ultimo parente vivente, uno zio che ha preso dimora fra i puritani di Salem. In Inghilterra lascia un vago amore giovanile, nella speranza che il giovane venga a cercarla in America.
Al suo arrivo trova la zio gravemente malato ed una famiglia ostile, composta dalla rigida zia Grace, e dai figli Manasseh, Faith e Prudence.
Nel giro di qualche mese i rapporti con i vari famigliari si fanno tesi, dall'amore allucinato di Manasseh, alla cocente gelosia di Faith, fino all'isteria della piccola Prudence, proprio in corrispondenza dell'inizio dei processi a molti cittadini di Salem; fra le accusate finirà anche la gentile Lois. Il finale, prevedibilmente, vede la morte di Lois, e la fuga di Manasseh, ormai totalmente folle, nel bosco.
 Questa la vicenda; ho apprezzato particolarmente il fatto il personaggio di Lois sia  costruito in maniera da essere pienamente calato nel suo tempo: ella stessa teme le streghe e si interroga se non sia stata toccata dal male a sua insaputa. Tuttavia, è un personaggio non completamente riuscito per una certa eccessiva bontà che non diventa mai rabbia o frustrazione, neanche nelle più estreme condizioni in carcere e poi sul patibolo, forse anche a causa dell'epoca in cui il racconto è stato scritto, ovvero la seconda metà dell'Ottocento, quando ancora era difficile se non espressamente vietato, mettere su carta tutte le possibili emozioni di una donna.
Ultimamente mi è capitato di leggere vari romanzi che ruotano attorno ai processi di Salem, questo non mi ha colpito particolarmente, ma è comunque ben scritto e scorrevole; lo si può trovare insieme ad altri racconti, incentrati su figure femminile, in Storie di bimbe, di donne e di streghe, sempre scritti da Elizabeth Gaskell.
Sui processi di Salem vedi anche: Il crogiuolo di Arthur Miller, Le figlie del libro perduto di Katherine Howe.

Le figlie del libro perduto

Le figlie del libro perduto di Katherine Howe, Salani, 2009
Numero pagine: 428
Titolo originale: The Physick Book of Deliverance Dane
Lingua originale: inglese
Prima edizione: 2009
Prima edizione italiana: 2009
Genere: romanzo storico, fantastico
Ambientazione: New England, nei pressi di Salem.
Epoca: principalmente anni 90, con flashback dalla fine del Seicento in avanti.

Come ormai avrete capito, tutto ciò che riguarda le streghe, attrae la mia attenzione. Questo libro in particolare mi era stato consigliato un bel po' di anni fa, e trovatolo per caso, ho deciso di leggerlo. Vi anticipo che è stata una buona idea.
Il romanzo racconta di Connie Goodwin, dottoranda ad Harvard in storia dell'età coloniale negli anni 90, che si ritrova a doversi occupare della casa della nonna, a pochi chilometri da Salem. Nell'antica casa trova una vecchia Bibbia di famiglia ed una chiave appartenuta a Deliverance Dale; ricercando in archivi e biblioteche, Connie riesce a ricostruire la vita di questa sua antenata vissuta a Salem e condannata come strega, e delle sue discendenti, legate da nomi tipici dei padri puritani e da un misterioso "libro di ricette" in cui sono racchiuse parole di potere. Ma anche qualcun'altro è interessato al libro...
Immancabile la storia d'amore (che però non viene ben approfondita e si mantiene quindi sulla superficie) e alcuni episodi riguardanti magia e soprannaturale, che però riescono a non essere eccessivi e sono  ben costruiti. La narrazione alterna i tempi moderni a flashback dalla fine del Seicento in avanti, che raccontano episodi della vita delle varie componenti della famiglia.
Particolarmente ben riuscite le parti ambientate nel passato, anche perché l'autrice è una storica, sicché riesce a calare bene i personaggi nei vari periodi, inoltre essa stessa discende da due donne processate a Salem. Sempre per lo stesso motivo la parte di ricerca del libro è verosimile e ben delineata.
Anche se la conclusione risulta un po' scontata è comunque stata una lettura piacevole, la scrittura è scorrevole ma non povera, e non scade mai nell'eccesso come a volte succede ai romanzi che parlano di argomenti legati alle streghe e/o alla magia.
La nota finale dell'autrice, nella quale spiega com'è arrivata a scrivere il libro e come molti personaggi citati siano realmente esistiti, rappresenta un'interessante chiusura storica, oltre che un occasione per ascoltare la voce della scrittrice non filtrata dalla finzione romanzesca.
Katherine Howe è anche autrice di un saggio storico sulla caccia alle streghe, con particolare attenzione agli episodi avvenuti in America, intitolato Penguin book of witches, che però non è mai stato tradotto in italiano.
Sui processi di Salem vedi anche: Il crogiuolo di Arthur Miller, Lois la strega di Elizabeth Gaskell.

lunedì 11 giugno 2018

L'Inquisizione a Genova e in Liguria

L'Inquisizione a Genova e in Liguria di Carlo Brizzolari, E. R. G. A, 1974.
Numero pagine: 98
Lingua originale: italiano
Genere: saggio

Questo volume non è facilissimo da trovare, un po' chiaramente perché è decisamente specializzato, un po' anche per la data dell'edizione. Lungi dall'esaurire l'argomento trattato, offre però un'interessante panoramica di quella che fu l'Inquisizione in Liguria in maniera chiara e concisa.
Si apre con una breve prefazione al quale segue una trattazione generale sull'Inquisizione a Genova, fin dove ciò può essere ricostruito sulla scorta dei documenti pervenutici dai vari archivi. Seguono poi l'atteggiamento tenuto contro i movimenti ereticali (valdesi-albigesi, catari); i rapporti fra il governo locale e il tribunale del S. Ufficio e ne viene descritta la sede, nel luogo dell'odierno teatro Carlo Felice; l'atteggiamento verso le chiese riformate; alcuni dati sull'entità della caccia alle streghe prendendo in considerazione nello specifico alcuni processi, fra cui il noto contro alcune donne di Triora; i conflitti giurisdizionali fra il potere repubblicano e quello ecclesiastico e una panoramica sugli ultimi processi tenuti nei territori genovesi.
Il libro è corredato da alcune illustrazioni e riproduzioni di documenti citati. Nelle appendici sono riportati un elenco degli Inquisitori di Genova, dei vicari del S. Ufficio e la trascrizione di un procedimento che portò all'espulsione dai territori della Repubblica un'Inquisitore. Chiude il volume la bibliografia (chiaramente non aggiornata ai giorni nostri) con le fonti manoscritte e a stampa, e l'indice delle illustrazioni.
Come si potrà intuire dal numero di pagine, i singoli argomenti vengono trattati in maniera sommaria ma chiara, e la bibliografia offre la possibilità di approfondire.

mercoledì 30 maggio 2018

Il bosco degli urogalli

Il bosco degli urogalli di Mario Rigoni Stern, Einaudi, 2009
Numero pagine: 176
Lingua originale: italiano
Prima edizione: 1962
Genere: raccolta di racconti

Ho scoperto Rigoni Stern con Arboreto salvatico; i più invece passano prima dai suoi racconti di guerra, di cui il più noto è Il sergente nella neve. Ho avuto modo, nel corso degli anni, di leggere anche qualcuno dei libri dell'autore sulla seconda Guerra Mondiale, ma quelli che mi piacciono di più sono, come questo, le raccolte di racconti su animali, alberi, personaggi dell'altipiano di Asiago di dov'era originario Rigoni Stern, che vengono tracciati semplicemente, presi in un immagine particolare rimasta impigliata nei ricordi o nell'immaginazione di chi ne scrive.
Questa raccolta, che riunisce 12 racconti, parla per l'appunto di di animali, fedeli cani da caccia, volpi che scorrazzano nella notte, urogalli imprendibili, e da sfondo il bosco, la montagna, sempre più in alto, e coloro che la abitano, i cacciatori soprattutto, ma anche personaggi che tornano ai propri paesi dopo la guerra, segnati indelebilmente ma ancora capaci di specchiarsi nella natura.
Solitamente non amo i testi che parlano di caccia, ma in quelli di Rigoni Stern si può leggere il rispetto per la montagna e i suoi abitanti, dato da una stretta convivenza e conoscenza, abbozzato con semplicità non priva di poesia.