lunedì 20 agosto 2018

Il crogiuolo

Il crogiuolo di Arthur Miller, Einaudi, 1964
Titolo originale: The Crucible
Lingua originale: inglese
Prima edizione: 1953
Prima edizione italiana: 1964
Genere: opera teatrale
Ambientazione: Salem, Massachussetts
Epoca: 1692, durante il noto processo alle streghe
Mi sembra abbastanza chiaro che fra le letture di quest'estate le streghe l'hanno fatta da padrone, ed in particolare quelle di Salem, infatti, dopo Lois la Strega e Le figlie del libro perduto, eccomi di nuovo immersa nel New England di fine Seicento. Questa volta però non si tratta di un romanzo, ma bensì di un'opera teatrale in quattro atti, basata (anche se non del tutto fedele) sugli eventi che si svolsero a Salem nel 1692.
Nel primo atto assistiamo all'inizio dei fatti, lo strano comportamento di alcune ragazze, Betty Parris ed in seguito Abigail Williams, rispettivamente figlia e nipote del pastore del luogo, Samuel Parris, inseguito ad un ballo notturno nel bosco. Fin da subito compaiono molti dei personaggi principali, che si ritrovano di volta in volta al cospetto delle ragazze, fra tutti il più riuscito ed eroe del racconto, John Proctor, amante della giovane Abigail, domestica in casa sua e cacciata dalla moglie, Elizabeth Proctor, venuta a conoscenza della relazione dalla bocca del suo stesso marito.
Fin d'ora s'intuisce l'indole di Abigail, che tramite le simulate crisi causate dalle presunte streghe, insieme alle altre ragazze, acquisterà potere di vita e di morte sui concittadini.
Tituba, la schiava del reverendo Parris, prima vittima dei processi e rea confessa di stregoneria, compare appena.
Il secondo atto, ambientato nella casa dei coniugi Proctor, ci fa capire il precipitare degli eventi, quando Mary Warren, una delle ragazze stregate, racconta del processo e delle prime esecuzioni. John Proctor, dopo aver saputo che la moglie è stata accusata da Abigail, rileva come tutto ciò che sta accendo, sia la conseguenza di vendetta e invidia. Elizabeth Proctor viene arrestata.
Il terzo atto ci porta nel vivo dei processi, nella corte istituita per giudicare gli accusati, davanti ai giudici: è in questa scena che si vede come il buon senso e la logica, portati da John Proctor e Mary Warren, che confessa che lei e le altre ragazze fingevano solo di essere sotto attacco di forza maligne, soccombono all'isteria dei cittadini e all'orgoglio e arroganza dei giudici. Persino alcuni ecclesiastici iniziano a dubitare dell'operato della corte. Proctor viene arrestato.
Il quarto atto, ambientato nel carcere, vede l'incontro di John Proctor ed Elizabeth, all'alba del giorno dell'esecuzione del marito. John viene convinto a confessare per aver salva la vita, ma si rifiuta di firmare il documento, in modo che questo non possa essere usato come monito per gli altri cittadini, inoltre rifiuta di fare nomi di altre persone. Memorabile la sua battuta "Non mi presto al vostro giuoco. Nel prezzo richiesto per la mia salvezza non è compresa la mia complicità!"
Così in fine, per rimanere fedele a sé stesso, decide di affrontare l'esecuzione. In quest'ultimo atto di coraggiosa verità, ritrova sé stesso. La scena si chiude su Elizabeth che prega di avere la forza di non ostacolare John con il suo amore.
Ho apprezzato molto l'opera, sia perché i personaggi sono ben costruiti, alcuni hanno una chiara evoluzione nel corso dell'opera, altri restano monolitici. Inoltre Il crogiuolo rende bene il clima di sospetto, l'impotenza della logica davanti ad un'accusa basata su fatti invisibili, e che quindi non può essere neanche certamente dimostrata come falsa, l'isteria collettiva, il fatto che tutti possono essere accusati per ogni piccola, singola cosa. Il sonno della ragione genera mostri.
A quest'opera è ispirato il film del 1996 La seduzione del male.

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