domenica 25 gennaio 2015

Vagina - Una storia culturale

Vagina - Una storia culturale di Naomi Wolf, Mondadori, 2013.

Ho letto questo libro con piacere, quando mi è capitato in mano per caso. E devo ammettere che non mi aspettavo di trovarmi davanti ad un testo così interessante. L'autrice parla della Vagina innanzi tutto a livello fisico-biologico-anatomico, e mostra come sia una parte fondamentale del nostro corpo, che condiziona la nostra percezione del piacere, la nostra creatività, la nostra fiducia in noi stesse, la nostra pace interiore, la nostra capacità di aprirci agli altri.
Affronta poi il fatto che i condizionamenti culturali riguardo ad essa determinano inevitabilmente la nostra percezione di noi stesse e della nostra sessualità. Una parte che mi è piaciuta molto è quella in cui riporta vari nomi con cui ci si riferiva alla vagina nella cultura C'han, negli scritti taoisti e nei testi Tantrici, come "loto d'oro", il "boschetto profumato", la "porta del paradiso", la "perla preziosa", la "porta celeste", il "globo rosso", la "porta di giada", la "valle misteriosa", la "porta del mistero", il "tesoro". L'autrice ci invita a immaginare come sarebbe stata diversa la nostra vita, se fossimo vissute in culture in cui la nostra Vagina è chiamata così, e non con tutti i nomi volgari o stupidi o eufemistici che si usano correntemente (se vi va di farlo con le vostre amiche, potrebbe essere un buon esercizio di "arte vaginale" e "terapia" femminile, inventare e cercare modi per voi adatti di chiamare la Vagina).
 Prosegue parlando del fatto che la Vagina ha una "memoria" e che quindi tende a "chiudersi" quando si trova in situazioni negative, fastidiose, violente, e che in seguito tutte le volte che qualcosa "le ricorderà" questo reagirà nella stessa maniera. Alla luce di questo fatto, lo stupro e qualsiasi atto deliberato contro le donne, dal far sesso quando non ne hanno voglia, alla semplice mano che ci sfiora contro il nostro consenso, dal più semplice al più grave, risulta ancora peggiore, poiché la Vagina tende a ricordare e quindi a reagire e rivivere in base a ciò che ha già esperito.
L'ultima parte intitolata "le ancelle della Dea", lungi dall'essere un'approfondimento su Divinità o culti femminili vaginali, come io mi aspettavo, parla dell'esperienza vissuta dall'autrice durante un seminario di massaggio tantrico alla vagina, degli insegnamenti e delle conclusioni che ne ha potuto trarre. Le ancelle della Dea sono quegli atti, condizioni e situazione che aiutano la donna e la Vagina ad essere liberamente sé stesse e a provare piacere (questa parte in particolare sarebbe altamente istruttiva per gli uomini).
Quindi in definitiva consiglio vivamente a tutte le donne, ma anche agli eventuali lettori questo libro, che trovo un saggio complementare ad altri testi quali I monologhi della Vagina di Eve Ensler, Il piacere è sacro di Rianne Eisler, ma anche Il corpo della Dea di Selene Ballerini, Mestruazioni di Alexandra Pope e Luna Rossa di Miranda Gray.

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