domenica 12 agosto 2018

Le figlie del libro perduto

Le figlie del libro perduto di Katherine Howe, Salani, 2009
Numero pagine: 428
Titolo originale: The Physick Book of Deliverance Dane
Lingua originale: inglese
Prima edizione: 2009
Prima edizione italiana: 2009
Genere: romanzo storico, fantastico
Ambientazione: New England, nei pressi di Salem.
Epoca: principalmente anni 90, con flashback dalla fine del Seicento in avanti.

Come ormai avrete capito, tutto ciò che riguarda le streghe, attrae la mia attenzione. Questo libro in particolare mi era stato consigliato un bel po' di anni fa, e trovatolo per caso, ho deciso di leggerlo. Vi anticipo che è stata una buona idea.
Il romanzo racconta di Connie Goodwin, dottoranda ad Harvard in storia dell'età coloniale negli anni 90, che si ritrova a doversi occupare della casa della nonna, a pochi chilometri da Salem. Nell'antica casa trova una vecchia Bibbia di famiglia ed una chiave appartenuta a Deliverance Dale; ricercando in archivi e biblioteche, Connie riesce a ricostruire la vita di questa sua antenata vissuta a Salem e condannata come strega, e delle sue discendenti, legate da nomi tipici dei padri puritani e da un misterioso "libro di ricette" in cui sono racchiuse parole di potere. Ma anche qualcun'altro è interessato al libro...
Immancabile la storia d'amore (che però non viene ben approfondita e si mantiene quindi sulla superficie)vagamente stucchevole e alcuni episodi riguardanti magia e soprannaturale, che però riescono a non essere eccessivi e sono  ben costruiti. La narrazione alterna i tempi moderni a flashback dalla fine del Seicento in avanti, che raccontano episodi della vita delle varie componenti della famiglia.
Particolarmente ben riuscite le parti ambientate nel passato, anche perché l'autrice è una storica, sicché riesce a calare bene i personaggi nei vari periodi, inoltre essa stessa discende da due donne processate a Salem. Sempre per lo stesso motivo la parte riguardante ricerca del libro da parte di Connie è verosimile e ben delineata.
Anche se la conclusione risulta un po' scontata è comunque stata una lettura piacevole, la scrittura è scorrevole ma non povera, e non scade mai nell'eccesso come a volte succede ai romanzi che parlano di argomenti legati alle streghe e/o alla magia.
La nota finale dell'autrice, nella quale spiega com'è arrivata a scrivere il libro e come molti personaggi citati siano realmente esistiti, rappresenta un'interessante chiusura storica, oltre che un occasione per ascoltare la voce della scrittrice non filtrata dalla finzione romanzesca.

Utilità
Katherine Howe è anche autrice di un saggio storico sulla caccia alle streghe, con particolare attenzione agli episodi avvenuti in America, intitolato Penguin book of witches, che però non è mai stato tradotto in italiano.
Se ti è piaciuto questo libro e vuoi approfondire il tema della caccia alle streghe di Salem con altri romanzi potrebbero interessarti anche:
Altri romanzi sentimentali a sfondo un po' magico sono:

lunedì 11 giugno 2018

L'Inquisizione a Genova e in Liguria

L'Inquisizione a Genova e in Liguria di Carlo Brizzolari, E. R. G. A, 1974.
Numero pagine: 98
Lingua originale: italiano
Genere: saggio

Questo volume non è facilissimo da trovare, un po' chiaramente perché è decisamente specializzato, un po' anche per la data dell'edizione. Lungi dall'esaurire l'argomento trattato, offre però un'interessante panoramica di quella che fu l'Inquisizione in Liguria in maniera chiara e concisa.
Si apre con una breve prefazione al quale segue una trattazione generale sull'Inquisizione a Genova, fin dove ciò può essere ricostruito sulla scorta dei documenti pervenutici dai vari archivi. Seguono informazioni sull'atteggiamento tenuto contro i movimenti ereticali (valdesi-albigesi, catari); i rapporti fra il governo locale e il tribunale del S. Ufficio e ne viene descritta la sede, nel luogo dell'odierno teatro Carlo Felice; l'atteggiamento verso le chiese riformate; alcuni dati sull'entità della caccia alle streghe prendendo in considerazione nello specifico alcuni processi, fra cui il noto contro alcune donne di Triora; i conflitti giurisdizionali fra il potere repubblicano e quello ecclesiastico e una panoramica sugli ultimi processi tenuti nei territori genovesi.
Il libro è corredato da alcune illustrazioni e riproduzioni di documenti citati. Nelle appendici sono riportati un elenco degli Inquisitori di Genova, dei vicari del S. Ufficio e la trascrizione di un procedimento che portò all'espulsione dai territori della Repubblica un'Inquisitore. Chiude il volume la bibliografia (chiaramente non aggiornata ai giorni nostri) con le fonti manoscritte e a stampa, e l'indice delle illustrazioni.
Come si potrà intuire dal numero di pagine, i singoli argomenti vengono trattati in maniera sommaria ma chiara, e la bibliografia offre la possibilità di approfondire.
Si tratta di uno dei primi saggi volti ad indagare l'argomento della caccia alle streghe in Liguria, nonché uno dei pochi a fornire una panoramica generale, per questi motivi lo consiglio agli interessati.

Utilità
Se ti è piaciuto questo libro potrebbero interessarti anche:
  • Bagiue di Sandro Oddo
  • Brevi note sui meccanismi di esteriorizzazione in criminologia. Analisi della deposizione di due presunte streghe del 1631 in Rassegna di criminologia, XV, 1984, Storia minima. Streghe, inquisitori, peste e guerra in un episodio di violenza collettiva del XVII secolo di Adolfo Francia
  • Caterina e le altre; i processi per stregoneria nel savonese nel XVI e XVII secolo di Adolfo Francia, Alfredo Verde e M Zanella
  • Il Tribunale inquisitorio di Genova e l’Inquisizione romana, in Civiltà Cattolica, quad. 2468 del 18 aprile 1953 di G. Bertora
  • In viaggio con la strega di Silvia Bertorello e Enzo Macca
  • La Causa delle Streghe di Triora. I documenti dei processi 1587 – 1618 di Alfonso Assini, Paolo Fontana, Gian Maria Panizza, Paolo Portone
  • La pace impossibile. Indagini ed ipotesi per una ricerca sulle accuse di stregoneria a Triora (1587-1590) in Rivista di Storia e Letteratura Religiosa, XXVI, 1990  di Claudio Coppo e Gian Maria Panizza
  • La stregoneria in Liguria. Prospettive di ricerca, in Caccia alle streghe in Italia tra XIV e XVII secolo: atti del IV Convegno Nazionale di Studi Storico-Antropologici di Lucia Gianna
  • Le streghe di Triora in Liguria, Michele Rosi
  • Le streghe e l'Inquisizione di padre Francesco Ferraironi 
  • Le tre bocche di Cerbero di Stefano Moriggi
  • Processi per stregoneria nel savonese (1551-1664) tesi di laurea di Federica Lequio
  • Strega di Remo Guerrini 
  • Streghe e loro trasformazioni nella tradizione orale stellese e quilianese di Furio Ciciliot
  • Stregoneria magia credenze e superstizioni a Genova e in Liguria di Patrizia Castelli
  • Terra di streghe. Albisola e dintorni tra realtà e fantasia di AA. VV.
  • Triora 1587-1590: bilancio di una ricerca e prospettive per ulteriori indagini in Oltre Triora. Nuove ipotesi di indagine sulla stregoneria e la caccia alle streghe, Atti del convegno, Triora – Toirano 29-30 ottobre 1994 di Gian Maria Panizza
  • Un processo per stregoneria nel Savonese. Benedetta Carzolia di Perti tesi di laurea di Carolina di Francisca
  • Un processo per stregoneria nel secolo XVIII. Riflessioni criminologiche tesi di laurea Maria Grazia Marchiano
  • Una strega del XVI secolo: Gentile Pessana in Rassegna di criminologia, 1983 di Adolfo Francia, Federica Lequio, Mario Scarrone

mercoledì 30 maggio 2018

Il bosco degli urogalli

Il bosco degli urogalli di Mario Rigoni Stern, Einaudi, 2009
Numero pagine: 176
Lingua originale: italiano
Prima edizione: 1962
Genere: raccolta di racconti

Ho scoperto Rigoni Stern con Arboreto salvatico; i più invece passano prima dai suoi racconti di guerra, di cui il più noto è Il sergente nella neve. Ho avuto modo, nel corso degli anni, di leggere anche qualcuno dei libri dell'autore sulla seconda Guerra Mondiale, ma quelli che mi piacciono di più sono, come questo, le raccolte di racconti su animali, alberi, personaggi dell'altipiano di Asiago di dov'era originario Rigoni Stern, che vengono tracciati semplicemente, presi in un immagine particolare rimasta impigliata nei ricordi o nell'immaginazione di chi ne scrive.
Questa raccolta, che riunisce dodici racconti, parla per l'appunto di di animali, fedeli cani da caccia, volpi che scorrazzano nella notte, urogalli imprendibili, e da sfondo il bosco, la montagna, sempre più in alto, e coloro che la abitano, i cacciatori soprattutto, ma anche personaggi che tornano ai propri paesi dopo la guerra, segnati indelebilmente ma ancora capaci di specchiarsi nella natura.
Solitamente non amo i testi che parlano di caccia, ma in quelli di Rigoni Stern si può leggere il rispetto per la montagna e i suoi abitanti, dato da una stretta convivenza e conoscenza, abbozzato con semplicità non priva di poesia.

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Santa o strega?

Santa o strega? - Donne e devianza religiosa tra Medioevo e Età moderna di Peter Dinzelbacher, ECIG, 1999
Numero di pagine: 348
Titolo originale: Heilige oden Hexen?
Lingua originale: tedesco
Prima edizione: 1995
Prima edizione italiana:1999
Genere: saggio

Viene dal mercatino dell'usato, tanto per cambiare. Come ormai saprete (ma chi?) praticamente leggo qualsiasi cosa contenga la parola "strega" sia esso un saggio o un romanzo; sicché sul genere ho collezionato un certo numero di volumi, questo però si discosta abbastanza dagli altri saggi incentrati specificamente sulla figura della strega, ed analizza invece il rapporto fra questa e la figura della santa, esaltandone le differenze ma soprattutto i punti in comune.
Il libro prende il considerazione l'Europa fra il basso Medioevo e l'Illuminismo (dal 200 al 600 circa).
Vengono considerate le streghe, che furono per lo più donne, e le mistiche, quindi l'indagine agisce in una dimensione principalmente femminile, tenendo conto però che furono quasi sempre degli uomini a decidere se una donna dovesse essere bruciata oppure santificata.
Carattere comune ad entrambe è la ricerca e la manifestazione di una religiosità "indipendente" dalla Chiesa, ovvero che non passa attraverso la mediazione ecclesiastica ma avviene direttamente dal singolo al divino, dunque una religiosità al di fuori del "normale", la cui natura andava determinata tramite il discernimento degli spiriti, che però risulta a volte piuttosto soggettivo.
Il primo capitolo propone una carrellata di sante sospette di eresia o condannate come streghe come Giovanna d'Arco; donne che sembravano alternare estasi e possessione diabolica, altre successivamente condannate come eretiche ma che furono ritenute sante durante la loro vita, altre ancora, soprattutto nell'ultimo periodo considerato, che furono sottoposte all'attenzione dei medici del tempo. Si parla poi delle "false sante" ovvero di donne che cercarono di farsi passare come tali, delle quali si trova traccia fin dal XIII secolo; a volte il discrimine è molto sottili, in quanto in taluni casi è la stessa presunta santa a convincersi e autoindursi determinati sintomi. Il capitolo si chiude riassumendo le diverse categorie in cui venivano iscritte le donne "devianti" rispetto alla religiosità comune.
Il secondo capitolo definisce il modello di mistica individuandone le origini, la diffusione e le caratteristiche comuni alle varie mistiche, approfondendo anche la figura della "santa viva" ovvero colei che veniva considerata santa già in vita, e non solo dopo la morte. Si passa poi a definire lo stereotipo, per alcuni versi parallelo (anche temporalmente) della strega, le premesse che portarono alla caccia alle streghe e la relativa diffusione spaziale e temporale. Il capitolo si chiude con un incursione nelle identiche figure maschili del mistico e del mago.
Il terzo capitolo indaga le analogie fra la santa e la strega, confrontando parallelamente punto per punto le varie istanze.
Il quarto traccia invece le differenze fra i due modelli e le incompatibilità di fondo.
Il  quinto rileva come il dualismo del Cristianesimo fu la base del pensiero dicotomico santa-strega applicato alle donne "diverse".
Chiudono il volume la postfazione, le note, le indicazioni bibliografiche, le fonti iconografiche, e l'indice dei nomi.
Come si può vedere da questo breve riassunto dei contenuti si tratta di un libro molto ricco ma ben ordinato e chiaro nelle argomentazioni. L'ho trovato particolarmente interessante sia per l'indagine parallela che propone, sia per l'abbondanza di figure di donne particolari e poco conosciute, delle quali vengono tracciati in maniera breve ma non superficiale la vita e i tratti salienti. Insomma, è un saggio che va a completare quelli più decisamente incentrati sulla strega.
Non credo sia facilissimo da trovare nelle librerie visto che è un'edizione un po' vecchia, ma sporadicamente si trova on-line, ed è presente in molte biblioteche nazionali.

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  • Sante e streghe di Marcello Craveri

martedì 22 maggio 2018

Il formaggio e i vermi

Il formaggio e i vermi – Il cosmo di un mugnaio del ‘500 di Carlo Ginzburg, Einaudi, 1976
Numero pagine: 196
Lingua originale: italiano
Prima edizione: 1976
Genere: saggio

Dopo aver letto Storia notturna, mi ero ripromessa di esplorare anche gli altri saggi di Ginzburg, I benandanti e Il formaggio e i vermi, che anche se non propriamente incentrati sulla figura della strega, che è quella che a me interessa di più, parlano comunque di personaggi appartenenti allo stesso ambiente rurale, che ebbero a che fare con l’Inquisizione.
In Il formaggio e i vermi, Ginzuburg indaga gli atti processuali a carico di Domenico Scandella, detto Menocchio di Montereale (provincia di Padova), relativi a due procedimenti: il primo del 1583, il secondo del 1599.
Il libro è composto da un indice, seguito da un interessante prefazione (circa 25 pagine) in cui l’autore illustra cause e premesse dell’indagine, prendendo in considerazione il rapporto fra cultura popolare e cultura dotta e la natura della prima, per capire se si possa veramente parlare di “cultura popolare” e quali ne siano i prodotti, come viene tramandata ecc.
Nel saggio vero e proprio, Ginzburg indaga le credenze dello straordinario personaggio che fu Menocchio, mugnaio di una certa cultura, inquadrandolo nelle tendenze del suo tempo quali le rivolte contadine, un certo radicalismo e la critica delle gerarchie profane ed ecclesiastiche, sullo sfondo di Riforma e Controriforma. Parte delle sue idee vennero anche da una rielaborazione critica delle sue letture, e forse, dall'influenza di un gruppo anabattista.
Il titolo viene dalla cosmogonia riportata negli atti processuali di Menocchio, in cui il cosmo composto dei quattro elementi, si crea aggregandosi come il formaggio nel latte, nel quale i vermi sono gli angeli e Dio; quest’idea, secondo le indagini dell’autore, fu dovuta ad un miscuglio di credenze popolari, anche molto antiche e cultura dotta, proveniente dai libri che il mugnaio aveva letto.
Molto interessante è anche il contegno tenuto da Menocchio, come lo si evince dalle parole dei suoi compaesani, e dalle risposte che dà durante gli interrogatori. Emerge la figura di un uomo dotato di forte senso critico, capacità di astrazione e indipendenza di pensiero, e orgoglioso di tali qualità, anche se non sempre consapevole di ciò che gli si è abbattuto addosso con il processo.
La prima sentenza lo condanna al carcere a vita, che però sconta solo per due anni a causa di una malattia, rilasciato, gli è fatto divieto di allontanarsi da Montereale, con l’obbligo di indossare sempre l’abito crociato a monito della sua colpevolezza.
Passando gli anni però Menocchio viola tali condizioni, riprende a parlare di questioni religiose con i paesani, e nel 1599 si apre il secondo processo, durante il quale viene giudicato relapso cioè recidivo, e, dopo alcune esitazioni, viene eseguita la condanna a morte.
Negli ultimi capitoli vengono presi in considerazione altri personaggi simili, come il mugnaio modenese detto Pighino processato nel 1570, che rivela avere alcune credenze in comune con Menocchio.
Seguono le note e l’indice dei nomi.
Insomma si tratta di una lettura senza dubbio interessante, sia a livello scientifico, sia per la possibilità di conoscere un personaggio notevole come Menocchio, inoltre va ad ampliare ed approfondire l'argomento della repressione della libertà di pensiero e di credenze parallele da parte della Chiesa. Rispetto a Storia notturna, questo saggio è sicuramente più semplice e meno articolato ma comunque rigoroso nell'indagare e nell'argomentazione.